Bandiere e Primavere: dalla parte dei lavoratori

I diritti dei lavoratori. Un tema spinoso, su cui si discute da anni e che risulta sempre attuale, indipendentemente dal contesto in cui lo si voglia collocare.

A tal proposito, il regista Stefano Simone ne fa nel suo lungometraggio Bandiere e Primavere – tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Salvatore Castrignano – l’attore principale.

Qui, infatti, ci viene raccontata la storia di Salvatore (impersonato dapprima dal giovane Simone Balta e, successivamente, da Alessandro Leone e da Gianpio Guerra), dalla sua infanzia in una famiglia numerosa fino alla progressiva carriera all’interno di un sindacato.

Salvatore è un bambino volenteroso. Durante i suoi studi svolge una serie di piccoli lavori, al fine di aiutare finanziariamente la sua famiglia. Allo stesso modo, qualche anno più tardi, decide di lasciare l’università per non gravare troppo sui suoi genitori e s’impegna a trovarsi un lavoro. Dopo i primi incarichi non retribuiti inizia, così, a ottenere degli impieghi fissi proprio all’interno di un sindacato, e la sua lotta in favore dei lavoratori viene riconosciuta e ammirata da molti.

Un film realizzato con un budget piuttosto ridotto, Bandiere e Primavere. Eppure, nonostante ciò, il regista sa rendere appieno la sua essenza, mettendo in risalto il valore del lavoro (interessante, a tal proposito, la struttura ellittica che in apertura e in chiusura ci mostra un contadino intento a zappare la terra).

Un approccio registico prevalentemente semplice e di impostazione teatrale domina in maniera assoluta l’operazione. Pochi movimenti di macchina (usata spesso a mano) ci mostrano di volta in volta i lunghi dibattiti tra il protagonista, i suoi colleghi o alcuni datori di lavoro. E, alla fine della visione, il messaggio arriva.

Oltretutto, viene ulteriormente enfatizzato da un’importante citazione dal Gian Maria Volonté de La classe operaia va in Paradiso, diretto nel 1971 da Elio Petri. A lui ha pensato Stefano Simone quando ha realizzato questo suo Bandiere e Primavere. Un film pulito e attuale, concepito sì con pochi mezzi, ma, soprattutto, con passione e sincerità.

 

 

Marina Pavido