Brando: un esordio di prima ed unica mano

Un titolo che la dice lunga sull’essere indipendenti in tutto e per tutto. “Selfmade” è l’opera prima del rapper emiliano BRANDO, primo disco da solista che mette in scena un lavoro ampio e didascalico tutto generato dalle sue stesse mani. Ed è questo il primo tassello della carriera solista di Francesco Borghi in arte BRANDO, ennesima testimonianza del ritorno in auge di un RAP classico, foriero di grandi bellezze metropolitane, di anni dentro cui la scena underground muoveva e determinava anche il grande commercio.

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Parliamo di bellezza prima di tutto. E pensando anche al video di “Maria”, devo dire che è un argomento decisamente importante per te. Cosa significa per te la bellezza?
Bhe la bellezza è un discorso troppo vasto e generico, nell’arte la bellezza è sempre stata al centro di tutto, vedi i paesaggi per i pittori o le muse ispiratrici per i cantanti e scrittori.
Ognuno è guidato da una bellezza interiore che lo porta a esprimersi scegliendo il proprio soggetto. Ovviamente per Maria non potevo che prendere una ragazza notevolmente bella,capelli ricci e corpo da modella. La bellezza della musica non si può tramutare in qualcosa di concreto o in un oggetto.

E dietro la sfacciata misura della bellezza quanto e come questa interviene nella scrittura del tutto?
È la bellezza della musica, della base strumentale a guidarmi per scrivere un testo alla sua altezza. Mi lascio trasportare da ciò che la base mi comunica e mi trasmette, più per me è bella più cerco di fare un testo adatto a quella misura di bellezza.

“Selfmade” parla in primis di un lavoro personale dove c’è solo la tua mano a confezionare ogni cosa. Che significato ha tutto questo?
Il significato del mio album “Selfmade” appunto è comunicare agli ascoltatori che è l’artista il fulcro di tutto, dietro e davanti al mio lavoro non c’è nessuno se non il produttore e il fonico.
Parte tutto da me e finisce tutto con me, oggi invece l’artista è visto più come uno strumento in mano a Major o imprenditori. Io resto fedele alla mia vena HipHop

E dentro questo rap metropolitano, quanto devi alla bellezza del pop e del gusto popolare delle cose?
Quando dici gusto popolare delle cose non capisco bene a cosa ti riferisci, in questo album ci sono molti ritornelli Pop, vedi “Maria”, “Deja Vu”, “Guai” , il mio background musicale è abbastanza vasto da includere anche il Pop, e mi piace mischiare i due generi.

E se ti chiedessi: esiste arte senza bellezza?
Non può esistere l’arte senza la bellezza, essa esiste appunto per ricordare alle persone di quante belle cose siamo circondati, di non dare nulla per scontato, dalla natura,alle persone, all’amore e via dicendo.