
Intellettuale eclettica e artista dalla sensibilità profonda, Elena Bresciani è una figura unica nel panorama musicale contemporaneo. Mezzosoprano di fama internazionale, vocal coach tra le più ricercate, mentore di numerose voci femminili che segue in tutta Italia, è anche acquerellista e autrice di saggi.
Pioniera nell’integrare la pratica del canto con la spiritualità, è l’unica docente al mondo ad applicare le frequenze delle antiche campane tibetane alle armoniche vocali, per ampliare timbro ed estensione. Una ricercatrice instancabile, sempre in ascolto del corpo, del suono e dell’anima.
Alle sue spalle un periodo denso di studio, progetti e nuove esplorazioni artistiche. Ne parliamo con lei.
Elena, è stato un anno intenso e di duro lavoro su te stessa e in ambito professionale. Come lo racconteresti in poche parole?
Il mio anno inizia sempre a settembre… in questo sono una eterna studentessa.
Da settembre 2024 in poi: il lancio del libro sul canto curativo e del progetto musicoterapico “Vibralchimie” su scala nazionale, numerosi inediti preparati, voci interessanti con le quali ho svolto percorsi musicali che si sono snodati su mille anni di repertori, divulgazione scientifica, un lavoro costante sulla mia voce, ospite d’onore per la lirica al Premio Nazionale Bruno Bottiroli… ieri ho depositato in SIAE testi per musica che avevo scritto dieci anni fa, in collaborazione con il compositore Stefano Ghisleri. Mi hanno chiesto proprio ieri – addirittura – di fare una breve chiacchierata di mentoring con un gruppo di calciatori, a dimostrazione che ciò che ho appreso nel mio ambito professionale per stare sempre a galla in un lavoro ad alta competitività può servire in diversi ambiti professionali.
Poi ho ricominciato a dipingere e sto trasferendo i miei lavori su tessuto per ideare – in collaborazione con la mia allieva Giulia Nembri (che studia moda) – una piccola capsule.
Non sono una tuttologa, sono un’Artista che si esprime negli ambiti che sente più affini. L’Arte non va mai limitata, va espansa: è ciò che insegno e il modo in cui la vivo da sempre.
Mi piace immaginare che lo Spirito Santo dia doni, carismi, a tutti con grande creatività e sta a noi sentire come ha agito dentro di noi e tirarli fuori; con me di certo si è molto divertito e quindi, attraverso la mia vita, restituisco questi doni esercitando gratitudine. Li ho chiesti e mi sono stati dati. Da piccola ero sempre malata di polmoni, un giorno ho fatto un pellegrinaggio alla Madonna della Tosse sulla strada per San Fermo e ho chiesto alla Madonna di guarirmi, perché volevo cantare; dopo molti anni un giorno stavo pregando e ho chiesto: Signore fammi dipingere, vorrei tanto dipingere.
Credo moltissimo che nulla nella vita è davvero tuo, ti viene donato per essere restituito.
C’è stato un ruolo che ti ha messo particolarmente alla prova?
In questi giorni, Madame De Croissy nei Dialogues des Carmelites di Poulenc che canterò in Sala Piatti in Città Alta a Bergamo il 14 settembre, grazie al supporto del soprano Denia Mazzola Gavazzeni che mi ha voluta nel ruolo. La prima prova è andata molto bene e ne sono felice, ma il mio lavoro su questo personaggio complesso non è ancora terminato. Sono una perfezionista.
Per me è un ruolo vocalmente, fisicamente, interpretativamente oneroso, mette a prova tutta l’esperienza che ho maturato in 26 anni di lavoro.
Mi dischiude un nuovo mondo: la consapevolezza che la mia voce è pronta per alcuni “ruoli di carattere” contraltili, vorrei debuttare Zia Principessa dopo questo ruolo e poi tornare al Belcanto per non esagerare.
Il nuovo colore vocale è dato dall’applicazione degli armonici delle campane tibetane; il mio progetto di ricerca ha reso la mia voce più interessante e bilanciata.
E una produzione che ricorderai con particolare affetto?
Albert Herring per il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, unica italiana nel cast con la regia di Keith Warner.
Rientrerebbero tra i tuoi desideri delle tournée all’estero?
Certamente. Ora che mio figlio è un adolescente, posso permettermi di tornare a viaggiare. Ci stiamo già lavorando con la mia manager.
Pensi che il tuo rapporto con il pubblico sia cambiato nel tempo?
È più intimo e io sono più vera e “nuda” dinnanzi al pubblico.
Tra poco un po’ di meritato riposo, ma progetti per il nuovo anno a partire da settembre?
Il 24 agosto canterò Parafrasi del Christus di Donizetti ad Astino; poi voglio incidere musica di Santa Hildegarda von Bingen con campane di cristallo, il 14 di settembre Poulenc, sul leggìo Respighi, De Falla, Wagner …
Il 13 dicembre, lo dico sottovoce, andrò a Roma per un incontro speciale, ho scritto un testo che si chiama “Life to life” che fa parte di un progetto internazionale che, se tutto va bene, approderà in Vaticano e in TV.
Ph Collettivo Margot
