Masaki Kitamura, noto per aver lavorato come regista di diversi episodi in numerose serie e progetti d’animazione giapponesi, a dieci anni dal debutto della serie anime originale (esordita nel 2015) riporta la sezione 3-E sul grande schermo con il film d’animazione Assassination Classroom – L’ora di tutti noi.
Il progetto avrebbe potuto facilmente scivolare nella trappola di un banale recap celebrativo, ma ha scelto una strada molto diversa e più sorprendente: recuperare ciò che la serie tv anime originale dovette inevitabilmente sacrificare per ragioni di minutaggio.

La vicenda è ambientata durante gli ultimi giorni di un Febbraio malinconico, quando gli esami d’ammissione sono ormai un capitolo chiuso e il giorno del diploma si avvicina inesorabilmente. Il film si inserisce quindi come una parentesi calorosa nel diario di bordo degli studenti di Korosensei, un gruppo di ragazzi considerati gli scarti della scuola e che vengono segretamente addestrati dal governo giapponese all’arte dell’omicidio. Il loro insegnante, inoltre, è una creatura bizzarra con la testa rotonda, un sorriso perenne e numerosi tentacoli gialli che lo assimilano ad un polpo. Possiede poteri sovrumani, tra cui la capacità di muoversi alla velocità di Mach 20, il che lo rende quasi impossibile da colpire o uccidere con armi normali. Il suo stesso nome è un gioco di parole coniato dai suoi studenti, tra Korosenai (impossibile da uccidere) e sensei (insegnante). Oltre la sua forma tentacolata e assurda, il passato di Korosensei cela le origini di un individuo ben diverso, legato all’élite dei più pericolosi assassini del mondo. Uno dei punti di forza del film sta nel modo in cui ripesca e adatta capitoli inediti del manga di Yusei Matsui. L’atmosfera è un tripudio di situazioni deliranti in cui si uniscono la frenesia dell’azione e quella intimista e scanzonata della vita quotidiana scolastica. Si va dalle lezioni estive di nuoto ai momenti di svago, fino alle battaglie di fine anno e a piccoli scorci collaterali (come la bizzarra parentesi di Korosensei con gli assassini nei pressi dell’Izakaya locale). L’episodio è liberamente ispirato al capitolo extra del manga intitolato Pub Time. La narrazione di Assassination classroom – L’ora di tutti noi regala allo spettatore una sensazione di completezza nel vedere i ragazzi della 3-E interagire di nuovo confermando quanto l’alchimia del gruppo sia stata la vera anima del franchise.

Mentre la serie principale ha spinto forte sull’evoluzione di Nagisa Shiota e Karma Akabane, il film d’animazione di Masaki Kitamura sfrutta la sua struttura episodica per dare spazio e dignità anche ai compagni di classe rimasti più in ombra nel primo adattamento animato. Gli aneddoti mostrati non sono affatto dei meri riempitivi, ma tasselli che rivelano come la pedagogia anticonvenzionale di Korosensei abbia piantato semi di fiducia in ciascuno dei suoi ventotto alunni. Il legame tra il docente-polpo e i ragazzi si percepisce ancor più viscerale: Korosensei non è solo un bersaglio da eliminare o una minaccia per il pianeta, ma un rifugio sicuro per giovani destinati altrimenti al rifiuto sociale. Lo studio Lerche e il regista Masaki Kitamura dimostrano un grande rispetto ed estrema conoscenza del materiale di partenza, e la qualità dell’animazione è sublime. I colori sono nitidi e infondono una singolare forza all’atmosfera generale, che mantiene il medesimo stile visivo già noto agli appassionati di vecchia data. Le espressioni di Korosensei (con i suoi proverbiali cambi di tonalità) mantengono la peculiare verve comica e surreale; il montaggio dei flashback, inoltre, si raccorda con naturalezza verso il climax finale, legato al leggendario “album dei ricordi”. Tirando le somme, Assassination classroom – L’ora di tutti noi non stravolge il finale della storia, ma riesce nell’impresa di far sentire appassionati e neofiti parte di quella classe speciale. È un film che, pur rivolgendosi principalmente ai fan storici, funziona egregiamente a livello emozionale: una réunion di vecchi compagni di scuola dove si rispolverano le foto dimenticate prima di dirsi addio per sempre. Un’operazione affettuosa, divertente e commovente che conferma l’attualità degli insegnamenti di Korosensei con una poetica assolutamente unica e all’avanguardia nella narrazione che dimostra appieno il valore dell’opera.