Beyoncé: una Regina a San Siro.

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L’unica data italiana del “Formation World Tour” della cantante ex Destiny’s Child è un’esplosione di ritmo, sensualità ed emotività.

Beoncé Giselle Knowels-Carter nasce ad Houston nel 1981. Da circa 10 anni è una delle cantanti più famose e imitate del globo, per quanto riguarda il pop. Ha fin qui venduto 160 milioni di copie di propri dischi.

La rivale di Madonna e Lady Gaga, e per altri versi di Adele, che però è su un altro pianeta, come genere.

Ieri ha sbancato Milano, una vera Regina, in uno show mozzafiato, diso in 5 atti, durante i quali vengono cantate tutte le sue hit e i nuovo brani del nuovo lp, pieno di trovate tecnologiche, di grande energia, coreografiche elettrizzanti, colpi di scena, ammiccamenti sexy, che hanno colpito e rapito il pubblico accorso numerosissimo al Concerto da tutto esaurito, 55 mila persone a spellarsi le mani per Lei, soprattutto, la Regina pop del momento, che viene e andrà lontano, che ha sbaragliato tutte le sue concorrenti vere o presunte tali, accompagnata da un corpo di ballo semplicemente perfetto.



Subito un intro, Formation e Irreaplaceable cantata a cappella, con una voce da brividi, che mette fa capire il perché dell’appellativo di The Queen tributatole dai suoi Fans.

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Lei, davanti a tutto questo pubblico in delirio, a 35 anni, non sbaglia un colpo, sembra quasi un Robot tanto è perfetta.

Una vera forza della natura, che quando sale su un palco dimentica tutti i suoi problemi, dando il massimo. Il suoi ultimo disco LEMONADE uscito a fine Aprile ha già macinato 6 milioni di copie vendute, 4 nomination, che ha debuttato al primo posto delle Top 200 di Billboard, è nato, per esempio, dal dolore dopo l’ennesimo tradimento del suo uomo il rapper Yay Z.

Brani come Baby Boy o Me Myself and I sembrano fatte apposta per lanciare il lato spettacolare dello Show. E poi altri come Love on Top, cantato anche questo a cappella e Ring the alarm che sembrano fatti apposta per fare esplodere una voce sensuale , un talento vocale davvero da brividi.

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Un palco Kolossal, fatto di due passerelle a L per portarla ad arrivare fino al parterre, in mezzo al suo pubblico osannante, per la sua unica data italiana, una voce nera che più nera non si può, sonorità R6B e Black.
Una coreografia davvero spettacolare, che non fa rimpiangere affatto Madonna, che spesso ci ha stupito con le sue trovate. È impossibile staccare gli occhi dal palco. È impossibile distrarsi un attimo. Ora, sul palco, un parallelepipedo alto circa 20 metri, con le facce ricoperte di schermi led, che gira lentamente, avvolto alla base dal fumo che corre verso l’alto, immagini della nostra Divina , come scariche elettriche e un suono cupo, fatto di bassi; e alla fine diventa…piscina! Anche questo, spettacolo nello spettacolo, che quasi ipnotizza lo spettatore. Grande l’effetto scenico dei Fochi d’artificio in Run The World (Girls), che è una vera bomba di energia.

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Lei, in un continuo cambio d’abiti, con i 14 ballerini sempre ad accompagnarla nei diversi brani.
Di grande impatto scenico, lei, cappello nero, body altrettanto nero e stringato in stile vittoriano, stivaletti un po’ sado-maso. Una icona inarrivabile del femminismo sexy, lei che sa bene cosa vuole, e dove vuole arrivare.

Una professionalità da manuale, una sicurezza da fare invidia, la voglia di stupire, innovare, rendere inimitabile ogni suo show. Per la delizia dei nostri occhi.

L’ultimo atto del concerto, molto commovente, per tutti noi, si inaugura con un omaggio strumentale a Prince con Purple Rain. E poi via via, ci si avvicina verso la conclusione di qualcosa che resterà per molto tempo nella nostra mente e nei nostri cuori. Perchè lei è un’artista vera, che ti sa coinvolgere, dall’inizio alla fine.

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Anche attraverso i cambi d’abito: numerosi e colorati, la cui costante sono le gambe scoperte, sempre e comunque.

Moltissimi gli stilisti a lavorare per lei, per rendere unico ogni suo show, molti gli italiani, cosa che ci inorgoglisce oltremodo.

Moltissimi gli ospiti conosciuti in prima fila, venuti a renderle omaggio: Marco MENGONI, Emma MARRONE, Daria BIGNARDI, JOHN LEGEND,A Alessandra MOROSO, DEAN e DAN CATEN dei DSQUARED.

Zero Playback, al contrario che in concerti di altre o presunte star, tutto genuino, tutto dal vivo: la consacrazione di Lei, la Numero 1 del firmamento pop mondiale.

Galgano PALAFERRI