CG a tutto genere made in Italy con Il mercenario e Commando Leopard

In collaborazione con la rivista Nocturno Cinema, CG Entertainment (www.cgentertainment.it) riscopre su supporto dvd Il mercenario, western tramite cui il prolifico e indimenticato Sergio Corbucci anticipò nel 1968 le tematiche che ha poi affrontato due anni più tardi nel maggiormente conosciuto Vamos a matar, compañeros.

Non a caso, anche qui a fare da scenario è il Messico dei moti rivoluzionari, dove troviamo un idealista dalle fattezze di Tony Musante che, convinto del fatto che bisogna ammazzare i padroni e prendere i loro soldi, converte alla causa dell’insurrezione un mercenario incarnato da Franco Nero.

Mercenario amante dell’avventura e dei dineros, ma poco sensibile alle aspirazioni libertarie e che, insieme ad un malvagio Jack Palance, completa il trio di protagonisti chiaramente influenzati dal Sergio Leone de Il buono, il brutto, il cattivo, ma al servizio di una pellicola destinata in un certo senso ad anticipare Giù la testa, del 1971.

Pellicola che, sebbene intrisa di ferocia tipicamente corbucciana (si pensi solo alla castrazione consumata, comunque, fuori campo), non nasconde affatto un tono scherzoso atto a stemperare il tutto; nel corso di circa un’ora e quaranta di visione notevole per quanto riguarda la cura di costumi e scenografie e che fa del movimento la propria parola d’ordine.

Un’ora e quaranta dal forte sapore politico (tra l’altro, fu Gillo Pontecorvo uno dei primi che vi mise mano) e che, caratterizzata da abbondanza di scontri a fuoco, individua nella magistrale sequenza del duello nell’arena uno dei suoi momenti più riusciti; grazie anche alla maestosità delle musiche di Ennio Morricone, riciclate trentasei anni dopo da Quentin Tarantino in Kill Bill volume 2 nella “resurrezione” della Sposa Uma Thurman.

Ed è una featurette di trentanove minuti in cui prendono la parola Nori Corbucci, vedova del regista, il soggettista Giorgio Arlorio, il giornalista e critico cinematografico Davide Pulici e il montatore Eugenio Alabiso ad accompagnare nella sezione extra Il mercenario, che non rappresenta l’unica recente riscoperta della nostra celluloide di genere da parte di CG.

Con il marchio Mustang Entertainment, infatti, la label disseppellisce dal dimenticatoio anche Commando Leopard, co-produzione tra Svizzera, Italia e Germania Ovest datata 1985 e il cui titolo strizza chiaramente l’occhio a quello del contemporaneo Commando interpretato da Arnold Schwarzenegger.

Anche se, riciclando bene o male lo stesso cast già sfruttato nel suo precedente Arcobaleno selvaggio, lo specialista in fantascienza Antonio Margheriti – che si firma come di consueto con lo pseudonimo Anthony M. Dawson – sembra guardare ad altri modelli esteri quali Apocalypse now di Francis Ford Coppola e le imprese in fotogrammi di taglio rambiano di Chuck Norris nell’inscenare l’avventura intrapresa da un manipolo di guerriglieri in un luogo non ben definito dell’America Latina.

Luogo in cui, nel tentativo di rovesciare il regime, reagiscono alle vessazioni di un crudele dittatore cui concede anima e corpo un Klaus Kinski cattivissimo come da tradizione, in questo caso contornato, tra gli altri, dal Lewis Collins attivo soprattutto sul piccolo schermo e da John”Tenebre”Steiner.

Mentre, a cominciare dalla distruzione di una diga, tra esplosioni e annientamento di un aereo in volo si concretizza uno spettacolare war movie che, ricco d’azione, Margheriti ha confezionato senza dimenticare l’uso dei modellini, di cui fu uno dei maestri assoluti.

Ricordandoci tramite Commando Leopard che, prima che la Settima arte italiana si riducesse esclusivamente a commedie proto-cabaret e drammi sociali, poteva tranquillamente sfornare prodotti d’intrattenimento di taglio internazionale esenti dal provincialismo che ha finito per stritolarla a cominciare dagli anni Novanta.

 

Francesco Lomuscio