“Ciao, sono Laura, e la notte ho dei terribili incubi”.
È la Paura la grande protagonista di tutta l’esalogia di Pupi Oggiano, da quell’ormai lontano 2019 in cui vede la luce il primo film, dal titolo, appunto, La Paura Trema Contro. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, di film ne sono usciti altri cinque, il cerchio si è chiuso, e la Paura è rimasta sempre lì, al centro, tra brividi, ironia, sangue, e tanto, tanto amore per il genere. Citando il grande H. P. Lovecraft, sembrerebbe proprio che Oggiano ci dicesse “Il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell’ignoto”. Siamo passati da viaggiatori che arrivano da altre galassie a demoni dell’inferno, da killer nerovestiti a una strana famiglia di fratelli assassini, andando a scomodare persino gli elementi naturali per giungere, alla fine, alla punta dell’iceberg, che si erge minaccioso davanti a noi con la sua mole, celando, appunto, quell’ignoto che tanto ci spaventa. Ma cosa ci sarà di là? Mostri ed abissi inimmaginabili, o invece basterà sfiorarlo per vederlo venire giù in un attimo, come fosse fatto semplicemente di carta o, che so io, di polistirolo? Con la sua consueta ironia di fondo, percepibile già dal titolo, Oggiano ci presenta così il capitolo conclusivo del suo mastodontico progetto, Contro un Iceberg di Polistirolo, presentato in anteprima al Cinema Massimo di Torino il 16 ottobre 2024. Il dado è tratto, le jeux sont faits. Senza saltare una scadenza, puntuale come un orologio svizzero, col ritmo di un film all’anno, lavorando con una squadra che è ormai diventata una grande ed affiatata famiglia, Pupi Oggiano ha messo finalmente il punto alla sua esalogia. E lo ha fatto col botto, con un film che è sicuramente il più intimo e personale dei sei, ma anche il più concettuale e mistico, nel quale bisogna entrare con attenzione, in punta di piedi, e farsi trasportare dalle molteplici emozioni che la pellicola riesce ad evocare. Su una sceneggiatura scritta insieme ai fidi Gabriele Farina, Corrado Artale ed al grande Antonio Tentori, Oggiano ci porta dentro un suo incubo personale, che lo ha accompagnato per buona parte della sua vita e lo ha spinto alla creazione di questa ormai mitologica esalogia, incubo che è riuscito ad esorcizzare grazie anche, e soprattutto, al cinema.

Laura è una giovane che da un po’ di tempo si sveglia nel cuore della notte perseguitata da loschi figuri che le appaiono ai piedi del letto e che cercano da lei la risposta su chi di loro faccia più paura. Spinta dall’amica Giulia, Laura deciderà così di intraprendere un percorso di terapia di gruppo, guidato dallo psicologo Martino Des. Qui farà la conoscenza di altre persone che come lei hanno problemi e paure, quattro donne e due uomini. Giorno dopo giorno, però, i pazienti del dottor Des cominceranno a morire come mosche, e, mentre la polizia cercherà di capire qualcosa in questa intricata situazione, verrà a galla una sconcertante verità.

