Attraverso i miei occhi: Gigi Proietti doppia da “cane”

Se scegli come protagonista del tuo soggetto un cane, difficilmente farai un film brutto, se poi prendi un bravo regista, una storia tratta da un bel libro, gli attori e la voce giusta per il quattro zampe, hai il film perfetto o furbo come l’ha definito Gigi Proietti, che in Attraverso i miei occhi è il narratore animale della storia (nella versione originale la voce è di Kevin Costner).

Dietro la macchina da presa, Simon Curtis sfrutta una buona sceneggiatura tratta dal best seller L’arte di correre sotto la pioggia di Garth Stein e usa come protagonisti un Golden Retriever di nome Enzo, in onore di Enzo Ferrari, e il suo padrone Denny, ovvero Milo Ventimiglia, pilota che sogna, un giorno, di correre per la scuderia del cavallino.

La vicenda raccontata ci porta dentro la vita di quest’ultimo attraverso gli occhi del Golden Retriever, più che mai espressivo, e lascia il dubbio sul perché, spesso, gli attori vengano definiti cani. Un aspetto, questo, che Proietti, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del lungometraggio, ha spiegato con il fatto che, forse, il latrato del cane può corrispondere all’incapacità dell’attore di sapere recitare, per poi confermare come lui stesso ami a sua volta gli amici a quattro zampe.

Con una storia decisamente strappalacrime, soprattutto se avete un cane o lo avete avuto in passato, un film perfettamente confezionato che, oltre a Ventimiglia, ormai noto grazie alla serie tv This is us, include nel cast Amanda Seyfried nei panni della moglie. I suoceri di lui, un po’ perfidi ma non troppo, e la bambina che, inevitabilmente, nascerà, fanno il resto; mentre, senza dubbio, il ruolo del padrone a parti invertite lo fa lo splendido Enzo, che vive tutta la sua esistenza (i cani vivono decisamente meno dei padroni) accanto a Denny.

E, man mano che è proprio Enzo a rivelarsi l’unico vero protagonista del film, il fatto che Denny aspiri ad un futuro in Ferrari conferisce un tocco speciale, con tanto di riprese in Italia (in particolare sul circuito del Mugello) e apparizione per il pilota romano Giancarlo Fisichella.

Attraverso i miei occhi, quindi, funziona e ci porta dentro ad una visione originale, sposando anche la passione per il motorsport alla vita vera, che spesso riserva sgradite sorprese, se non tragiche. Forse, però, la vera lezione dell’insieme è spingerci a comprendere che i cani che vediamo passeggiare nelle nostre città ci vogliono in cuor loro un grande bene, a differenza, spesso, dei loro padroni che ci ignorano.

 

 

Roberto Leofrigio