Un anno può sembrare poco. Eppure, a volte, è sufficiente per cambiare prospettive, progetti e perfino il modo in cui guardiamo noi stessi.

Quando avevamo incontrato Claudia per la prima volta, la fotografia rappresentava anche il racconto di una rinascita personale. Ci aveva parlato di un momento nel quale aveva smesso di piacersi, del percorso che l’aveva portata a perdere 23 chili e di come l’obiettivo fotografico l’avesse aiutata a riscoprire la propria femminilità e sicurezza. mondospettacolo.com

Quasi un anno dopo abbiamo deciso di incontrarla nuovamente.

Nel frattempo qualcosa è cambiato. Problemi alla schiena l’hanno costretta a fermarsi professionalmente e ad affrontare una fase di incertezza. Ma proprio da quella battuta d’arresto è nato un nuovo percorso: Claudia ha deciso di rimettersi in gioco e intraprendere una nuova strada formativa.

La fotografia, invece, è rimasta.

Ma non ha più lo stesso significato.

Se inizialmente aveva bisogno anche dello sguardo degli altri per riuscire a vedersi bella, oggi racconta di non cercare più nell’obiettivo una conferma del proprio valore. Posare è diventato soprattutto passione, espressione e piacere di costruire immagini.

In questa nuova conversazione con Mondospettacolo parliamo quindi di cambiamento, sensualità, eleganza, limiti, social, pregiudizi e del confine tra la Claudia che vediamo nelle fotografie e quella che esiste nella vita quotidiana.

Intervista a Claudia

Claudia, è passato quasi un anno dalla nostra prima intervista. Se rileggessi oggi le risposte che ci avevi dato allora, in quale Claudia ti riconosceresti ancora e quale invece senti di aver lasciato alle spalle?

Se penso alla Claudia dell’anno scorso e alla Claudia di quest’anno, mi rendo conto che sono cambiate tante cose.

L’anno scorso lavoravo, ero un’OS e avevo la mia quotidianità, le mie abitudini e i miei obiettivi. Poi, all’improvviso, per via dei dolori alla schiena e di alcuni problemi che mi hanno portata a dovermi fermare, ho dovuto lasciare il lavoro.

Non è stato semplice, perché quando sei abituata ad andare avanti, a lavorare e ad avere dei progetti, ritrovarti improvvisamente ferma ti fa sentire persa e ti porta anche a chiederti quale sarà il tuo futuro.

La Claudia di quest’anno, però, è diversa. Non posso dire che sia stato tutto semplice: ci sono stati tanti alti e bassi, momenti in cui mi sono sentita più forte e altri in cui ho fatto più fatica.

Però, nonostante tutto, ho deciso di rimettermi in gioco e di intraprendere un altro percorso, quello di osteotecnica.

E credo che proprio questo sia il cambiamento più grande: ho iniziato a capire che anche quando qualcosa non va come avevo immaginato, non significa che tutto sia finito. A volte bisogna semplicemente cambiare strada.

Sento che la Claudia di oggi sta cercando di migliorarsi, di conoscersi di più e di costruire qualcosa per il proprio futuro. Magari non sono ancora arrivata dove vorrei essere e forse ho ancora tante cose da imparare, ma rispetto all’anno scorso sento di essere cresciuta.

Se dovessi descrivere la Claudia dell’anno scorso direi che era una ragazza che si è trovata costretta a fermarsi. La Claudia di oggi, invece, è una ragazza che, anche con le sue difficoltà, sta provando a ripartire.

E forse è proprio questo che mi rende più orgogliosa: non il fatto di aver avuto sempre tutto sotto controllo, ma il fatto di essere caduta, essermi fermata, aver attraversato momenti difficili e aver comunque trovato la forza di ricominciare.

Nella nostra prima chiacchierata ci avevi raccontato che la fotografia era arrivata in un momento in cui avevi smesso di piacerti. Oggi hai ancora bisogno della macchina fotografica per ricordarti quanto vali oppure hai imparato a riconoscerlo anche quando non c’è nessuno a fotografarti?

In realtà io ho iniziato a posare proprio perché non mi piacevo. All’inizio avevo bisogno della fotografia quasi per riuscire a vedermi attraverso gli occhi di qualcun altro e capire se potevo piacermi. Era un modo per cercare quella sicurezza che da sola non riuscivo ad avere.

Con il tempo, però, il rapporto con la fotografia è cambiato. Mi sono resa conto che non poso più soltanto per cercare una conferma o per sentirmi bella agli occhi degli altri.

