César è il singolo del duo latino Siriaz Y Malo

Scopriamo news e curiosità in questa intervista

Potrebbe sembrare una domanda banale e magari lo è: “Dove sta andando la musica? E dove sta andando la vostra di musica?

Non è assolutamente una domanda banale, sicuramente negli ultimi anni abbiamo visto un notevole cambiamento della musica, basti pensare ai nuovi generi musicali che da dieci anni a questa parte hanno preso il sopravvento e sicuramente dobbiamo guardare al futuro e a quello che ci riserva. Per quanto riguarda la nostra musica, invece, cerchiamo di rimanere fedeli a dove è partito tutto e per quale motivo sia partito il nostro progetto, senza strafare su generi musicali che fondamentalmente non ci appartengono ovviamente a livello discografico.

Ad avere la possibilità di aprire un concerto in uno stadio di un big della musica, affrontandone il pubblico con la vostra musica, chi scegliereste? E perché?

Aprire un concerto di un big della musica, soprattutto se è del nostro genere, sarebbe un’opportunità unica ed enorme, a maggior ragione se in questa apertura dovessimo cantare le nostre canzoni, sicuramente se dovessimo scegliere, la scelta ricadrebbe su un artista di fama internazionale, e se, dovessimo fare un nome; quello di Don Omar non passerebbe inosservato, lui è in assoluto il Re del Reggaeton e per noi sarebbe un onore aprire il suo concerto, magari più di uno.

Quali sono i vostri piani più immediati?

Sicuramente l’uscita del nostro primo album, poi magari chissà, se sognare non è un crimine, una chiamata dall’Ariston nel 2025 sarebbe la ciliegina sulla torta.

Quanto è importante per voi internet nell’ambito musicale? Si rimpiange il passato in cui i social e selfie erano solo utopia o, meglio, proiettarsi verso il futuro abbracciando le nuove, seppur fredde, forme di comunicazione?

Sicuramente l’avvento dei social ha portato molti pro e molti contro, diciamo una percentuale 50/50. Per noi, avere un buon seguito sui social ci porta ad avere determinati vantaggi che magari in un’altra epoca non potevamo avere, perché, si sa che, per fortuna o sfortuna il nostro genere in passato era molto di nicchia proprio per una questione di poca conoscenza e grazie al mondo web, ha fatto un exploit gigantesco, ma, una cosa i più grandi ci hanno insegnato, ossia, che il passato non va rinnegato e che i social, devono essere utilizzati con cognizione di causa.

Sempre convinti che ogni forma d’arte sia la massima espressione della bellezza. Voi da artisti che rapporto avete con la bellezza? Quale il pensiero in merito, in una società ormai distrutta dall’agognata apparenza, in cui l’arte sembra passare in secondo piano?

La nostra è una convinzione che dura da quando siamo al mondo praticamente, ma attenzione, è la nostra convinzione, ossia che, ognuno ha la propria forma e convinzione di come sia l’arte. Sicuramente al giorno d’oggi, si tende troppo ad andare nelle direzioni di massa, noi non siamo nessuno per dire cosa si deve fare o cosa non si deve fare, ma sicuramente, se davanti ad un bivio dovessimo scegliere dove andare, sceglieremmo la bellezza della semplicità.

Avete un videoclip nel cassetto, oppure dovremmo ancora attendere?

Nel cassetto dei ricordi! Presto uscirà il video di César che è l’ultimo singolo uscito, poi, nei prossimi mesi usciranno altri video clip. Comunque, non dovrete attendere tanto perché abbiamo un anno a detta di chi ci segue “Mondiale”.

C’è differenza tra ciò che ascoltate e ciò che in realtà componete e cantate?

Risponde Siriaz: per quanto mi riguarda, sono cresciuta con un genere prevalentemente Rock, ascoltando Avril Lavigne, Sum 41, Paramore, Evanescence , oggi, i miei gusti musicali sono più “radiofonici” e appassionati al

mondo del musical, il quale ho cavalcato per diversi anni, quindi, sicuramente una grande differenza c’è.

Risponde Malo: io invece sono cresciuto ascoltando il genere urbano latino. Da piccola mia mamma in auto e a casa, mi faceva ascoltare tutta la discografia latina partendo da Ricky Martin, passando per Gloria Estefan fino ad arrivare ad ascoltare Hector y Tito, Daddy Yankee e Tego Calderón. La “Herencia”, appunto, nasce proprio così.

Chi vorreste ringraziare per chiudere questa intervista?

Ringraziamo il nostro Manager e produttore David Marchetti che ha creduto in noi dal giorno zero, ringraziamo tutto il nostro staff che ci segue e cerca sempre di accontentare le nostre estenuanti richieste, ringraziamo le nostre famiglie che sono i nostri più grandi fans e ovviamente il nostro pubblico che ci sopporta e supporta a 360°. Grazie anche alla redazione che ci ha dato quest’opportunità di esprimerci in totale serenità e sincerità. A presto da Siriaz y Malo!