
Chiara Anastasia è una giovane modella emergente originaria di un piccolo paesino in provincia di Potenza, dove ha trasformato le sue passioni per la moda e la fotografia in un potente strumento di crescita personale. Nonostante le sfide familiari e logistiche, ha superato insicurezze e ostacoli grazie alla sua determinazione e al sostegno del suo ragazzo. In questa intervista per MondoSpettacolo.com, Chiara ci racconta il suo percorso, dalla sartoria agli shooting fotografici, condividendo messaggi di autenticità e ispirazione per chi lotta con la bassa autostima.

Benvenuta, Chiara! Vieni da un piccolo paesino di 1000 abitanti in provincia di Potenza – come è nata la tua passione per la moda e la fotografia, e cosa ti ha spinto a diventare modella nonostante le insicurezze iniziali?
Sì, esatto, vengo da un piccolo paesino dove tutti si conoscono. La passione per la moda e la fotografia è nata quasi per gioco: mi è sempre piaciuto sin da bambina collezionare riviste di moda e provare a ritagliare per fare creazioni mie… sperimentare con i vestiti, creare abbinamenti. All’inizio ero molto insicura, non mi piacevo nelle foto e tendevo a nascondermi. Poi ho capito che la fotografia poteva diventare un modo per conoscermi meglio, per accettarmi. Ogni scatto è stato un piccolo passo verso la fiducia in me stessa.

Hai delle qualifiche in sartoria e confezione, un’abilità che riflette il tuo amore per gli outfit. Come influisce questa competenza sul tuo lavoro come modella, e quali emozioni cerchi di trasmettere con i tuoi look?
Studiare sartoria mi ha sicuramente insegnato a guardare i capi in modo diverso. Quando indosso un outfit, so quanto lavoro, tecnica e passione ci sono dietro ogni abito. Questo mi aiuta a valorizzarlo, a “sentirlo” addosso e a interpretarlo. Cerco sempre di trasmettere autenticità: che sia un look elegante o casual, voglio che chi guarda una foto percepisca una storia, un’emozione, un frammento di me. Cerco sempre di avere un look mio, e non il look per copiare la massa.

Hai trasformato la fotografia in uno strumento per superare la bassa autostima e accettarti. Puoi raccontarci un momento chiave in cui uno scatto ti ha fatto sentire più sicura di te stessa, e come questo ha cambiato il tuo approccio?
Certo, è stato quando ho fatto il mio set in un campo verde… inizialmente ero nervosa, temevo di non piacermi nelle foto, poi mi sono lasciata trasportare dal momento ascoltando completamente il mio corpo. È quando ho visto il risultato, ho provato qualcosa di nuovo: non mi vedevo più con gli occhi critici di prima, ma come una persona forte, vera, piena di femminilità. Quegli scatti mi hanno fatto capire che la bellezza non è perfezione, ma presenza. Da quel giorno ho iniziato a guardarmi con occhi diversi e ho iniziato a voler “esprimere”.

La tua famiglia non approva questa passione a causa della loro mentalità tradizionale, e i mezzi pubblici limitano i tuoi spostamenti. Come fai a conciliare questa sfida con il tuo desiderio di esprimerti, e chi ti sostiene di più in questo viaggio?
Non è affatto facile, lo ammetto. In contesti piccoli come il mio certe scelte vengono ancora giudicate purtroppo e non avere la possibilità di spostarsi liberamente è un limite reale. Però la mia determinazione è più forte. Mi organizzo come posso, sfrutto ogni occasione e cerco di trasformare le difficoltà in motivazione. Il mio ragazzo è il mio più grande sostegno: mi accompagna, mi aiuta durante gli shooting, e soprattutto crede in me anche quando io ho dei momenti di dubbio. Senza di lui molti progetti non sarebbero stati possibili, e gliene sono grata vivamente ogni singolo giorno per questo e per accompagnarmi in questa meta.

Credi che la fotografia sia un linguaggio potente per trasmettere emozioni. Quale messaggio vuoi inviare a chi guarda i tuoi scatti, e c’è un progetto futuro che sogni di realizzare per amplificare questa voce?
Sì, per me la fotografia è un linguaggio dell’anima. Ogni foto racconta qualcosa di me. Vorrei che chi guarda i miei scatti sentisse il mio stato d’animo, libertà, verità e autenticità e magari per chi come me ha lottato con l’insicurezza è un augurio di ispirazione a credere in sé stessi. Il mio sogno è farne di questa passione anche un lavoro e riuscire a realizzare tutte le mie idee creative di progetti fotografici perché ne ho a migliaia.

Il tuo ragazzo ti accompagna spesso nei set – un supporto prezioso. Come influisce la sua presenza sul tuo lavoro, e c’è un episodio speciale che ricordi insieme durante uno shooting?
La sua presenza mi dà serenità. Quando è con me, riesco a essere più spontanea, a divertirmi davvero e a immedesimarmi in ciò che devo rappresentare. C’è un ricordo che porto nel cuore: quando l’ho convinto a voler realizzare un set di coppia insieme, ci siamo divertiti molto e negli scatti sentivo tanta complicità. Quelle foto così vere, sono diventate tra le mie preferite — perché raccontano un momento di amore condiviso e autentico.

Per i fan di MondoSpettacolo che ammirano il tuo percorso: qual è il consiglio più importante che daresti a chi lotta con l’insicurezza e vuole iniziare a esprimersi attraverso la fotografia o la moda? Dove possono seguirti per vedere i tuoi scatti?
Il mio consiglio è: non aspettate di sentirvi “pronti” per iniziare. La sicurezza arriva facendolo, non prima. Accettate le vostre fragilità, perché sono parte della vostra unicità. La fotografia e la moda non servono solo a mostrarsi, ma a conoscersi. Potete seguirmi su Instagram, dove condivido tutti i miei scatti e i miei piccoli passi in questo viaggio verso la libertà.

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