Io amo proprio la fotografia, amo stare davanti all’obiettivo, amo l’atmosfera di uno shooting e il modo in cui una fotografia riesce a raccontare una persona e a catturare un momento.

Quindi sì, ancora oggi mi piace essere fotografata, ma non perché abbia bisogno che una macchina fotografica mi ricordi quanto valgo.

Penso che oggi riesca molto di più a riconoscermi anche senza una fotografia. Lo shooting è diventato qualcosa che faccio perché mi piace, perché mi fa esprimere e perché attraverso le fotografie riesco a vedere lati di me che magari nella vita di tutti i giorni non noto.

Avevi perso 23 chili e avevi descritto quel percorso come una vera rinascita. A distanza di tempo, pensi che la trasformazione più importante sia avvenuta nel tuo corpo oppure nella tua testa?

L’anno scorso ho perso 23 chili e, sicuramente, è stato un cambiamento importante a livello fisico. Però, se devo essere sincera, la cosa che mi ha cambiata di più non è stato il mio corpo, ma la mia mente.

Quel percorso mi ha insegnato che sono capace di raggiungere un obiettivo anche quando all’inizio può sembrare difficile o lontano.

Ho dovuto avere tanta costanza, pazienza e soprattutto imparare a non arrendermi nei momenti in cui magari non vedevo subito i risultati.

Quando mi guardo oggi, quindi, non vedo semplicemente una persona che ha perso 23 chili. Vedo una persona che ha superato una parte di sé, che ha acquistato più consapevolezza e che ha imparato a credere un po’ di più nelle proprie capacità.

Sono orgogliosa del risultato che ho ottenuto, non soltanto per il cambiamento del mio corpo, ma soprattutto per il percorso che ho fatto per arrivarci.

Alla fine, quei 23 chili sono stati molto più di un numero: per me rappresentano un percorso di crescita, di cambiamento e, soprattutto, di maggiore consapevolezza di me stessa.

Ci avevi detto che attraverso gli occhi riesci a esprimere la tua vera essenza. Oggi, quando guardi un tuo primo piano, cosa riesci a leggere nello sguardo di Claudia che un anno fa ancora non c’era?

Claudia non è mai cambiata. Attraverso le foto riesco a esprimere molto anche con gli occhi: la mia sensualità, il mio carattere e il mio modo di essere.

Credo che spesso uno sguardo riesca a raccontare ciò che le parole non riescono a dire.

In questi mesi sei stata davanti agli obiettivi di fotografi diversi. Hai imparato a capire quando un fotografo vuole davvero raccontarti e quando invece sta semplicemente fotografando il tuo corpo?

Dopo aver scattato con tanti fotografi, posso dire di essere stata davvero bene con tutti.

Ho avuto la fortuna di incontrare persone con cui mi sono trovata benissimo e ogni fotografo mi ha lasciato qualcosa di diverso.

Mi piace molto creare sintonia durante uno shooting, perché quando c’è feeling il risultato si vede anche nelle foto.

Quanto è importante per te sentirti capita dalla persona che sta dietro la macchina fotografica prima di poterti lasciare andare completamente davanti all’obiettivo?

Per me è molto importante farmi capire dal fotografo.

Credo che tra modella e fotografo debbano esserci feeling e sintonia, perché se non c’è quella connessione è difficile riuscire a trasmettere qualcosa attraverso le foto.

Quando invece ci si capisce e ci si sente a proprio agio, anche lo scatto diventa più naturale e riesce a raccontare davvero chi sono.

Ti è mai capitato di terminare uno shooting, guardare delle fotografie tecnicamente bellissime e pensare comunque: “Questa non sono io”?

No, non c’è una foto che preferisco in particolare rispetto alle altre.

Amo tutti gli scatti, perché ognuno racchiude un momento, un’emozione e un lato diverso di me.

Per me non esistono foto belle o brutte: ogni scatto ha qualcosa di speciale e proprio per questo faccio fatica a sceglierne uno solo.

Parliamo di sensualità. Con l’esperienza è cambiato il tuo modo di mostrarla? Oggi hai più voglia di osare oppure senti meno il bisogno di dimostrare qualcosa attraverso il corpo?

No, la mia sensualità non è cambiata, per niente. È sempre parte di me e del mio modo di esprimermi.

Se mi chiedono se ho osato un po’ di più, sì, mi sono spinta leggermente oltre e mi sono permessa di sperimentare qualcosa di diverso.

Però, alla fine, mi riconosco sempre nell’eleganza: è quella che preferisco e che sento più mia.

