Sarcasmo e satira nell’ultimo spettacolo portato in scena da Biagio Izzo nella serata di domenica 1 Febbraio presso il teatro “Vittorio Emmanuele” della città, all’interno degli eventi di Benevento Città Spettacolo Teatro per la stagione 2025/2026. “Finché giudice non ci separi”, portato in scena da Biagio Izzo, con la regia di Augusto Fornari, è la situazione di un uomo che vive, con pungente ironia e derisione, la situazione di un individuo dopo un divorzio.
La rappresentazione è il racconto graffiante e canzonatorio di un trauma vissuto per la rottura di un rapporto che ha portato all’allontanamento dai figli, a problemi economici e solitudine, storia che diventa commedia di vita quotidiana, il tutto vissuto con il rapporto di alcuni amici nella sua stessa situazione.
Esilaranti le battute con cui i quattro amici, Mauro, Paolo, Roberto e Massimo, nello specifico Adriano Falivene, Roberto Giordano e Augusto Fornari, oltre lo stesso Biagio Izzo, raccontano delle proprie vicende familiari, non mancando mai di canzonarsi a vicenda con tono comico, ricordando situazioni reali e quotidiane, quasi sempre assurde, in cui però il pubblico si rispecchia rispondendo con risate calorose.
Il tema doloroso del divorzio diventa, grazie al sarcasmo e le battute che arricchiscono il dialogo, questione dolente ma vissuta con leggerezza e cinismo.

Arricchiscono la performance i ruoli di Adele Vitale, moglie furente ed incollerita di Mauro, e di Carla Ferraro, nella parte del giudice Sylvie, lo stesso giudice che ha deciso in merito alla separazione consensuale di Massimo e che abita nello stesso edificio di quest’ultimo.
Decisione, quella del giudice, che ha messo in difficoltà emotiva ed economica Massimo e che dunque, quando ella si reca a casa sua per recuperare un osso del suo cane, caduto sul balcone della casa di Massimo, viene aggredita verbalmente da questi, ovviamente con parole violente e ironiche.
La stessa spiega però al malcapitato le ragioni del suo lavoro e, avendo lasciato precedentemente il suo telefono nella casa, viene scoperta nella sua attività di ballerina di un locale francese.
Ognuno ha i suoi segreti dunque, ma ognuno ha pure le sue responsabilità ella dice, un divorzio, ricorda, non è sancito da un giudice, è la conseguenza di un cattivo rapporto a monte, di cui ognuno è responsabile, anche il marito.
Esilarante e canzonatoria la parte di Mauro che, con leggerezza e umorismo, offre supporto all’amico Massimo, condividendo consigli su come affrontare la separazione e tornare a cercare una donna disponibile, come ha fatto e fa lui.

Il piccolo appartamento di Massimo, uno “squallido” monolocale di pochi metri quadrati, arredato in stile Ikea, ex casa di appuntamento, diventa dunque luogo di smarrimento emotivo e piccolo teatro di fragilità, dove gli amici cercano di rincuorare Massimo, ma in fondo giocano con le loro storie e si rincuorano a vicenda.
La forza comica della rappresentazione risiede nel parlare una lingua viva, popolare ed in vernacolo napoletano, pulsante e vicina al pubblico, toccando temi che riguardano tutti.
Gli stereotipi erotico-sentimentali e i rapporti uomo-donna vengono inoltre dissacrati con una satira che unisce prosa e scenette umoristiche, suscitando risate ed applausi da parte del numeroso pubblico presente.
Tra i segreti alla fine, si scopre il rapporto omosessuale di Paolo, l’amico più vicino a Massimo, relazione fuori dagli schemi classici del rapporto uomo-donna, cosa che genera ironia sulla definizione del termine gay, ma anche manifestazione di comprensione ed affetto tra gli amici.
La rappresentazione vuole esplorare le difficoltà dell’animo umano di fronte ad un divorzio, ma soprattutto le difficoltà della vita post matrimonio, momento difficile in cui un uomo viene supportato da amici dopo la separazione, momento tragico che diventa, nella rappresentazione, occasione di ironia e battute sarcastiche, ma anche momento di inaspettato rimpianto per quanto perduto.

Lo spettacolo diventa dunque uno specchio cinico del rapporto uomo-donna nel matrimonio, ma nello stesso tempo ritratto impietoso delle difficoltà relazionali, il tutto reso accessibile attraverso la recitazione popolare di Izzo e dei suoi attori, in uno stile comico che ha coinvolto e trascinato il pubblico presente che non ha fatto mancare calorosi applausi a tutti gli attori della compagnia.
Eusapia Tarricone
