Celebriamo i trent’anni del mitico Venerdì con Zio Tibia!

Lui avrebbe detto “Eh sì, zombetti miei, anche per me sono trascorsi altri trent’anni di disgrazie e pestilenze!”. Ma come chi? Lui, il caro vecchio Zio Tibia, il simpaticamente spaventoso anziano dal volto putrefatto che ha segnato almeno due estati di coloro che a fine anni Ottanta ebbero la fortuna di conoscerlo attraverso il piccolo schermo.

Coloro che vissero l’irripetibile epoca del boom delle videoteche, sui cui polverosi scaffali, accanto a blockbuster del calibro di Batman o Senti chi parla, potevano trovare in vhs inedite chicche splatter quali Spookies o Jolly killer.

Coloro che, appunto, con alla mano riviste riportanti i programmi delle emittenti televisive, erano spesso pronti a tenere premuto il tasto Rec del proprio videoregistratore per “catturare” su nastro magnetico quel titolo che tanto avevano atteso venisse trasmesso (YouTube e le piattaforme streaming erano qualcosa di neppure lontanamente immaginabile all’epoca).

Coloro che, sicuramente, effettuarono questa tipologia di operazione anche nelle due indimenticabili estati del 1989 e del 1990, quando la berlusconiana Italia Uno concesse spazio, appunto, allo zietto di cui sopra, derivato da vecchi fumetti italiani chiaramente ispirati al Creepy statunitense (quello da cui George A. Romero derivò il suo Creepshow, per intenderci).

Lo zietto che, già nel Gennaio 1989, venne introdotto in forma disegnata attraverso la proposizione di classici dell’horror – dai primi Halloween alla trilogia originale de Il presagio – trasmessi a mezzanotte, ma che poi, appunto, nell’estate dello stesso anno divenne un concreto pupazzo – interpretato sotto una maschera da Stefano Cananzi e doppiato dal compianto Fabrizio Casadio – impegnato a presentare durante la seconda serata del Sabato Zio Tibia picture show.

Si trattava di puntate della durata di circa quaranta minuti (o poco più) ciascuna, nel corso delle quali, affiancato dall’inquietantemente ridacchiante goblin Golem, presentava brevi tranci di film dell’orrore legati da una specifica tematica.

Quindi, una puntata era dedicata agli zombi, un’altra agli animali assassini, un’altra ancora ai vampiri e fantasmi e così via, deliziando i fan del genere con fotogrammi in movimento estratti sia da classici quali la notte dei morti viventi e Lo squalo, sia da titoli decisamente meno conosciuti, se non allora ancora addirittura inediti in Italia, da Brain damage – La maledizione di Elmer di Frank Henenlotter alla serie televisiva kruegeriana Freddy’s nightmares. Puntate cui, di volta in volta, faceva immediatamente seguito la trasmissione di un vecchio film di paura, che fosse Il terrore di Frankenstein o Chi è l’altro?.

Puntate che, considerando la loro idea di base, ci lasciano tranquillamente pensare possano aver preso ispirazione da Terrore in sala di Andrew J. Kuehn, pellicola del 1984 in cui il mitico Donald Pleasence, affiancato dalla Nancy Allen di Carrie – Lo sguardo di Satana, commentava spezzoni del miglior cinema della paura, da Che fine ha fatto Baby Jane? a Non aprite quella porta.

Una teoria che può essere confermata dal fatto che proprio una parte del montaggio d’immagini presenti nel film sia poi finita nell’estate del 1990 nella sigla – accompagnata dalla Monster mash dei The Big O, inclusa nella colonna sonora de Il ritorno dei morti viventi 2 – di Venerdì con Zio Tibia, quando, a partire dal Venerdì 13 Luglio, lo spettacolo – complice il successo riscosso l’anno precedente – venne spostato in prima serata caratterizzato da tutt’altra struttura.

Stavolta, infatti, con l’aggiunta di un nuovo impassibile e cadaverico assistente denominato Astragalo e Golem ancora presente, brevi filmati provenienti dalla Settima arte horror venivano soltanto occasionalmente tirati in ballo, in quanto il programma prevedeva un lungometraggio in prima visione (anche se del mucchio fecero poi parte, tra gli altri, i kinghiani L’occhio del gatto e Brivido, che già avevano goduto di un passaggio tv), poi seguito dal telefilm Venerdì 13 (all’epoca approdato in parte in Italia nelle quattro videocassette Venerdì maledetto), da un capitolo della saga cinematografica Venerdì 13 e da una puntata di Ai confini della realtà.

Un appuntamento imperdibile, dunque, per tutti i giovani che, fino ad allora, difficilmente riuscivano a visionare in orari accessibili spettacoli terrificanti e violenti spesso relegati soltanto ai palinsesti notturni.

Quei giovani che, di conseguenza, poterono gustarsi autentiche pietre miliari quali Ammazzavampiri di Tom Holland, Unico indizio: la luna piena di Daniel Attias, Chi è sepolto in quella casa? di Steve Miner, Vamp di Richard Wenk, Morte a 33 giri di Charles Martin Smith e Il ritorno dei morti viventi di Dan O’Bannon (quest’ultimo, purtroppo, in versione altamente censurata, in quanto vietato ai minori di 18 anni).

Quei giovani che, orfani da tre decenni di colui che gli regalò anche esilaranti rubriche come la classifica Rigor mortis (i più ammazzati dagli italiani!), Festivalbara e Una rotonda di bara, poi sostituito da Notte horror, non possono assolutamente perdere la celebrazione del trentesimo anniversario relativo a quell’indimenticabile 13 Luglio 1990.

L’appuntamento è per le ore 21.00 di Lunedì 13 Luglio 2020 sulla pagina Facebook Zio Tibia Horror Picture Show, dove verrà offerta una diretta esclusiva con ospiti d’eccezione, tra cui il citato Cananzi, la scenografa della trasmissione Cristina Lai e, direttamente dagli Stati Uniti, Matteo “Missile” Molinari, autore dei testi di tutte le puntate.

E, senza dimenticare attesissimi contributi, l’emozionante tuffo da brivido nel passato vanterà anche qualche ospite per una… pessima notte e incubi d’oro!

Intanto, putridissimi esseri, gustatevi il trailer.

 

 

Francesco Lomuscio