Conosciamo meglio RICCARDO INGE

 

Chi è Riccardo Inge?

Per diverso tempo mi sono definito un ingegnere che fa il cantautore o un cantautore che fa l’ingegnere, alla ricerca di un equilibrio che non c’è a cavallo tra una parte razionale e una artistica. Il tutto rappresentato attraverso dei vestiti doppi. In realtà mi sono accorto che soprattutto quest’ultimo tema dei vestiti doppi (metà ingegnere e metà cantautore) stava diventando un limite e, da poco tempo, ho iniziato a scrollarmi di dosso una sorta di ‘freno tirato’ per lasciare più spazio a quello che faccio dal punto di vista artistico.

Credo, in fondo, che Riccardo Inge sia semplicemente una persona normale, con la grande presunzione di avere qualcosa da condividere attraverso le sue canzoni. Raccontare la storia di persone come me. E passare le notti a cercare un modo per far arrivare questa musica a queste persone.

Quando hai iniziato a suonare? Raccontaci il tuo percorso

Ho iniziato a suonare la chitarra da autodidatta alle medie: ero un po’ sfigato e speravo di colpire i miei compagni di classe (più le compagne in realtà). Ovviamente non ci riuscì. Poteva essere la fine di tutto, ma un giorno mio padre (che da giovane aveva una band) si ritrovò con la compagnia storica con cui suonava. Rimasi senza parole e decisi che volevo mettere su una band per riprovare quelle stesse sensazioni. Da lì ho avuto due progetti importanti con cui sono cresciuto a pane e prove in garage passando per i locali peggiori di Milano e provincia. Fino a quando, rimasto solo, ho deciso da qualche anno di buttarmi in quest’avventura in cui sto mettendo veramente tutto quello che ho.

Di cosa parla “Fulmicotone”?

Fulmicotone parla di quella ragazza con cui in un’altra vita saresti stato insieme. Ma alla fine la storia non nasce ed è colpa tua, rimanendo lo ‘stronzo’ della situazione. Sarebbe facile finirla qua, ma la realtà è che anche se hai fatto la fine dello ‘stronzo’, continui a volere bene a quella ragazza dallo sguardo esplosivo (appunto ‘al fulmicotone’). L’amore è fatto di sfumature. E ho citato ‘Brava’ di Vasco all’inizio del brano (“Ti sei accorta di me…quasi per caso”) proprio per rappresentare questo fatto: in quel caso era la donna a comportarsi male.

Hai impegni dal vivo prossimamente?

Sembra incredibile, ma sono riuscito a trovare alcune date già da Settembre. E, COVID permettendo, suonerò ancora il 24/10 al Tambourine (Seregno – MI) in apertura a Pollio, il 31/10 al Trip (Vimercate – MB), il 21/11 allo Sky Park (Oleggio – NO) e il 28/11 allo XO (Magenta – MI). In realtà ho anche altre situazioni in discussione, ma per ora penso possa essere già così un risultato incredibile. Ovviamente sarò in giro con la mia band fidatissima.

Come ti vedi tra 10 anni? Più ingegnere o più cantautore?

Credo che sarò sempre entrambi. Sono due parti della mia vita e non sarei corretto con me stesso se ne rinnegassi una delle due. Mi piacerebbe, però, raccogliere nella musica un briciolo di tutto quello che ho seminato e che sto tuttora seminando. Ci spero davvero.