Esiste un limite fotografico che Claudia non supererebbe mai? E quel limite è rimasto lo stesso oppure è cambiato insieme alla tua sicurezza?

Sì, ho un limite fotografico e per me è il nudo integrale.

Non fa parte del mio modo di essere e non sento che rappresenti la mia essenza.

Preferisco esprimere la mia femminilità attraverso immagini eleganti e sensuali, che valorizzino la mia persona e il mio modo di essere.

Hai mai ricevuto una proposta fotografica che ti abbia fatto pensare: “Questo non valorizza una donna, la usa”? Come distingui le due cose?

Se un fotografo mi proponesse uno shooting diverso sarei sicuramente aperta a sperimentare, ma ci sono dei limiti nei quali non mi riconosco.

Il nudo integrale, per esempio, non fa per me e non mi piace, perché sento che non valorizza ciò che sono.

Mi riconosco molto di più in uno stile elegante e sensuale, dove riesco a esprimere la mia femminilità senza perdere la mia personalità.

I social tendono spesso a premiare le immagini più immediate e provocanti. Ti è mai capitato che una fotografia più sensuale ricevesse molta più attenzione di uno scatto che consideravi artisticamente migliore? E che effetto ti ha fatto?

Sì, diciamo che un po’ mi arrabbio, perché spesso sembra che sui social vengano valorizzate di più le foto intriganti e provocanti rispetto a quelle più eleganti e raffinate.

Io credo invece che la sensualità non debba necessariamente essere legata alla provocazione.

Si può essere sensuali anche attraverso uno sguardo, un atteggiamento o un’immagine elegante, senza dover mostrare troppo.

Quanto riesci a non farti condizionare da like, visualizzazioni e commenti? Instagram è mai diventato, anche solo per un periodo, una sorta di giudice del tuo aspetto?

No, assolutamente.

Amo i social e mi piace condividere e mostrare quello che faccio, perché fanno parte del mio modo di esprimermi e raccontarmi.

Però non mi faccio condizionare dai like o dai commenti: quello che pubblico lo faccio perché mi piace e mi rappresenta, non per cercare l’approvazione degli altri.

Instagram per me è uno spazio che mi piace e che continuo a vivere con naturalezza.

Tra i complimenti che ricevi, quali ti fanno veramente piacere? E ce n’è qualcuno apparentemente positivo che invece ti infastidisce?

Non amo assolutamente i commenti volgari, anzi, li detesto.

Preferisco i commenti eleganti e rispettosi, soprattutto quelli che riescono a valorizzare una mia foto, la mia persona o il lavoro che c’è dietro a uno scatto.

Mi fa piacere quando qualcuno riesce a cogliere la bellezza e la sensualità di una foto senza trasformare il complimento in qualcosa di volgare.

Nella precedente intervista ci avevi parlato dei pregiudizi incontrati, anche da parte di persone che conoscevi. Oggi quelle persone hanno cambiato idea oppure sei stata tu a smettere di avere bisogno della loro approvazione?

Sì, purtroppo i pregiudizi ci sono ancora e credo che, in qualche modo, ci saranno sempre.

Soprattutto da parte delle persone che mi conoscono, a volte mi è capitato di sentire giudizi o preconcetti legati a quello che faccio.

Però ho imparato a non farmi condizionare: io so chi sono, conosco il mio modo di essere e continuo per la mia strada, con serenità e senza rinunciare a ciò che mi piace.

Ti è mai capitato che qualcuno confondesse la Claudia sensuale delle fotografie con la Claudia della vita privata, pensando di conoscerti soltanto perché aveva visto le tue immagini?

Sì, può capitare che qualcuno confonda la Claudia che vede sui social con la Claudia della vita privata.

Sui social mostro una parte di me, quella che scelgo di condividere attraverso le foto e ciò che faccio.

Ma la mia vita privata è molto diversa, è tutt’altra cosa.

Credo sia importante distinguere tra l’immagine che si sceglie di mostrare e la persona che si è realmente nella propria quotidianità.

Dove finisce la modella e comincia la donna? Oppure oggi per te non esiste più una vera separazione tra le due?

Per me la modella e la donna sono due aspetti diversi.

Amo fare la modella, lo faccio per passione ed è una parte importante di me, ma rappresenta solo una parte della mia vita.

Nella mia vita privata sono semplicemente Claudia, con una quotidianità, delle abitudini e un modo di essere completamente diversi da quelli che mostro durante uno shooting.

Sono due dimensioni che convivono, ma che non vanno confuse.

