“Conosciamoli Meglio”: Ghyblj intervista Sylvie Lubamba!

Amici di Mondospettacolo, oggi per la mia rubrica su Mondospettacolo, sono andato ad intervistare Sylvie Lubamba.

Ciao Sylvie, inizi a farti conoscere dal grande pubblico nel 1992 venendo eletta come Miss Toscana, la prima Miss di colore arivata alle finali di Miss Italia, ma poi subito squalificata perché hai posato nuda per un servizio fotografico. A cosa dobbiamo attribuire la tua eliminazione che poi contribuì a far parlare di te su tutta la stampa nazionale? Ad un ingenua non conoscenza del regolamento o ad una astuta azione pubblicitaria ben studiata a tavolino per fare il botto?

La Sylvie Lubamba di quel periodo era limpidamente ingenua, non astuta; artefice a mia insaputa fu il grande fotografo Bruno Oliviero. Qualche mese prima del concorso di Miss Italia, ebbi la fortuna di realizzare uno shooting con lui e non nascondo che l’ emozione  che provai posando per un’artista della macchina fotografica mi fece  accettare di realizzare qualche scatto di nudo artistico. È importante dire che non avevo ancora svolto alcuna selezione per il concorso di Miss Italia, anzi non era nei miei pensieri, fu Bruno Oliviero a spingermi fortemente a partecipare, asserendo che i tempi erano maturi  per una ragazza italiana particolarmente “abbronzata”.

Partecipai e superai tutte le selezioni giungendo in finale; non avrei mai e poi mai pensato che le foto senza veli uscissero in seguito alla mia proclamazione di MISS TOSCANA, non me lo aspettavo da parte di un professionista come Bruno Oliviero con il quale avevo instaurato un rapporto di amicizia, Oliviero giocò con i sogni di una ragazza di vent’anni, ma tutto sommato la mia squalifica anziché crearmi una chiusura nel mondo dello spettacolo, mi regalò molte opportunità, in quanto ogni quotidiano nazionale e tutti i settimanali si occuparono di Sylvie Lubamba molto di  più rispetto alla Miss Italia appena eletta: Gloria Zanin. In seguito arrivarono le prime ospitate televisive tra le quali il  Maurizio Costanzo Show,Quelli che il calcio condotto da FabioFazio e altre ancora.

Conclusasi l’esperienza di Miss Italia, giri qualche spot pubblicitario, partecipi ad alcune trasmissioni televisive e poi nel 2004 arriva con “Markette” (condotto da Piero Chiambretti) l’occasione che ti rende popolare, che ricordi hai di quella esperienza?

Molti individui sono fortemente convinti che giungere nei buoni salotti televisivi è solo questione di raccomandazione o altro. No, per la sottoscritta non è stato così. Il mio ingresso nel cast del programma di Piero Chiambretti lo devo ad una semplice lettera spedita alla redazione, lettera  in cui chiedevo di poter presenziare all’ultimo blocco del programma dedicato ai nuovi volti televisivi. Inviai la mia missiva senza farmi illusioni e invece dopo due settimane, ero lì, intervistata dal padrone di casa. Si creò una sinergia intellettuale ricca di momenti esilaranti, ironici e curiosi, tali da convincere il Pierino nazionale a volermi fissa in trasmissione. Fu l’inizio del mio cammino in una televisione intelligente. Non posso dimenticare quegl’anni d’oro che oltre che a darmi visibilità, spazio, attenzione, tendenza e qualità, mi insegnarono come entrare in punta di piedi nel difficile quanto affascinante mondo dello spettacolo.

Con la grande popolarità ti aggiudichi nel 2005 la partecipazione ad uno dei primi reality televisivi:  “La Talpa”,  era tutto vero quello che i telespettatori vedevano da casa?

La mia partecipazione al realitygame-vip LATALPA2, fu inaspettata in quanto non ritenevo che il mio personaggio fosse televisivamente forte. Fui la prima ad essere convocata e poi scelta. Nel cast mi son ritrovata con la prima Miss Italia nera, molto contestata, ritenni alquanto interessante le presenze di Denny Mendez e Sylvie Lubamba, l’apripista delle concorrenti del concorso nazionale di Miss Italia, prive dei canoni della bellezza italiana, ricordo che molti giornali inventarono una sorta di rivalità che vi assicuro era inesistente. Le prove erano assolutamente tutte vere e umanamente superabili.

Cosa pensi degli attuali reality?

È giusto fare una distinzione tra le prime edizioni dei vari reality-vip e quelle dei giorni nostri. I concorrenti una volta erano coloro che possedevano un notevole curriculum artistico; quest’oggi invece ci ritroviamo di fronte a personaggi che pur non sapendo recitare, cantare e presentare, diventano noti  per storie legate a presunti legami sentimentali, oppure individui discutibili provenienti dal mondo del web. Ecco perché sempre più artisti, di alta levatura rifiutano e snobbano tale opportunità, per non mescolarsi con personalità che di fatto non hanno capacità artistiche, ciò detto, a distanza di 14 anni, non nascondo la mia voglia di rivivere l’esperienza di un altro reality-vip, in quanto l’attuale Sylvie Lubamba ha molto da raccontare e condividere, la mia esperienza di donna, di artista e soprattutto di cittadina ex-reclusa dovrebbe essere messa a disposizione del dibattito sociale e culturale che i media che si voglia o no veicolano.

