Compromessi sposi: Diego, Vincenzo e i giovani d’oggi

Se in Puoi baciare lo sposo di Alessandro Genovesi Diego Abatantuono aveva interpretato il sindaco di un paese del Lazio che si trovava a dover celebrare l’imminente matrimonio del figlio omosessuale, in Compromessi sposi è un ricco imprenditore milanese che, marito di Rosita Celentano, fa da padre all’aspirante cantautore Lorenzo Zurzolo, decisosi a portare all’altare la giovane fashion blogger Grace Ambrose, di Gaeta e appena conosciuta.

E, mentre anche uno scapestrato Dino Abbrescia proviene dal citato film di Veronesi, affiancato da una coattissima Elda Alvigini è Vincenzo Salemme ad incarnare un rigido sindaco meridionale nel fare da genitore alla futura sposa.

Perché con incluso nel cast – nel ruolo di un impiegato ASL – il Fabrizio Nardi che figura anche tra gli sceneggiatori del lungometraggio insieme a Michela Andreozzi, Alessia Crocini, Massimiliano Vado e Christian Marazziti, è il sempreverde contrasto tra nord e sud ad essere portato in scena da Francesco Micciché, regista di Ricchi di fantasia.

Un contrasto che non manca di tirare in ballo, ovviamente, anche destra e sinistra, nel corso di circa novanta minuti di visione che, comprendenti un Sergio Friscia in divisa da comandante dei carabinieri, si costruiscono sull’odio a prima vista tra i futuri consuoceri per sfociare sulla loro coalizione mirata ad impedire che i ragazzi convolino a nozze.

Una coalizione il cui obiettivo principale consiste nello stravolgere l’addio al celibato di lui e quello al nubilato di lei, man mano che l’insieme, dichiaratamente ispirato a Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi di Mario Mattoli, va ad aggiungersi alla sfilza di commedie d’ambientazione nuziale che hanno affollato l’universo delle immagini in movimento tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI.

Ma, sebbene il cast risulti decisamente convincente e professionale, lo svolgimento della vicenda lascia piuttosto a desiderare, giocando in maniera molto poco originale con i luoghi comuni (compresa spruzzata di buoni sentimenti) e sfoderando dialoghi e battute raramente capaci di risultare divertenti.

Non a caso, man mano che ci si chiede se le fashion blogger siano peggio della CIA e che si parla di chat per donne che si rifanno il seno o per tizi che si inviano peti tramite clip vocali, l’unico che in Compromessi sposi riesce a strappare qualche risata è, come di consueto, Abatantuono… seppur in maniera più forzata del solito.

 

 

Francesco Lomuscio