COME DELUDERE IL PUBBLICO MA AVERE SUCCESSO!

E’ Lunedì mattina , ed è stato un week end di tumulti d’animo.  Una Domenica particolare , e uno strano Sabato. Mentre prendo il mio caffè e mi siedo , penso a questo.

Domenica particolare, perché  c’è stato il Derby . Per chi vive a Roma, sa a cosa mi riferisco. L’atmosfera della città è diversa in quelle occasioni. L’aria che si respira, è altra dal normale. Il cuore, batte diversamente. E il mio, che è Giallo Rosso, batte emozionato e tachicardico.

Ma torniamo al Sabato strano, perché di questo voglio parlare .Il Derby , si sa com’è andato….

Dunque, dicevo, Sabato  sera sono stata a Teatro a vedere uno spettacolo. L’idea, era quella di recensirlo ( come spesso qui  faccio per voi). Le cose però sono andate diversamente da come avevo previsto. E’ andata , appunto, in modo strano.

Ho assistito alla cosa più brutta, noiosa, inutile, lunga che abbia mai visto nella mia vita.

Bene, penserete voi, allora starai per scrivere una brutta recensione di quello  spettacolo ? E a noi che ce frega?

Invece forse vi può interessare. Ascoltate:

effettivamente , a botta calda , e dopo essere rimasta prigioniera per due ore e venti senza intervallo su quella poltrona , era quello che volevo fare . Sparare a zero, ed esporre a pubblico ludibrio lo spettacolo in questione.

Ma poi , ci ho ripensato.

Questa piece , riceve ovunque, critiche accreditate di pregio. Tutte! Se ne parla come di una messa in scena sublime. Insomma , per qualche misteriosa ragione, la “ critica seria” la osanna. E colmo dei colmi, ha persino passaggi televisivi. Vedi che vuol dire stare nei giri giusti?!

Però…e qui nasce il problema….il pubblico pagante, la vera critica …la sola che conti, ne esce infastidito, annoiato ,e ha come commento unanime  : “ MAI PIU’ A TEATRO! “

Questo, per me, è un vero dolore.

Da attrice , trovandomi all’uscita con tutte quelle persone arrabbiate e deluse , mi sono sentita in dovere di scusarmi per ciò a cui avevamo assistito. Ho detto loro , che non tutto il teatro è così,  pregandoli di credermi. Ma quel pubblico, è pubblico perso. Non tornerà. E non posso dargli torto. Ma come, mi sono detta, noi ci impicchiamo per portare gente a teatro,e poi esistono criminali che uccidono tutto per la loro presunzione di saper fare spettacolo? Per altro, a me hanno insegnato che se il pubblico non capisce, la colpa non è MAI del pubblico, ma di chi le cose le fa . Se in due ore e venti non c’è un applauso, tranne che  alla fine , e solo perché qualcuno ( in genere un amico o parente del regista) lo chiama e lo fa partire, facciamocele due domande. O no?!

Vi dico che il testo in sé ,e l’autore portati in scena, sarebbero straordinari …se li si sapessero rendere. Due anni fa , ho visto una versione dello stesso testo magnifica. Qui, tutto viene perso,invece. Un testo che nasce come pretestuoso nell’idea dell’autore, e che dovrebbe ricreare situazioni grottesche e ironiche, viene reinterpretato in una chiave lenta, forse seria ma non si capisce, esteriore e coreografica. Ci sono lunghissimi cambi scena accompagnati da una musica che definire pesante è un eufemismo. In più, se diversamente dal  mio caso ,non si conosce la struttura originaria dell’opera , si fa  persino fatica  a capire la storia. Questo ,perché  tutti i personaggi vengono interpretati da una medesima persona. Solo dopo un po’, comprendi che i vestiti diversi utilizzati, indicano che si tratta di un cambio di personaggio. Ma per interpretare personaggi diversi…non basta cambiare abito o camminare più lentamente. Occorre altro!

Non sarei nemmeno in grado di dire se gli attori sono bravi o no. Non hanno peso. ( Altro dolore per me che sono attrice)

Infatti, all’uscita, nessuno parlava degli attori. Tutti criticavano l’operazione in sé. La noia infinita che avevano provato in quelle ore. C’è anche chi ha detto “ il testo non è attuale”. Sbagliato! Ma lo avrei pensato anche io se avessi visto da pubblico non addetto ai lavori quella orrendezza . Come dare torto a quelle persone?!

Ma dico io :  se tu, regista , dai importanza ad un testo che nasce come pretesto, perdendo tutto l’aspetto grottesco e il gioco che l’autore voleva ricreare,  come puoi pensare di trasmettere il senso, il ritmo di quell’opera? E se nella tua testa, hai una visione così distorta del tutto, dovresti scrivere che il tuo spettacolo è ispirato a ….Tizio, Caio. Non è l’originale messo in scena da te!

Faccio un esempio : se io decido di mettere in scena Romeo e Giulietta di Shakespeare , posso assolutamente fare una regia contemporanea e una rivisitazione, nulla quaestio. Ve ne sono state di straordinarie. Ma se decido ,che seppur lasciando il testo originale , metto in scena una Giulietta zoccola nell’atteggiamento,quella è una MIA  interpretazione,non dell’autore. Lo devo dì che è ‘na cosa mia!!!

Insomma, non voglio dichiarare il titolo e la regia di questa cosa , solo per una ragione:gli farei ulteriore pubblicità , e ne ha già troppa senza alcun  merito reale.

Scrivo tutto questo, perché voglio parlare al pubblico normale, a voi che ci leggete,  e darvi un consiglio : non date retta  alle critiche radical chic !!! Parlate con le persone che hanno visto quello spettacolo ,che sulla carta viene dipinto come capolavoro, e che vi incuriosisce. Le persone , i vostri amici ,sono la critica più attendibile!!

Non è vero che il Teatro è morto. Ieri, non c’era proprio il teatro…c’erano però tanti spettatori morti. Uccisi da un criminale del teatro.

Bene, dopo questo sfogo di inizio settimana, torno al mio caffè che nel frattempo si è freddato.

Lo scaldo, e ci aggiungo una goccia di latte. Oggi, tra il risultato del Derby ,e nervi da messa in scena raccapricciante , è troppo amaro anche per me.

Aloha!

Federica Quaglieri