Un anno fa ci parlavi del desiderio di collaborare con brand di alta moda. Quel sogno è ancora lì? E qual è oggi il progetto che, se arrivasse domani, ti farebbe pensare: “Ecco, tutto questo percorso è servito”?

Sì, quel sogno non è mai cambiato.

Credo che nella vita non si debba mai smettere di sognare e di sperare in qualcosa di bello.

Mi piacerebbe ancora, un giorno, avere l’opportunità di collaborare con dei brand e vedere dove questa mia passione può portarmi.

Non so cosa riserverà il futuro, ma continuo a crederci e a sperare che possa arrivare qualcosa di buono.

Se potessi organizzare adesso il tuo set fotografico perfetto, senza limiti di budget, luogo o creatività, dove saresti, come saresti vestita e soprattutto quale Claudia vorresti raccontare?

Se avessi il budget, sinceramente non saprei ancora dire con precisione quanto vorrei investire o quale progetto realizzare.

Sicuramente mi piacerebbe qualcosa che rappresentasse davvero me stessa, magari legato alla fotografia, alla moda e alla mia idea di eleganza e sensualità.

Credo che, con le giuste possibilità, potrei togliermi qualche bella soddisfazione.

C’è una fotografia realizzata nell’ultimo anno della quale sei particolarmente orgogliosa? Non necessariamente quella in cui ti trovi più bella, ma quella nella quale senti di essere più vera.

No, non c’è una foto che amo più delle altre.

Amo tutti gli scatti che ho fatto, perché ognuno rappresenta un momento diverso e una parte di me.

Non faccio nessuna distinzione tra una foto e l’altra: per me ogni scatto ha il suo valore e mi piace conservarli tutti.

La prima volta ti avevamo chiesto un consiglio per chi desiderava iniziare come modella e ci avevi parlato dell’importanza di credere in se stessi nonostante il giudizio degli altri. Oggi ribaltiamo la domanda: quale consiglio daresti alla Claudia che iniziava allora?

Alla Claudia di allora direi di credere di più in se stessa e di non avere paura di iniziare.

Le direi di vivere questa esperienza con passione, senza farsi condizionare dai giudizi degli altri e senza cercare di essere diversa da quella che è.

Di avere pazienza, perché ogni esperienza, ogni shooting e ogni incontro possono insegnarle qualcosa.

E soprattutto le direi: continua a sognare, perché non sai mai dove può portarti una passione.

Sii sempre te stessa, valorizza la tua personalità e non smettere mai di credere in quello che fai.

E chiudiamo andando oltre fotografia e social: se togliessimo Instagram, i fotografi, i set, il trucco e tutte le immagini che hai realizzato, chi è Claudia e cosa vorresti assolutamente che i lettori di Mondospettacolo conoscessero di te?

Senza social, senza fotografi e senza shooting, sarei semplicemente la Claudia di tutti i giorni.

In realtà non cambierebbe nulla nel mio modo di essere, perché la persona che sono nella vita privata è sempre la stessa.

Cambierebbe soltanto la possibilità di esprimere e condividere questa mia passione, di mostrare quello che faccio e di raccontare una parte di me attraverso le immagini.

Ma Claudia, quella vera, rimarrebbe esattamente la stessa.

Conclusione

Quasi un anno dopo, dunque, ritroviamo la stessa Claudia e, contemporaneamente, una donna diversa.

La fotografia continua a essere una presenza importante nella sua vita, ma non rappresenta più la necessità di cercare nello sguardo degli altri una conferma del proprio valore. È diventata un linguaggio scelto consapevolmente, un luogo nel quale esprimere sensualità, eleganza e femminilità.

Nel frattempo la vita l’ha costretta a fermarsi, a rivedere alcuni progetti e a immaginare un futuro diverso.

Ed è forse proprio qui che si trova il cambiamento più interessante.

Claudia non racconta una vita nella quale tutto è andato secondo i programmi. Racconta piuttosto la capacità di ricominciare quando i programmi saltano.

Conserva i propri sogni, continua a immaginare collaborazioni nel mondo della moda e non rinuncia alla fotografia. Ma oggi sembra sapere meglio dove termina l’immagine e dove comincia la persona.

Perché dietro la Claudia sensuale che appare sui social continua a esserci semplicemente Claudia.

E forse la frase più importante di questa seconda intervista è proprio quella pronunciata all’inizio:

«Anche quando qualcosa non va come avevo immaginato, non significa che tutto sia finito. A volte bisogna semplicemente cambiare strada.»


https://www.instagram.com/claocchiblu

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