Con Ozone e Skinned alive arriva in dvd lo splatter anni Novanta di J.R. Bookwalter

Digitmovies prosegue la propria riscoperta su supporto digitale della filmografia del cineasta indipendente americano classe 1966 J.R. Bookwalter, autore, tra l’altro, di Robot ninja e Zombie cop.

Direttamente dal suo curriculum anni Novanta, infatti, nella collana Spasmo Video lancia per la prima volta nel nostro paese i dvd – in versione originale provvista di sottotitoli italiani – di Ozone e Skinned alive, entrambi introdotti dall’Alex Visani cui dobbiamo Zombi new millennium e Stomach.

 

Ozone (1993)

Il titolo fa riferimento ad una nuova droga la cui assuefazione è immediata, ma dagli effetti collaterali non poco devastanti, considerando che trasforma gli esseri umani in tanto incontrollabili quanto pericolose creature mostruose.

E, una volta superato il prologo mostrante la sanguinosa deflagrazione della testa di un tizio che, appunto, se la è appena iniettata, seguiamo le indagini portate avanti da un poliziotto di colore interpretato da James Black. Poliziotto che si è purtroppo ritrovato la sostanza in corpo a causa di uno spacciatore difesosi nel momento in cui lo stava arrestando e che, di conseguenza, è costretto ad immergersi in un mondo suburbano di autentici reietti nel tentativo di evitare che anche lui muti presto in un essere zombesco.

Una vera e propria lotta contro il tempo destinata a scandire un piuttosto movimentato mix di horror, action movie e scontri corpo a corpo dichiaratamente ispirato al cinema di David Cronenberg. Mix che non può fare a meno di rappresentare una delle maggiormente professionali opere bookwalteriane, che individua il suo più grande punto di forza nelle nefandezze dispensate dagli artigianali ma decisamente efficaci effetti speciali di trucco. In mezzo a mani staccate, una testa schiacciata dalla ruota di un’automobile, vene che esplodono in maniera impressionante e, addirittura, un parto al mostro (!!!).

Con ricca sezione extra che, di un’introduzione del regista, di due trailer (uno originale e uno giapponese), di un commento audio e di due gallerie fotografiche, include un servizio televisivo riguardante Ozone, quasi mezz’ora di bloopers e outtakes, tredici minuti di footage originale della sequenza d’apertura, sei di dietro le quinte, cinque di location tour, otto sul lavoro effettuato con il protagonista Black, ventinove per ripercorrere la genesi del lungometraggio e diciannove di trasmissione Newstalk 29 TV, con ospiti Bookwalter, il direttore di produzione Mark Bosko e l’attore Wayne Harold.

 

Skinned alive (1990)

 J.R. Bookwalter non è il regista di questa imitazione a basso costo del super classico Non aprite quella porta di Tobe Hooper, ma, oltre a recitarvi nel ruolo di un testimone di Geova, ne è produttore e si occupa delle musiche. Alla sua unica prova dietro la macchina da presa, infatti, è Jon Killough a girare in sedici millimetri la oltre ora e dieci di visione al cui centro abbiamo una famiglia di redneck psicopatici costituita da personaggi ancor più grotteschi di Leatherface e compagni di cannibalismo. Capitanata da una donna su sedia a rotelle, famiglia che massacra chiunque capiti sulla sua strada e che, in seguito ad un incidente con il proprio furgone, si rifugia all’interno di una casa proseguendo le proprie gesta omicide.

Fino al momento in cui un ex poliziotto alcolizzato decide di affrontarla in una lotta all’ultimo sangue. Un divorziato non proprio magro ma scaltro con le armi da fuoco, quest’ultimo, che, quasi una parodia degli eroi di stampo rambiano, contribuisce ad aumentare ulteriormente il folle e tutt’altro che serioso clima di un’operazione la cui ciliegina sulla torta è rappresentata dalla lodevole prova d’attore di uno schizofrenico Scott Spiegel, autore dello splatterissimo Intruder – L’intruso e del secondo Dal tramonto all’alba. Nome non poco noto ai fan del genere, come pure quello del produttore esecutivo David DeCoteau, con oltre centosessanta regie all’attivo comprendenti Dreamaniac – Sogno maniacale e alcuni capitoli della serie Puppet Master.

Affilati machete pronti ad affondare nella carne, colpi di pistola e, ovviamente, lo scuoiamento suggerito dal titolo accompagnano l’imperante clima di follia di Skinned alive, corredato proprio come Ozone di non pochi contenuti speciali, a cominciare da un’introduzione di Bookwalter e dal trailer originale.

Vi attendono tre gallerie fotografiche, un paio di featurette riguardanti il restauro della pellicola, sette minuti di dietro le quinte dell’epoca, undici di prove riprese e costumi, trentacinque di analisi del making of, cinque di location tour, quindici in cui Killough e il cast parlano del film trent’anni dopo la sua realizzazione, quasi otto di intervista al citato Spiegel e, infine, circa dieci di ricordo della compianta attrice Mary Jackson da parte dei due figli.

 

Francesco Lomuscio