Cadenze Letterarie & La Grooveria, congiunzioni geometriche tra parole, musica e arte

Foto di Giorgio Algherini

Cadenze Letterarie chiude il 2025 a Fiumicino con il romanzo di Monica Vincenzi, i Merysse Acoustic Duo e l’opera di Salvatore Fazio

L’11 dicembre, a Fiumicino presso La Grooveria, Cadenze Letterarie ha chiuso il suo 2025 con un evento che non è stato una semplice presentazione, ma una vera convergenza di linguaggi, sensibilità e visioni. Un ultimo atto prima delle feste, di quelli che restano addosso. La parola giusta è una sola: condivisione.

Nel cuore della serata, vissuta in un clima raccolto e profondamente partecipe, si sono intrecciati la musica del Merysse Acoustic Duo, la scrittura intensa di Monica Vincenzi e l’arte visionaria di Salvatore Fazio, con il patrocinio del Comune di Fiumicino a suggellare il valore culturale e istituzionale di un percorso cresciuto mese dopo mese.

Accanto a noi, la presenza di Federica Cerulli, consigliera comunale e presidente della Commissione Cultura, ha rappresentato molto più di un saluto istituzionale: una testimonianza concreta di attenzione, ascolto e sostegno verso quegli eventi che sanno parlare all’anima della città. La sua partecipazione forza all’idea di una cultura viva, necessaria, capace di uscire dai confini dell’ornamento per diventare spazio di incontro, riflessione e comunità.

Federica Cerulli

La serata si è aperta e si è chiusa con la musica, come accade quando il suono non è cornice ma respiro. Maria Teresa De Pierro, voce calda e profonda, e Michele Bertasi, alla chitarra acustica, hanno interpretato brani del loro repertorio personale creando un filo emotivo continuo, capace di accompagnare ogni momento. La musica non ha riempito spazi vuoti, li ha preparati.La serata si è aperta e si è chiusa con la musica, come accade quando il suono non è cornice ma respiro. Maria Teresa De Pierro, voce calda e profonda, e Michele Bertasi, alla chitarra acustica, hanno interpretato brani del loro repertorio personale creando un filo emotivo continuo, capace di accompagnare ogni momento. La musica non ha riempito spazi vuoti, li ha preparati.

Il Merysse Acoustic Duo nasce da Istinti Artistici, associazione no-profit che promuove l’arte in tutte le sue forme, guidata da Merysse, fondatrice e presidente, con una visione che mette al centro la condivisione e l’autenticità come strumenti di relazione e crescita culturale.

Il cuore pulsante dell’incontro è stato il romanzo “Congiunzioni Geometriche (Armando Editore) di Monica Vincenzi. Un libro che si è rivelato, pagina dopo pagina, profondamente autobiografico, capace di raccontare la fragilità senza chiedere indulgenza.

Monica Vicenzi

La Vincenzi ha descritto il suo lavoro come un tentativo di dare forma al caos emotivo, di trasformare il vissuto in una vera e propria geometria del sentire. Linee che si spezzano, curve che cambiano direzione, punti che sembrano lontani e invece si incontrano. Il pubblico lo ha percepito subito. Lo si vedeva nei gesti spontanei, in quel movimento silenzioso di mani che si allungavano verso la pila dei libri, quasi a voler trattenere qualcosa prima che svanisse.

La dottoressa Sonia Buscemi, psicologa clinica, ha offerto una lettura profonda del romanzo richiamando i temi di Carl Jung. Quando Sonia Buscemi richiama Jung, entra nel cuore del suo pensiero più autentico: quello in cui la fragilità non è una mancanza, ma una soglia di trasformazione. Per Jung è solo attraversando l’ombra che l’individuo può avvicinarsi al Sé, integrando le parti negate di sé stesso e avviando un reale processo di consapevolezza.

In Congiunzioni Geometriche questo passaggio è centrale. La fragilità diventa spazio di verità, luogo in cui l’io smette di difendersi e inizia a riconoscersi. Come ha sottolineato la Buscemi:


“Secondo una lettura junghiana, è proprio nell’incontro con la propria ombra che la persona può trasformare la vulnerabilità in risorsa. In questo romanzo la fragilità non spezza, ma ricompone”.

