Colomba legend: le quattro carogne colpiscono ancora

In molti ricorderanno l’ormai cult Quattro carogne a Malopasso, singolare western parlato in siciliano del 1989, firmato Vito Colomba.

Un lungometraggio che, proprio grazie alle sue imperfezioni – oltre, ovviamente, alla genuinità di intenti con cui è stato realizzato – è diventato nel corso degli anni un vero e proprio punto di riferimento all’interno del cinema trash amatoriale.

I suoi numerosi estimatori, dunque, saranno di certo incuriositi dall’uscita in sala di Colomba legend, per la regia di Rosario Neri in collaborazione con lo stesso Vito Colomba, che si classifica come ideale sequel del celebre film del 1989.

Vito Colomba, convinto dalla moglie a recarsi a Roma per vedere il Papa, non può fare a meno di effettuare una visita a Cinecittà, dove alcune persone lo riconoscono e gli chiedono di realizzare un sequel del suo precedente lungometraggio.

Così ha inizio una nuova storia, sempre ambientata a Malopasso, ma che si svolge circa vent’anni dopo. Billy Nelson e il temibile bandito Parker sono morti in seguito a un conflitto a fuoco.

Eppure, le cose non sembrano essere cambiate di molto. Anche in questo caso, infatti, le carogne a terrorizzare l’intero villaggio sono quattro: i figli di Parker, nati in seguito a stupri che lo stesso ha compiuto nei confronti di donne del posto. Che fare, dunque, per riportare la quiete in paese?

Realizzato con un budget sì basso, ma, allo stesso tempo, con una vera e propria casa di produzione alle spalle, Colomba legend tende a mantenere per tutta la sua durata lo stile del precedente Quattro carogne a Malopasso, all’insegna di un’operazione giocosa e autoironica che punta principalmente a far rivivere agli spettatori le stesse emozioni provate anni e anni fa.

Un’operazione che, di fatto, può dirsi realmente riuscita. Colomba legend è sì un lavoro con parecchie imperfezioni, ma che, in fin dei conti, come è stato per il primo di Vito Colomba, ci piace proprio per questo.

 

 

Marina Pavido