Dopo tanto successo nell’anno 2014 vieni arrestata e sconti nel carcere di Rebibbia la pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione per uso fraudolento di carte di credito, ci racconti la tua vita da detenuta? Come passavi le tue giornate?

Purtroppo anche per la sottoscritta la giustizia ha avuto il countdown e sono finita a Rebibbia per un reato di truffa che credevo prescritto, in quanto commesso dal 2002 al 2005; “chi sbaglia paga” come si suol dire, ma se non era pure per la negligenza dei miei difensori, potevo già usufruire di pene alternative. I diversi legali a cui mi son rivolta non hanno avuto coordinamento tale da tutelare la mia libertà. La libertà che è il bene più prezioso, soprattutto per Sylvie, così libera di spirito, piena di vita, di gioia. Durante la mia reclusione ho provato: DELUSIONE, DOLORE, RABBIA! Cercavo di affrontare la condizione di restrizione in modo sereno e razionale, quel tristissimo periodo della mia vita mi è servito a temprare la mente ed infondere coraggio e saggezza al mio spirito. In carcere la vita è fatta di piccole cose e tutto ciò che all’esterno può sembrare insignificante in galera diventa di vitale importanza. È dura stare in prigione ed è peggio se si tratta della prima volta, affrontavo la realtà così come mi veniva posta, giorno per giorno, con dignità e coraggio. Le esperienze peggiori (per certi versi) sono più utili alla crescita interiore dell’essere umano ed al suo percorso psicologico. Trovavo conforto nel ricevere lettere di persone a me sconosciute che mi confermavano stima e simpatia in  ricordo delle mie partecipazioni televisive a fianco di Piero Chiambretti. Credevo erroneamente che le porte del carcere annullassero espressioni di solidarietà umana, che ho scoperto invece tangibili! Altro non racconto, perché sono intenta in questo periodo a scrivere un mio memoriale sui tre anni trascorsi a Rebibbia, esperienza che racconterò in modo dettagliato. Concludo dichiarando che da quell’inferno sono uscita e simbolicamente la lavanda dei piedi fattami da PAPA FRANCESCO in visita all’Istituto penitenziario di Rebibbia il Giovedì Santo di Pasqua 2015 ha significato per la sottoscritta il raggiungimento del Paradiso dantesco, ho ritrovato la Dignità, ma soprattutto me stessa.

I tanti tuoi colleghi Vip ti sono stati vicino?

In quel periodo complicato gli amici che mi sono rimasti vicini, vip e non, sono stati pochi, si son ben guardati nel scrivermi qualche lettera in carcere.

Oggi sei una donna libera, è difficile riuscire ad acquistare nuovamente credibilità nel mondo dello spettacolo?

Non sono io che devo dimostrare la mia credibilità in quanto lavorativamente parlando  son sempre stata un’artista professionale, precisa e rispettosa con tutte le produzioni con cui ho collaborato. In seguito alla mia nota scarcerazione avvenuta il 25 dicembre 2017 continuo con mio gran stupore a vivere quotidianamente di attenzioni popolari; quando al mattino mi reco al bar sotto casa o al supermercato, sento ancora l’affetto e il rispetto della gente, nonostante i miei errori e i miei tre anni di restrizione. Diverso è l’atteggiamento in taluni ambienti televisivi in cui ci si ricorda più volentieri una Sylvie Lubamba che ha sbagliato una volta piuttosto che una Sylvie Lubamba che ha regalato momenti spensierati.

Chi è oggi Sylvie Lubamba?

Al di là dell’esperienza vissuta, Sylvie Lubamba sarebbe comunque cambiata in quanto i vari percorsi della vita, buoni o cattivi che siano, conducono sempre ad una crescita. Sono cambiata? Sicuramente sì, più riflessiva, attenta e selettiva, meno mondana.

Con l’esperienza vissuta che consigli ti senti di dare ai giovani?

Non sarò certamente io a dare consigli giusti, in quanto ogni persona è differente e le realtà televisive (tavolta per la sottoscritta indecifrabili) son cambiate.

I tuoi “mai più” e i “per sempre”?

È impossibile puntare il dito sui miei “mai più” che fanno parte di errori dettati dalla giovane età. “Per sempre” rimangono la mia lealtà, schiettezza e allegria, condite da un pizzico di malinconia…

Progetti Futuri?

Oltre a terminare il libro che stò scrivendo, attendo una mia partecipazione ad un altro reality-vip e perché no, auspico con tutto il cuore di ricreare la straordinaria sinergia professionale-intellettuale con Piero Chiambretti, colui che mi ha scoperta e mi ha insegnato molto. A lui devo tantissimo!

E poi un altro progetto è quello di diventare Mamma!

Ghyblj