Sonia Buscemi

A seguire, Maria Grazia Imbimbo, mental coach e progettista Erasmus, ha colto un aspetto centrale del libro: la capacità di andare oltre l’estetismo convenzionale. Con questo romanzo, ognuno di noi sperimenta come un’esperienza estetica possa diventare un atto di ricostruzione personale. Si va oltre l’aspetto esteriore: ciò che è fuori di me parla a ciò che è dentro di me.

“In questo libro la bellezza non risiede nella perfezione, ma nella convivenza degli opposti. Il quadrato e il cerchio non si escludono: insieme raccontano una verità più ampia, più umana”. Un’immagine semplice, ma potentissima.

Maria Grazia Imbimbo

La grande novità della serata è arrivata con l’ingresso dell’arte visiva. Salvatore Fazio, artista catanese classe 1955, ha presentato la sua opera “Il Vecchio Albero che Accoglie Tutti.” Non una spiegazione affidata al solo artista, ma un racconto corale.

Il pubblico presente ha sentito il richiamo di esprimersi sull’opera, coinvolto da una presentazione intensa e partecipata, capace di aprire uno spazio di condivisione spontanea e autentica davanti a un lavoro che, come evidenziato dalla critica, si propone come sintesi onirica dell’esistenza, dove il macrocosmo si riflette nel microcosmo e la natura diventa luogo di integrazione tra inconscio e coscienza.

Un surrealismo fondato sulla fusione logica degli elementi, in cui l’albero non ospita la vita ma la incarna, ponte vivente tra io interiore e universo. Non a caso qualcuno ha detto a voce alta: “Non è un albero che ospita la vita, è un albero che è vita”.

La serata è stata impreziosita dagli scatti fotografici di Giorgio Algherini e dalla presenza dell’associazione Insieme per Parco Lonardo, rappresentata dal presidente Christian Cicatiello, segno di una rete che cresce e si riconosce.

La fotografia non è stata un elemento accessorio, ma una vera forma d’arte dentro l’arte: gli scatti di Algherini hanno restituito sguardi, attimi e dettagli spesso invisibili a una visione distratta, trasformando l’immagine in narrazione silenziosa. Non semplice documentazione, ma interpretazione sensibile, un ulteriore livello di lettura capace di fissare l’emozione e consegnarla alla memoria.

Il finale non poteva che essere un abbraccio collettivo. I ringraziamenti agli amici di Cadenze Letterarie, a Carmela Trivisonno e allo staff della La Grooveria per l’accoglienza, e uno sguardo a questo primo anno insieme: 11 libri presentati, 4 artisti musicali, un’opera visiva, due omaggi fotografici, il sostegno delle istituzioni locali. Non numeri. Tracce. Segni lasciati.Il finale non poteva che essere un abbraccio collettivo. I ringraziamenti agli amici di Cadenze Letterarie, a Carmela Trivisonno e al suo staff per l’accoglienza, e uno sguardo a questo primo anno insieme: 11 libri presentati, 4 artisti musicali, un’opera visiva, due omaggi fotografici, il sostegno delle istituzioni locali. Non numeri. Tracce. Segni lasciati.

Cadenze Letterarie chiude l’anno così, senza clamore ma con profondità. Perché quando arte, parola e musica si incontrano davvero, non fanno rumore. Fanno memoria.

E ora lo sguardo va avanti, senza nostalgia ma con quella sana impazienza di chi sa che il cammino continua.

Il prossimo appuntamento di Cadenze Letterarie è fissato per il 12 febbraio, con la presentazione della saga di Nicoletta Caiazzo, Diego Del Cerchio, impreziosita dalle illustrazioni di Annalisa Crispino e Mario Nardo. Un nuovo incontro tra parola e immagine, un’altra storia pronta a lasciare il segno.

Dino Tropea Cadenze Letterarie Fiumicino

Informazioni su Dino Tropea 84 articoli
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza. Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale. Per conoscere meglio il suo percorso, leggere i suoi articoli e seguire le sue attività, è possibile visitare dinotropea.it, punto di accesso ai suoi profili social ufficiali.

1 commento

  1. Ringrazio ancora Dino Tropea e tutti gli ospiti per aver creato una vera “Congiunzione Geometrica” dove arte, parola e musica si sono intrecciate, trasformando una presentazione in una ricca esperienza di comunità.

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