Nel borgo di Montebello di Torriana, in provincia di Rimini, si trova uno dei tanti bei castelli medievali d’Italia, conosciuto appunto come Castello di Montebello o Castello di Guidi di Bagno. Nominata per la prima volta in un rogito del 1186, la rocca di Montebello ha un passato legato alla nobile famiglia dei Malatesta, ma oggi non è conosciuto tanto per la sua storia o la sua pregevole architettura, bensì piuttosto per una leggenda legata ad una bambina che avrebbe abitato al suo interno alla metà del 1300: Guendalina Malatesta, detta Azzurrina, figlia del feudatario Ugolinuccio e della moglie Costanza. La storia narra che la piccola fosse albina, e poiché all’epoca gli albini erano considerati creature sataniche, la madre avrebbe tentato di tingere alla figlioletta i capelli di nero, ottenendo però solo una vaga coloritura azzurra, da qui il nome che la tradizione popolare la dà. La bambina viveva quindi segregata nella rocca, per paura che la superstizione popolare potesse nuocerle, sorvegliata perennemente da due guardie. Si racconta che il 21 giugno 1375, giorno del solstizio d’estate, la bimba stesse giocando con una palla che scivolò giù dalla scala che portava alla ghiacciaia del castello: le guardie, dopo aver sentito un urlo terrificante, si recarono di corsa nell’ambiente, ma di Guendalina non c’era più traccia, era scomparsa nel nulla. Da allora si dice che il suo fantasma vaghi ancora per le stanze della rocca, e se ne senta ancora il pianto proprio nella notte del solstizio d’estate, ogni cinque anni. In realtà nessuna fonte storica è stata mai ritrovata che attesti la reale esistenza di Azzurrina, e un presunto documento di un parroco che l’avrebbe messa per iscritto nel 1620 non è ancora mai venuto alla luce. Su queste leggende, e sulla ricerca di questo documento comprovante, il regista Giacomo Franciosa gira nel 2012 il film Azzurrina, ambientandolo proprio all’interno delle sale del castello, dove ogni giorno le guide portano i turisti a conoscere le meraviglie della rocca, mentre ogni notte inizia il ghost tour sulle tracce proprio del fantasma della piccola albina. A causa di tutta una serie di vicissitudini il film ha potuto vedere la luce soltanto nel 2023.

Lara e Richard sono una coppia di turisti in visita in Italia al castello di Azzurrina, nel quale vogliono realizzare un reportage per verificare o meno la presenza del fantasma. Dopo la fine della visita notturna, ad opera dell’inquietante guida albina Maria, i due giovani decidono di restare nel castello per filmare da soli ed indisturbati, ma presto si accorgeranno che altri due hanno avuto la loro stessa idea, Jenny e Leonard. Da quando si ritroveranno tutti insieme, i quattro ragazzi cominceranno ad essere testimoni di fatti strani ed inquietanti che toglieranno loro ogni dubbio sia sulla presenza del fantasma, sia sul fatto che la rocca possa essere una sorta di portale attraverso il quale le persone vengono trasportate in altre dimensioni.

L’idea, devo dirlo, era molto bella ed accattivante, soprattutto per chi, come me, ha visitato più volte il castello di Montebello in notturna. La guida ripercorre passo per passo il tragitto che le vere guide del castello fanno fare ai visitatori, mostrando tutti i pezzi più inquietanti presenti nella collezione. Questo serve per entrare nell’atmosfera incantata e spaventosa che permea la rocca infestata, che si creda o meno all’esistenza del fantasma di Azzurrina. Il film è girato in parte con la tecnica tradizionale ed in parte con quella del found footage, in quanto le due coppie stanno riprendendo ciò che avviene davanti ai loro occhi. Questo potrebbe essere davvero interessante, e lo spunto di partenza attrae non poco coloro che sono affascinati dal nostro folklore e dalle nostre leggende locali. Peccato che presto tutto diventi così confusionario da destabilizzare lo spettatore e non fargli capire più quello che sta passando davanti ai suoi occhi. Si alternano riprese in stile mockumentary con veri e propri spezzoni tratti da programmi televisivi, come ad esempio Mistero, inframezzati da interviste al regista, al cast ed alla troupe del film, che raccontano come sia stato difficile portare in fondo il lavoro per fatti strani ed oscuri avvenuti durante le riprese nel castello. Ok, mi sta bene, tutto questo è estremamente interessante ed affascinante, ma perché non adoperare tale materiale come extra da inserire alla fine del film, invece che metterlo all’inizio, facendo cadere subito il castello di carte che sarebbe potuto essere invogliante per entrare nelle atmosfere macabre della ghost story narrata? Insomma, anche Mario bava alla fine de I Tre Volti della Paura ci rivela il trucco di Boris Karloff che cavalca su un finto cavallo nell’episodio I Wurdulak, ma lo fa, appunto, alla fine: se lo avesse mostrato all’inizio avrebbe rovinato la suspense e forse non tutti sarebbero rimasti affascinati da questo capolavoro, come invece è successo. Forse Franciosa pensava di allettare maggiormente il pubblico raccontando all’inizio i fatti strani capitati alla troupe sul set, ma sinceramente penso che non abbia fatto per nulla la scelta giusta.

Il cast, poi, non aiuta. I quattro protagonisti sono insopportabili, e la recitazione davvero troppo finta per trattarsi di un found footage credibile. La protagonista, Tatiana Luter, che ha già lavorato al fianco di nomi importanti come Giovanni Veronesi, Abel Ferrara, Francis Ford Coppola e Paolo Sorrentino, non dà il meglio di sé e la sua Lara sembra solo una sciocca smorfiosa per nulla interessante. Idem si può dire per il suo partner, l’attore milanese che interpreta Richard, Paolo Stella, uscito dalla factory di Amici di Maria De Filippi, e, nonostante sia stato diretto da Dario Argento sul set de La Terza Madre (2007), a mio avviso molto poco consono all’horror. Unico volto un po’ più noto è quello dell’attrice e modella Matilda Lutz, che esordisce al cinema nel 2013 ne L’Ultima Ruota del Carro di Giovanni Veronesi, per distinguersi poi in produzioni horror/thriller di ampio respiro come Revenge di Coralie Fargeat (2017) e A Classic Horror Story di Roberto De Feo e Paolo Strippoli (2021). La sua Jenny è forse il personaggio più interessante e convincente del film, pur non brillando anch’esso di luce particolare.

Insomma, peccato per il risultato, perché le premesse parevano ottime e l’aspettativa era alta, ma questo Azzurrina risulta alla fine un film dove a prevalere, più che la paura, è, ahimè, la noia. Le riprese sono al limite dell’amatoriale, la direzione degli attori è praticamente inesistente, le premesse poco credibili e persino lo spettro di Azzurrina perde di senso e credibilità quando si diverte a far copulare la ragazza di una coppia col ragazzo dell’altra, senza alcuna ragione anche un minimo sensata. Davvero un’occasione buttata al vento, questa, che ci fa però sperare che un giorno o l’altro qualche altro regista abbia voglia di riprendere in mano la suggestiva leggenda di Guendalina Malatesta e di narrarla in una maniera sicuramente più dignitosa di quanto non sia stato fatto qui.

Il film è attualmente disponibile sulle piattaforme Amazon Prime Video, Google Play Film e YouTube.
https://www.imdb.com/it/title/tt3608918
