Caterina: vita e carriera della custode della musica popolare italiana

Caterina Bueno. È lei la protagonista di Caterina, docu-film diretto da Francesco Corsi.

Grande esploratrice e, prima di tutto, instancabile amante della musica contadina e operaia, Caterina è stata una delle figure più originali della musica popolare negli anni Sessanta.

In giro per la campagna toscana, nelle roccaforti di un mondo pastorale e ancestrale a rischio di estinzione, Caterina andava alla ricerca di quella forma più vera del patrimonio canoro tradizionale che portò, attraverso i suoi dischi e concerti, all’attenzione italiana prima e internazionale poi.

Figlia di un pittore spagnolo e di una scrittrice svizzera, nata a Fiesole nel 1943 e morta a Firenze nel 2007, l’artista folk ha incrociato, lungo la sua carriera artistica, intellettuali del calibro di Dario Fo, Pier Paolo Pasolini e Umberto Eco e musicisti come un giovanissimo Francesco De Gregori, che le dedicò, appunto, la canzone intitolata Caterina.

Questa sua interessante carriera e il proprio lavoro certosino e infaticabile sono il fulcro attorno a cui ruota il racconto per immagini messo in piedi da Francesco Corsi.

Attraverso filmati di repertorio e interviste agli amici che si alternano lungo i settantanove minuti a spezzoni di concerti, Caterina restituisce la tenacia e l’allegria di una donna che è stata salvatrice di un pezzo di tradizione, di una musicista e musicologa profondamente consapevole dell’importanza dell’operazione che ha voluto portare avanti, e, per questo, di una vera professionista.

Quello che ne viene fuori è un documentario non solo su una carriera musicale, ma su una ricerca antropologica.

Più che la forma di interviste tradizionali, Corsi sceglie la linea di una sorta di collage dove tutto si interseca con maestria per creare una storia che nasce da suggestioni. Le stesse che si riscoprono nella voce magnetica di Caterina, incisa su nastri che, come lei, sono stati custodi della musica popolare.

 

 

Valeria Gaetano