I film dell’esalogia di Oggiano sono tutti squisitamente autoconclusivi, così che lo spettatore potrebbe vederne uno a caso e goderselo come storia a se stante. Ma se si vedono tutti di seguito, così come il regista li ha partoriti, sicuramente ne uscirà un fil rouge che non può che portarci qui, a questo capitolo conclusivo, dove tutto viene rivelato. Se gli altri cinque film accennavano solo in parte ai precedenti, questo sesto ha invece un impianto di fondo che si appoggia molto sulle altre pellicole, che riunisce e incasella nel deflagrante finale. A partire dai villain che popolano gli incubi della dolce Laura, che sono i cinque protagonisti neri dei film precedenti: l’aliena, mirabilmente interpretata da Anna Panero, rappresenta la fantascienza de La Paura Trema Contro; il Diavolo, il grande attore torinese Diego Casale, è il protagonista dell’horror Ancora Pochi Passi; e poi abbiamo la sensuale Rebus, la bellissima Athena Privitera, killer affascinante del thriller Nel Ventre dell’Enigma; troviamo poi lei, la Signora Morte, interpretata dal tuttofare Maurizio Terenzi già visto in molti ruoli dell’esalogia, direttamente dal fantasy …e tutto il Buio che c’è Intorno; ed infine, come dimenticare l’oscuro e conturbante Metallo, l’attore Maurizio Carlini, villain originalissimo del giallo Svanirà per Sempre? Insomma, le pietre miliari ritornano, così come tornano il commissario Augusto Terzi ed il suo braccio destro Pat Calcabrini, già più volte impegnati ad investigare sui set della nostra esalogia, interpretati da Osmar Santucho e dallo stesso Oggiano; coppia ironica e sorniona, qui si tingerà, però, di un velo di tristezza, indossato sempre, tuttavia, con un amaro sorriso agli angoli della bocca. Della squadra di Pupi ritroviamo tanti nomi, dalla sottoscritta, ormai al suo terzo (quarto?…) film con lui, a Clarissa Allia, Tita Giunta, Alis D’Amico, Paolo Mazzini, Omar Vestri, Giulia Curreri, Maurizio Parietti, Giada Dovico e Massimo Sacco. Tra i nomi nuovi cito la bravissima protagonista Matilde Amato, al suo debutto sul grande schermo, perfetta nel ruolo della dolce e sperduta Laura che pian piano, grazie ai suoi incubi, ritroverà se stessa, Fabio Farronato, Elena Forno, ed il direttore di Mondospettacolo Alex Cunsolo in uno spassoso cammeo. Come non ricordare, infine, Antonio Tentori che, oltre a firmare la sceneggiatura, interpreterà se stesso alla fine del film, regalandoci un mini saggio su cosa sia realmente la Paura, questa grande e potente protagonista della vita di tutti noi. Come sempre girato a Torino, Contro un Iceberg di Polistirolo si avvale ancora delle potenti musiche composte da Pupi Oggiano, del trucco della make-up artist Gloria Corradino, del montaggio di Alessandro Benna e della fotografia di Luca Ferrato, che trasforma gli interni in spazi da sogno, in contrasto coi luminosi esterni che come sempre mettono in risalto le meraviglie del capoluogo piemontese, set privilegiato di tutta l’esalogia.

La suspense non manca, l’ironia neppure, e, soprattutto, questo film aiuta a mettere in movimento le nostre sinapsi cerebrali. Astenersi chi non si sente portato alla riflessione e cerca invece la storiellina dagli spaventi facili e senza implicazione alcuna. Pupi in questi sei anni ha voluto scherzare, ma con molto amore e rispetto, su quel genere che da sempre lo ha spinto a fare cinema, e l’ha fatto inserendo quella punta di personalissima ironia in ognuno dei suoi lavori, che qui culmina nei surreali dialoghi dei cattivi tutti riuniti intorno al letto della povera Laura, che, se dapprima è spaventata da queste insolite visite notturne, molto presto arriverà ad infastidirsi ed annoiarsi della loro costante presenza che le impedisce di dormire. Pupi parla della Paura, ci scherza su, la demitizza, e la ridimensiona passando attraverso la messinscena cinematografica. È questo che rende il suo progetto geniale ed unico, per lo meno in Italia. Egli conosce bene tutti i sottogeneri dell’horror che ha toccato durante questi anni, e li ha fatti propri, ne ha estrapolato i cliché per riderci su, e dimostrare come in fondo, se si faranno “ancora pochi passi nel ventre dell’enigma tutto il buio che c’è intorno svanirà per sempre contro un iceberg di polistirolo”, nonostante sembrasse all’inizio che la Paura tremasse e remasse contro tutto e tutti. La Paura c’è, esiste, ma se affrontata nel modo giusto può anche servire a farci sorridere, a farci scoprire che non tutti i nostri timori sono insormontabili come sembrano. La presenza, poi, del teatro come edificio fisico, nel quale ambientare una delle scene cardini del film, ricollega tutto all’importanza della finzione, mostrata anche in un’esilarante scena di backstage. Del resto, citando Poe, “tutto quello che vediamo, quel che sembriamo, non è che un sogno dentro un altro sogno”. Questo è, quindi, il messaggio intrinseco dell’opera di Oggiano: la vita non è che lo specchio di un sogno, e le paure che vi si incontrano non sono che iceberg fatti di polistirolo, basta solo avere il coraggio di affrontarle! E se, seguendo il folle di Providence, la paura è davvero uno dei sentimenti più atavici dell’uomo, è anche vero, e comprovato, che spesso è immotivata, basti pensare alle risate liberatorie che ci pervadono dopo la maggior parte dei grossi spaventi quotidiani, o durante la visione di un horror al cinema! Paura ed ilarità, quindi, vanno spesso di pari passo, e questo Pupi lo sa bene, e perciò decide di dare un taglio quanto mai ironico alla parte del suo film che parla della Paura, le gira intorno, ne fa il suo fulcro strutturale portante. Non si deve smettere di avere paura, anche perché questo non sarebbe possibile: si deve solo imparare ad affrontarla in maniera consapevole, combattendo, credendo in noi stessi, e tutto ci apparirà un po’ meno minaccioso, anche ciò che è, in effetti, temibile e preoccupante.

