Brucia: la recensione dell’EP d’esordio di comecarbone

Anticipato da ben tre singoli, esce Brucia , EP d’esordio di comecarbone, un lavoro in bilico fra rock e cantautorato con incursioni dalla new wave all’elettro-pop, con un pizzico di alt-rock.

Brucia nasce dall’esigenza di far emergere tutti i lati dell’artista e comporre una sorta di collage di suoni ed esperienze. Al suo interno le canzoni spaziano per composizione, suoni ed espressioni dando vita ad un viaggio sonoro capace di coinvolgere e sorprendere ad ogni tappa.

brucia - comecarbone 2

Del resto, il nome stesso che si è scelto l’autore, comecarbone, vuole restituire l’immagine dei contrasti che vive un artista, della trasformazione in atto nel mettere a nudo parti di sé in modo viscerale e sincero, proprio come fa il carbone che brucia intensamente prima di diventare cenere.

Un disco dedito alla sperimentazione, sperimentale proprio nel senso proprio di “esperimento”, che tuttavia non risente della “freddezza” del laboratorio, di asetticità compositiva, bensì le canzoni sono palesemente un richiamo autentico e personale al racconto, alla narrazione della personalità dell’autore. Ascoltando il disco dall’inizio alla fine molti potrebbero addirittura affermare di conoscerlo, di aver intuito la sua storia, i suoi viaggi, le suE storiE.

brucia - comecarbone 1

Nonostante la compattezza, 6 canzoni, 22 minuti, del resto si tratta di un EP, Brucia riesce a distorcere il tempo di ascolto con sonorità interessanti e che sanno come invogliare ad un ascolto attivoAh… qualcuno griderà ai “Negrita”, in effetti vocalmente ricorda vagamente Pau, ma non solo.

La voce di Giovanni Carbone è in realtà ricca di sfumature, oltre ai suoi bassi rotondi che dimostra di saper gestire senza sforzo e fronzoli inutili. Un disco che merita di essere capito proprio perché merita di essere ascoltato… e soprattutto acquistato: un packaging graficamente splendido e un disco fisico che vuole rifarsi ai vinili. Una chicca da tenere, capace di scaldare tutti i sensi, dalla vista, all’udito, al tatto, nonché il “sesto senso”.

 

 

Dario Bettati