Body bags – Corpi estranei: in dvd l’horror a episodi di Carpenter e Hooper

Direttamente dal 1993, Mustang Entertainment (www.cgentertainment.it) rende disponibile su supporto dvd Body bags – Corpi estranei, inizialmente concepito in qualità di puntata pilota di una serie televisiva.

Nella chiara tradizione di orrori a episodi del calibro di Creepshow di George A. Romero e del telefilm Tales from the crypt, infatti, abbiamo tre tasselli tenuti insieme da una cornice ambientata all’interno di un obitorio in cui a parlare direttamente allo spettatore è un decrepito coroner interpretato nientemeno che da John Carpenter, nonché propenso a sfoderare battute intrise di humour nero.

Perché il maestro della paura su celluloide è anche l’autore del primo dei tre racconti, immerso in una stazione di servizio dove la nuova dipendente Alex Datcher, sola alla sua prima notte di lavoro, deve vedersela con un pericoloso psicopatico in libertà.

Ed è a partire da Haddonfield verbalmente citata che colui che ci ha regalato Halloween – La notte delle streghe provvede ad omaggiare in più occasioni il suo capolavoro, consentendo alla tensione di salire in maniera efficace tramite la progressiva entrata in scena di più o meno bizzarri personaggi in possesso dei volti del compianto genio nightmariano Wes Craven e del David Naughton entrato nella storia del genere per essere stato protagonista di Un lupo mannaro americano a Londra.

Senza contare un’apparizione fotografica per Sam”La casa”Raimi, fino all’inaspettato colpo di scena conclusivo di un segmento che, infarcito d’indispensabile splatter, non può fare a meno di rivelarsi il migliore dei tre.

Prima che si passi alla brutta avventura di un cinquantenne Stacy Keach che, attribuita sempre a Carpenter, non accreditato vede in realtà al timone di regia il Larry Sulkis che gli ha poi sceneggiato Villaggio dei dannati e Fantasmi da Marte.

Avventura che, con inclusi nel cast anche David Warner e la Deborah Harry famosa come cantante della band dei Blondie, evidentemente trasudante una critica rivolta alla mania di estetica si evolve lentamente per approdare ai tragici risvolti di un innovativo intervento sulla calvizie.

Un’avventura che, a differenza dei realistici toni thriller che caratterizzano la prima, trascina l’operazione “ai confini della realtà”, come avviene anche nel brano conclusivo, guardante con ogni probabilità ai vecchi fanta-horror basati su mad doctor ed esperimenti chirurgici.

Sotto la regia di Mr Non aprite quella porta Tobe Hooper, infatti, Mark Hamill (proprio lui, il Luke Skywalker della saga Star wars) è un giocatore di baseball che, a causa di un incidente automobilistico, perde l’uso dell’occhio destro che gli viene sostituito con quello che scopre poi essere appartenuto ad un assassino.

Un trapianto di bulbo i cui dettagli rappresentano il picco agghiacciante dell’episodio, che, con la top model sixties Twiggy nei panni della moglie dell’uomo e, in quelli di due dottori, il veterano fordiano John Agar e il re dei b-movie Roger Corman, gioca principalmente sulle raccapriccianti visioni dovute al nuovo occhio e su un violento amplesso a letto.

Con la risultante di una piacevolmente divertente ora e mezza totale che, comprendente anche lo stesso Hooper – affiancato dal Tom Arnold di True lies – nel breve ruolo di un lavorante della Morgue, ci consente ancora oggi di guardare Body bags – Corpi estranei come antologia dell’orrore appartenente a quella prima metà degli anni Novanta in cui il filone era in attesa di una rinascita poi avvenuta grazie a Scream del citato Craven. Ma decisamente in grado, grazie soprattutto agli ottimi trucchi artigianali, di uscire vincente dal confronto con qualsiasi produzione analoga odierna, risucchiata dalla fasullissima effettistica digitale. E non si tratta di semplice nostalgia.

 

 

Francesco Lomuscio