Intervista esclusiva di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo

Beatrice De Rosa, professionista poliedrica nel mondo dello spettacolo e della comunicazione, si racconta in esclusiva per MondoSpettacolo. Collaboratrice di Identity Booking & Management, ha partecipato a eventi di rilievo come il Fara Film Festival, dove ha interagito con figure di primo piano del cinema italiano. Il suo profilo social attivo le ha permesso di creare connessioni significative nel panorama influencer e dello spettacolo. Formata con corsi di portamento, posing e improvvisazione, ha sostenuto un provino presso la Scuola Fondamenta di Roma. In questa intervista, Beatrice parla della sua crescita personale, del valore dell’autenticità e della versatilità come chiave per il futuro.

Beatrice, come è stata la collaborazione con Identity Booking & Management nel tuo percorso di crescita personale e professionale?

Collaboro attualmente con Identity Booking & Management, un’agenzia che ha avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso di crescita personale e professionale. Entrare a far parte di questa realtà mi ha permesso di scoprire e valorizzare nuove opportunità lavorative in diversi settori, dal cinema alla moda, dalla comunicazione fino a varie forme di intrattenimento, ognuna rivolta a pubblici e sensibilità differenti. Questa esperienza si è rivelata estremamente significativa per me, non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Grazie ai progetti affrontati e alle persone incontrate lungo il percorso, ho imparato a guardarmi con occhi nuovi, riscoprendo l’amore e il rispetto per il mio corpo, anche se distante dai canoni estetici tradizionali imposti dalla società. Lavorare in un ambiente che promuove la diversità e l’autenticità mi ha aiutata a rafforzare la fiducia in me stessa, spingendomi a superare molte delle insicurezze che spesso vengono alimentate dal contesto sociale contemporaneo. Oggi mi sento più consapevole del mio valore, più sicura delle mie potenzialità e motivata a proseguire questo percorso con determinazione e apertura verso nuove sfide.

Com’è stata l’esperienza al Fara Film Festival?

Il Fara Film Festival ha rappresentato per me un’esperienza profondamente elettrizzante e formativa, immersa in un contesto ricco di cultura, passione e autentico amore per il cinema e per l’arte cinematografica in tutte le sue forme. Partecipare a questo evento mi ha permesso di vivere il cinema non solo come spettatrice, ma come parte attiva di un dialogo creativo e culturale. Ho avuto infatti la preziosa opportunità di assistere a interviste stimolanti e di formulare personalmente domande a figure di grande rilievo del panorama cinematografico italiano. In quei momenti, ciò che mi ha colpita maggiormente è stata la loro straordinaria disponibilità umana e professionale: spogliandosi simbolicamente dei ruoli di artisti affermati a livello internazionale, hanno risposto con attenzione, sensibilità e profondo rispetto, instaurando un confronto autentico e diretto. Ogni risposta ricevuta si è rivelata una scoperta, un tassello in più verso la comprensione di un universo cinematografico complesso, ricco di sfumature e ancora in gran parte da esplorare. Questa esperienza ha rafforzato in me la consapevolezza del valore del cinema come strumento di espressione, condivisione e crescita culturale, lasciandomi un forte desiderio di continuare a esplorare, studiare e assaporare questo mondo con curiosità e passione sempre rinnovate.

Come hai vissuto le interazioni sui social con personaggi del mondo dello spettacolo?

Parlare di interazioni dirette e strutturate forse è un termine eccessivo. Tuttavia, nel tempo ho avuto l’opportunità di far notare il mio profilo social a diverse persone appartenenti al mondo dello spettacolo. Non considero questo aspetto un traguardo o un merito personale, ma piuttosto il risultato naturale di uno spazio vissuto inizialmente come svago e forma di espressione personale, che mi ha permesso di essere scoperta e seguita da profili conosciuti. Attraverso commenti, reazioni, interazioni e talvolta anche semplici condivisioni, si possono infatti creare piccoli ma significativi canali di comunicazione, capaci di ampliare il dialogo e favorire nuove forme di conoscenza reciproca. Anche gesti apparentemente semplici possono diventare occasioni di visibilità e confronto, contribuendo a costruire una rete sempre più ampia e diversificata. Ritengo che i social network, se utilizzati in modo consapevole, rispettoso e autentico, possano andare ben oltre la funzione di semplice passatempo. Possono trasformarsi in strumenti di connessione, crescita e scoperta, capaci di aprire nuove porte e di mettere in comunicazione mondi differenti, offrendo opportunità inaspettate all’interno di un contesto in continua evoluzione.

Hai sostenuto un provino presso la Scuola Fondamenta: com’è andata l’esperienza?

