Cocaine – La vera storia di White Boy Rick: pagine di ordinaria criminalità e povertà

Richard Wershe Jr, “White Boy Rick”, il più giovane informatore nella storia dell’FBI, nonché detenuto non-violento con il maggior numero di anni di reclusione, è il protagonista del noir drammatico Cocaine – La vera storia di White Boy Rick.

Detroit, 1984. L’adolescente Rick vive con il padre, un piccolo trafficante di armi che cerca di sopravvivere dopo l’abbandono della moglie e della figlia. Vendendo armi a basso prezzo, Rick presto si guadagna il rispetto delle bande di criminali del quartiere, prevalentemente composte da neri.

Per evitare la prigione al padre, Rick accetta suo malgrado di diventare  un informatore dell’FBI. Grazie alle sue indicazioni verrà smantellata una rete di spacciatori, poliziotti e politici locali corrotti. Quando, però, comincia a spacciare per conto proprio viene arrestato e condannato all’ergastolo, nonostante la sua giovane età e il lavoro svolto per le autorità.

Il regista Yann Demange, al suo secondo lungometraggio, racconta una storia vera di criminalità e di estrema povertà. Il giovane Rick, interpretato dall’esordiente Richie Merritt, con il volto segnato ma imberbe del figlio tradito e disilluso è un eroe negativo suo malgrado. La sua unica colpa è di essersi trovato incastrato in un gioco molto più grande e complesso rispetto alla propria giovane eta. Per questo motivo sarà proprio Rick a pagare il prezzo più alto.

Molto bella è la figura paterna, offerta dal sempre bravo e affascinante  Matthew McConaughey, un uomo frustrato ma sognatore che cerca di proteggere a suo modo la minacciata innocenza del figlio.



Cocaine – La vera storia di White Boy Rick è un noir urbano e malinconico. Il regista racconta con estrema lucidità e una narrazione fluida il susseguirsi degli eventi, senza mancare di tensione e, quindi, di vera drammaticità.

Nota dolente della versione italiana del film sono un doppiaggio che registra congiuntivi sbagliati (forse scelta voluta per sottolineare l’estrema ignoranza culturale e la povertà dei protagonisti?) e quel “Cocaine” aggiunto, ovvero uno specchietto per allodole fuorviante, considerando che il lungometraggio racconta di crack e non di cocaina.

Cocaine – La Vera Storia di White Boy Rick, comunque, è un episodio difficile e drammatico su cui gli Stati Uniti dovrebbero riflettere.

 

 

Anastasia Mazzia