Bene ma non benissimo: bullismo e amicizia per il film di Francesco Mandelli

Bene ma non benissimo ruota tutto attorno all’esplosiva e sorridente figura di Candida (Francesca Giordano).

Adolescente e paffutella, dopo aver perso la madre (interpretata da una sempre divertente Maria Di Biase), Candida vive con il padre Salvo (Rosario Terranova) a Terrasini, un piccolo paese nel Palermitano. Quando Salvo perde il lavoro in salumeria per via della concorrenza di un grande centro commerciale che non assume cinquantenni, padre e figlia partono in macchina alla volta di Torino e qui, con l’aiuto dello zio Vito (Giordano De Plano), trovano lavoro e alloggio in una pizzeria.

Per la quindicenne Torino diventa il terreno di una sfida che la costringe a confrontarsi con una nuova città e con nuovi compagni di scuola. Il suo accento meridionale e l’aspetto cicciottello ne fanno subito oggetto di bullismo insieme all’inseparabile amico Jacopo (Yan Schevchenko), un ragazzino introverso e di famiglia ricca, da sempre escluso dai compagni. Ma Candida reagisce con il sorriso, porta in classe sformati di pasta e sfida i bulli. E tanto le basta per cambiare le cose.

Alla sua prima prova di regista in solitaria, Francesco Mandelli sceglie una storia che parla di bullismo, di divario tra nord e sud, di incontro/scontro tra ricchi e poveri e di amicizia oltre i pregiudizi. Temi corposi che Mandelli affronta con la stessa leggerezza con cui la protagonista Candida si approccia alle vicende della vita, anche le più difficili. Mai, infatti, Bene ma non benissimo cede alla cupezza e all’eccessivo moralismo. Né tantomeno abusa di un tono satirico. Mandelli, piuttosto, colora la storia di uno sguardo delicato e di un retrogusto agrodolce in cui malinconia e felicità vanno a braccetto.

Affiancata da Euridice Axen e Gioele Dix, che interpretano i genitori di Jacopo, da suo padre e sua madre e dal cantante Shade, che compare in un cameo e alla cui hit si ispira il titolo del film, Candida si carica del ruolo di portavoce dei contenuti di Bene ma non benissimo. Attraverso i suoi discorsi, i suoi sorrisi e i suoi gesti prendono forma problemi e soluzioni del mondo di oggi. E, sebbene la maturità della quindicenne, a tratti eccessiva per la sua età, dia alla storia risvolti in parte inverosimili, la leggerezza e freschezza del personaggio fanno dimenticare i piccoli difetti di una trama scarna e un po’ prevedibile.

La positività di Candida e la contagiosità della sua gioia sono, in fondo, solo lo specchio di un messaggio più generale che Mandelli vuole lasciare, affidandolo alle parole esplicite di Maria Di Biase: “Ridi. Così la fotti la vita, col sorriso”.

 

 

Valeria Gaetano