Sì, ho sostenuto un provino presso la Scuola Fondamenta, un’esperienza che considero molto importante nel mio percorso di formazione artistica. Durante l’audizione mi è stato richiesto di interpretare un monologo, di ballare su musiche improvvisate e di cantare, permettendomi così di mettermi alla prova in diverse discipline espressive. All’epoca ero ancora agli inizi delle mie esperienze e mi stavo affacciando con entusiasmo e curiosità a questo mondo. Pur essendo consapevole di avere ancora ampi margini di miglioramento, ho affrontato il provino con grande determinazione e apertura. Ho ricevuto diversi riscontri positivi, in particolare per la mia intonazione e per il mio potenziale espressivo, elementi che mi hanno incoraggiata a proseguire su questa strada con maggiore fiducia. Nel complesso, il provino è stato un’esperienza estremamente formativa e di grande valore, che mi ha permesso non solo di comprendere meglio i miei limiti, ma soprattutto di individuare con maggiore chiarezza i miei punti di forza e le aree su cui continuare a lavorare. È stato un passaggio significativo che ha contribuito a rafforzare la mia consapevolezza artistica e la motivazione a crescere, studiare e migliorarmi costantemente.

Hai seguito corsi di portamento, posing e improvvisazione: come ti hanno aiutata nella realizzazione dei tuoi book fotografici?

Sì, ho seguito un corso di portamento che mi ha permesso di esplorare in modo profondo ed espressivo il rapporto con il mio corpo e con lo spazio scenico. In una fase successiva ho lavorato intensamente anche sulle pose sceniche e sulle improvvisazioni, imparando a muovermi con disinvoltura, sicurezza e presenza. Questo percorso ha avuto un impatto diretto e decisivo sulla realizzazione dei miei book fotografici: davanti alla fotocamera ho imparato a esibirmi, a valorizzare ogni movimento e a trasformare il mio corpo in uno strumento di comunicazione. Con il tempo sono diventata sempre più consapevole della mia fisicità, del mio sguardo e delle mie posture, sviluppando un’attitudine più audace e sicura.

Ogni book fotografico lascia qualcosa dentro di te: come esplori diverse sfaccettature della tua personalità attraverso gli outfit?

Ogni book fotografico, sia personale che professionale, lascia sempre qualcosa dentro di me. Non si tratta solo di immagini, ma di momenti in cui posso esplorare e rivelare diverse sfaccettature della mia personalità. Con ogni cambio d’abito, sento cambiare anche il mio modo di essere: a volte divento più romantica, dolce e sognatrice, altre volte più audace, rock e decisa, o ancora più elegante e glamour. Ogni capo ha una sua anima, una propria energia che va capita e interpretata, e il vero lavoro consiste nel riuscire a farla emergere senza mai snaturare chi sono. È una danza sottile tra costume e identità: il vestito diventa uno strumento attraverso cui esprimere emozioni, stati d’animo e caratteristiche del mio carattere. In questo processo, imparo a conoscermi meglio, a capire come piccoli dettagli possano trasformare un’immagine e a padroneggiare la mia presenza davanti all’obiettivo.

Identity Booking & Management è stata la tua porta d’ingresso: cosa rappresenta per te questa collaborazione?

Identity Booking & Management è stata senza dubbio la porta d’ingresso verso tutte le altre opportunità che ho avuto modo di vivere finora. L’esperienza che sto ancora vivendo con loro va ben oltre il semplice ambito professionale: rappresenta una vera e propria chiave di lettura, un percorso guidato che accompagna ogni talento nella scoperta di sé, aiutando a conoscere meglio le proprie capacità, a valorizzare ciò che ci rende unici e ad esprimere pienamente il proprio potenziale.

Sei in fase di crescita: quali progetti ti piacerebbe realizzare per sviluppare competenze nuove e diventare più versatile?

Sono ancora in fase di crescita e ogni esperienza rappresenta per me un’opportunità preziosa per evolvermi. Mi piacerebbe collaborare a progetti diversi tra loro, ciascuno unico nel suo genere, in modo da sviluppare competenze sempre nuove e diventare sempre più versatile. Lavorare su esperienze variegate mi permette di mettermi alla prova, sperimentare stili differenti e costruire una preparazione poliedrica che possa accompagnarmi in percorsi sempre con un fine formativo e professionalizzante.

Se dovessi scegliere una sola foto per rappresentare te stessa al 100%, quale sarebbe e perché?

Questa è la foto che mi rappresenta di più, perché credo che metta in evidenza il mio volto, ma soprattutto i miei occhi: questa foto indica me al cento per cento. Con uno sguardo sicuro, forte ma al contempo anche fragile e di chi ha dovuto superare tante sfide, gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Fonte: Esclusiva Beatrice De Rosa per MondoSpettacolo.com
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