Belli ciao: si ringrazia la regione Puglia per averci fornito i milanesi

Se escludiamo il segmento che li ha inclusi all’interno del lungometraggio a episodi Ma tu di che segno 6?, diretto nel 2014 da Neri Parenti, Belli ciao rappresenta la seconda escursione su grande schermo per i comici televisivi Pio D’Antini e Amedeo Grieco, dopo il debutto Amici come noi, firmato nello stesso anno da Enrico Lando.

I Pio D’Antini e Amedeo Grieco semplicemente conosciuti come Pio e Amedeo e che troviamo immediatamente impegnati a raccontarsi a coloro che sono accorsi presso una comunità di recupero per meridionali che hanno vissuto a Milano (!!!).

Perché, una volta superato un flashback atto a ripercorrere sulle note della Nord sud ovest est degli 883 l’infanzia dei due fino alla maturità, apprendiamo che Pio ha poi deciso di trasferirsi nel capoluogo lombardo per intraprendere una carriera nel mondo della finanza, mentre Amedeo è rimasto nel paesino pugliese d’origine intento ad entrare in ambiente medico… ma ritrovandosi soltanto a gestire una sanitaria per la gioia degli anziani abitanti del posto.

Per una serie di vicissitudini, però, i due finiscono a condividere l’esperienza nella metropoli settentrionale delle opportunità lavorative, dove Pio – la cui mamma, tra l’altro, è incarnata dalla veterana Gegia – si cala magnificamente con tanto di accento e mimica proto-Guido Nicheli e Amedeo, invece, si rivela il tipico “terremoto” genuino venuto dal meridione e destinato a scontrarsi con la mentalità eccessivamente aperta e la costosa vita milanese… oltre ad invaghirsi della commessa Rosa Diletta Rossi.

Del resto, man mano che viene osservato in maniera esilarante come si capisca da quanto tempo sei a Milano in base a quanto riempi il piatto ad un apericena, è chiaramente in una commedia giocata di continuo sugli immortali contrasti tra le abitudini del nord e quelle del sud che intende concretizzarsi Belli ciao.

Una commedia sulla falsariga di quelle interpretate dal golden boy tricolore Checco Zalone, concepite spesso, non a caso, dallo stesso Gennaro Nunziante che abbiamo qui al timone di regia.

Il Gennaro Nunziante cui va riconosciuto il grande merito di saper gestire i due scatenati protagonisti allontanandoli dalle esagerazioni di volgarità che hanno contribuito a renderli popolari ed evitando, allo stesso tempo, di afflosciare banalmente il tutto sul politicamente corretto ad ogni costo.

Infatti, tra evidente sbeffeggiamento dell’ossessione da social network attraverso la Lorena Cacciatore che fa da compagna a Pio e forte presa in giro dell’inquinamento atmosferico che affligge la città meneghina, si ride con intelligenza anche quando viene tirato in ballo un gay.

Quindi, inno in fotogrammi alla comunità solidale, nel ribadire che non si lascia un amico in difficoltà Belli ciao garantisce una più che sufficiente dose di divertimento.

 

 

Francesco Lomuscio