In “Bagliori inversi” Antonello Lombari intreccia ricordi, emozioni e frammenti di vita con uno stile diretto ma delicato. Tra affetti familiari, luoghi dell’anima e immagini luminose, la raccolta restituisce una poesia sincera, capace di parlare al lettore senza filtri e senza inutili artifici.

Antonello, in “Bagliori inversi” il ricordo sembra avere quasi un corpo fisico. In poesie come “La casa del cuore” o “Bagliori inversi” si percepiscono odori, rumori, persino la luce dei luoghi. Quanto conta per te trasformare la memoria in qualcosa di concreto e quasi tangibile?

La memoria ha un valore essenziale nei miei versi. E’ il filo conduttore guidato dall’esperienza sensoriale. I luoghi descritti, le persone, le cose acquistano una dimensione concreta, tangibile. Nella mia poetica recupero l’essenza di ciò che non è più offrendo la possibilità di percepirne il senso.

In “Capodanno 2004” racconti la perdita di tua madre con versi molto diretti, quasi spogli. È uno dei passaggi più intensi del libro. Hai avuto paura, mentre scrivevi, di esporti troppo emotivamente davanti ai lettori?

I versi di quello che è stato un momento devastante della mia vita hanno guidato la mia penna ad essere essenziale. L’intensità dei sentimenti provati e l’intimità di un dolore profondo richiedevano un approccio diretto. Nel concepire questi versi, sinceramente, non ho pensato ai lettori, ai quali, comunque, è giunto il mio grido smorzato. Una sorta di lamento discreto proprio del mio modo di esternare i sentimenti.

In alcuni componimenti amorosi, come “Passione e mistero” o “Come un violoncello”, il sentimento è molto acceso e viscerale. In altri momenti invece prevale la contemplazione. È una differenza voluta oppure nasce spontaneamente dal momento in cui scrivi?


Il sentimento passionale orienta ad una scrittura poetica più viscerale, mentre in altri versi prevale la dimensione contemplativa. I due momenti, sebbene radicalmente opposti, convivono nella mia forma di espressione. E’ come una molla che scatta autonomamente. Nasce tutto dall’ispirazione e dallo stato d’animo del momento.

Oggi molti libri cercano subito l’effetto ad alto impatto o la frase da condividere online. “Bagliori inversi” invece sembra avere un ritmo più lento, quasi da ascoltare in silenzio. Pensi che la poesia abbia ancora spazio in un mondo così veloce?

Il ritmo di Bagliori inversi è volutamente lento. E’ il tempo della riflessione che si veste del potere di immergere il lettore nella natura, con la descrizione delle sfumature cromatiche e con i profumi dei fiori, con la bellezza contemplativi dell’alba e dei tramonti. Ritengo che, anche in un contesto attuale velocissimo, con le informazioni e le relazioni che vengono travolte in un nano secondo, la poesia rappresenti un’oasi di pace necessaria per ritrovarsi e recuperare la parte più profonda dell’esistenza e con essa il senso della vita.

https://www.kimerik.it/libro/5654/bagliori-inversi-antonello-lombari

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