Come diventare famosi tramite il web marketing YouTube

Centosessantaquattro milioni di visualizzazioni per Amore e Capoeira di Takagi & Ketra, Giusy Ferreri e Sean Kingston. Qualche milione in meno rispetto ad Andiamo a comandare di Fabio Rovazzi, che ne vanta centosettantatré, e a Vorrei ma non posto dell’accoppiata J-Ax/Fedez, che sguazza sui centottantasei.

Ma visualizzazioni di cosa? Semplicissimo: visualizzazioni su YouTube, ovvero la gettonatissima piattaforma web che, fondata nel 2005 e oggi secondo sito internet più visitato del mondo dopo Google, consente ai naviganti della rete di condividere contenuti multimediali che gli utenti, a loro volta, possono votare, aggiungere ai preferiti, commentare o segnalare ad addetti e amministratori nel caso in cui il materiale audiovisivo caricato possa rivelarsi pericoloso od offensivo nei confronti di determinate categorie.

Una piattaforma che, di conseguenza, in un terzo millennio a base di civiltà dalle esistenze dominate da smartphone, connessioni e apparecchiature ultratecnologiche assortite, non ha potuto fare a meno di rivelarsi uno dei principali mezzi di promozione per artisti di ogni tipo, che si tratti di registi che la sfruttano per diffondere i loro short e lungometraggi, di aziende che non esitano ad utilizzarla col fine di pubblicizzarsi e, come dicevamo qualche riga più su, di musicisti e cantanti.   

Del resto, come un po’ tutte le attività che caratterizzano il quotidiano vivere dell’essere umano, dai suoi probabili tentativi primordiali dell’era della pietra la musica ha  subìto una lunga e lenta evoluzione nel corso dei secoli, passando dai canti diffusisi durante il Cristianesimo alla nascita delle sinfonie, delle polifonie, del melodramma, fino all’affermazione, tra il XVIII e il XIX secolo, della cosiddetta “musica classica occidentale”.

Ma, come oggi, nel 2019, possiamo constatare che il successo sanremese Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani annoveri duecento trentatré milioni di visualizzazioni e, incredibilmente, Pulcino Pio ne abbia accumulate oltre un miliardo, sorge spontaneo chiedersi che uso avrebbero potuto fare della piattaforma in questione mostri sacri delle note quali Ludwig Van Beethoven o Wolfgang Amadeus Mozart, le cui composizioni hanno, comunque, il loro vasto seguito su YouTube, a oltre duecento anni distanza.

Come pure ci si chiede quale effetto avrebbe potuto avere uno strumento di diffusione di questa portata tra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando – soprattutto all’estero – rocker e band di stampo beat spopolarono nel pubblico giovanile sia grazie ai loro pezzi arrabbiati che ai look trasgressivi che hanno anticipato qualsiasi influencer e rapper degno di tale classificazione.

Coloro che rappresentano adesso il panorama musicale sono, certamente, molto più facilitati nel farsi conoscere proprio grazie a YouTube, dove, una volta caricato il proprio video, lo scopo principale è far sì che il maggior numero possibile di persone lo guardi.

E i metodi per raggiungere la popolarità su YouTube sono molti, dal creare un format che sia diverso da tutti (o quasi) gli altri già esistenti al postare il link sulle tante pagine dei social network, che rappresentano ormai una sorta di vero e proprio diario aperto per chi vi si iscrive.

Ma, come avviene per tutto ciò che finisce per trasformarsi in autentica fonte di guadagno, si è sviluppato negli anni il marketing legato proprio a YouTube, con tanto di portali come marketingyoutube.it gestito dagli esperti del settore della Web Projects Revolution che si occupano di vendite di campagne pubblicitarie per YouTube.

Piattaforma in cui, quindi, è possibile innanzitutto acquistare visualizzazioni italiane che dal mondo intero, con conseguente aumento di visite veloce e graduale delle campagne, utili ai fini dell’accrescimento della popolarità.

Bene o male gli stessi vantaggi offerti per le campagne riguardanti i video Vevo caricati su Youtube, le cui views sono ad alta media ritenzione e potrebbero aiutare a scalare le classifiche, consentendo anche all’autore o al protagonista di finire nei video correlati della piattaforma.

Se non fosse sufficiente, poi, sempre attraverso questa tipologia di portali si possono comprare like e commenti: se molti, i primi spingono altri spettatori a metterne altri sotto al video che stanno visionando, rendendolo anche più facilitato ad essere notato da produttori e case discografiche; i secondi, invece, rientrando tra i segnali di cui YouTube tiene conto per inserire il video stesso in una classifica, nei confronti di esso fanno aumentare la fiducia, garantendone una crescita reale e organica. 

Del resto, è non poco difficile posizionare un video senza commenti, mentre, insieme a risposte e like, questi possono essere visti quando ne cerchiamo uno che è nelle prime posizioni.

Insomma, volete diventare le nuove star della rete per finire sulle copertine dei giornali e nelle più importanti trasmissioni radiofoniche e televisive? Non sono più i tempi in cui era sufficiente incidere un disco o partecipare ad un festival canoro, imparate a conoscere le campagne di condivisione YouTube Reshare Video, le modalità di acquisto di iscritti al proprio canale e le tecniche avanzate della Seo, utili per posizionare e ottimizzare il contributo audiovisivo sulla piattaforma.

 

Francesco Lomuscio