Un’avventura lunga, quindi, quella dell’esalogia, ed anche un tantino audace, ma si può, senza paura di essere smentiti, affermare che Pupi e la sua squadra, che ormai è un po’ anche la mia, hanno fatto centro, ed hanno vinto la sfida! Eppure di paure e di ostacoli ce ne sono stati eccome, in questi sette anni, ma Contro un Iceberg di Polistirolo, e tutta la gente che ha riempito il Cinema Massimo per la prima nazionale, dimostrano che con coraggio ed un pizzico di follia si possono abbattere tutti i muri e raggiungere qualsiasi traguardo ci si prefissi. Perché, a ben guardare, la Paura genera anche adrenalina, e l’adrenalina non è certo un elemento negativo, anzi, quelle sensazioni che ci provoca ci danno l’impressione di poter spaccare il mondo e di non avere niente e nessuno che possa ostacolarci. E così Pupi Oggiano, partendo da una sua motivazione personale molto profonda, ha deciso, un bel giorno, di prendere per mano la Paura e di intraprendere un viaggio di sette anni al suo fianco. Poiché in questo film si strizza più di una volta l’occhio all’onirismo di Lynch, direi che il sottotitolo dell’esalogia potrebbe essere “Paura cammina con me”, omaggiando il grande regista statunitense. Pupi desiderava esorcizzare una sua grande paura, ed invece di andare dallo psicologo, per farlo ha deciso di girare sei stupendi film, coinvolgendo anche il pubblico nella sua grande seduta psicanalitica alla ricerca degli strumenti che permettano di convivere con le nostre paure quotidiane. Certo, nella vita tutti andiamo incontro al nostro Destino, contro il quale, ahimè, non si può combattere, ma in attesa che si compia il nostro fato non dobbiamo chiuderci in casa timorosi ed aspettare, ma andare incontro al mondo, arrivando, senz’altro, alla nostra catarsi personale che renderà tutto più chiaro ai nostri occhi, dissipando le nebbie del dubbio e del timore.

Come tutti i capitoli dell’esalogia, anche quest’ultimo è uscito accompagnato dal cd della colonna sonora firmata da Oggiano e dalla bellissima novelization, questa volta più intrigante ed appassionante che mai, ad opera di Corrado Artale. Che dire, adesso avete davvero tutti i tasselli che vi servono per leggere, conoscere e decodificare questa affascinante saga cinematografica che, ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, sottolinea come il cinema di genere in Italia non solo non è morto, ma è pure in buona salute, basta solo saper cercare, guardare, ed andare oltre, e liberarsi da sciocchi preconcetti e da insensate paure.
Il film è attualmente disponibile in dvd Home Movies.
https://www.imdb.com/it/title/tt33368413
