CORTI DELLA FORMICA: seconda serata

Mercoledì 10 ottobre ore 20,30 TEATRO TRAM, via Port’Alba 30 -NAPOLI

Seconda serata di programmazione contraddistinta dal colore giallo, tre corti che, con stili differenti, ci immergono nelle atmosfere noir del thriller psicologico
EFFETTO WERTHER testo e regia Gianluca Ariemma

con Marcello Gravina| Giulia Navarra| Gianluca Ariemma

impianto scenico Carmine Claudio Covino effetti sonori Alessandro Calamo aiuto regia Elio Amedeo

L’espressione effetto Werther si riferisce al fenomeno per cui la notizia di un suicidio pubblicata dai mezzi di comunicazione di massa provoca nella società una catena di altri suicidi. Il testo parte dal microdramma di Corinne Choule che cerca un inquilino a cui subaffittare il proprio appartamento. Appena lo spettatore riconosce la donna come protagonista, questa si suicida lasciando al nuovo inquilino, Cobb, l’impegno di mandare avanti la trama. Questo nasconderà il cadavere di Simone Choule in un baule e negherà spudoratamente della sua esistenza ai vicini, terzo fondamentale personaggio inserito da Rolan Topor. Questi, infatti, come stavano già facendo con l’inquilina precedente, inizieranno un gioco sadico e violento sulla psicosi “dell’inquilino del terzo piano” fino a portarlo ad una trasformazione. La principale differenza con il testo di Topor è il momento da cui parte la narrazione: Corinne Choule è ancora in vita e viene presentata affinché possano esser fatte analogie con il nuovo inquilino che subirà la trasformazione. La serie di stratagemmi usati per spostare l’attenzione dal vero obbiettivo della trama, servono a dare un impronta alla Hitchcock, a metà tra Psycho e Nodo alla Gola. Lo spettatore, messo avanti nella linea della narrazione, non deve realizzare l’inconscia volontà di Cobb, ma deve sperare che i vicini non scoprano il cadavere di Corinne mentre, lentamente, con sadica e lucida consapevolezza, stanno trasformando l’inquilino portandolo al suicidio. Il testo è molto rapido, battute brevi, brillanti, che a tratti lasciano dietro quella comicità esilarante ma amara per l’amara circostanza. Lo spettatore avrà, per tutto il tempo, la sensazione di spiare all’interno di una casa che non gli appartiene, a tratti, sentendosi anche di troppo per le vicende disagianti che si verranno a creare. Il pubblico compirà un viaggio insieme a Cobb e Corinne in una trama che scava, melliflua, nella psiche dei personaggi ed in quella degli spettatori.

IL RE È NUDO testo e regia Giovanni De Luise

con Francesco Palumbo

musiche, sound e live elettronic Gianluca Catuogno tecnico video Antonio Federico

Con questo spettacolo si è voluto studiare il rapporto morboso con il web, da parte della prima generazione dei nostri tempi. Il rapporto con l’altro, è un rapporto fatto di parole scritte, brevi momenti di felicità, video, ma un rapporto lontano dal vero, inteso come “fisicamente vissuta” tra persone al di fuori del web. Il protagonista, Renatino, è il Re o meglio detto il Re’, diminutivo di Renatino, un giovane ragazzo che attraverso i social trova la sua affermazione. Lo stesso si autoreclude nel proprio appartamento, perché tutto ciò che c’è al di fuori non gli piace, o meglio tutto tranne Maria. Quest’ultima è l’unico pretesto che ha per uscire di casa, la sua motivazione. Renatino è un ragazzo comune, formatosi in casa, tramite il web. Nella sua vita attuale diviene tutto ciò che vuole, e riconosce in essa un luogo sicuro dove può allontanare sin anche le malattie, sessualmente trasmissibili e non. Un luogo dove tutto si può trasformare in un grande sogno e meno in una realtà.

LA MADRE DI TUTTE LE TRAGEDIE di Ivan Luigi Antonio Scherillo

regia Emanuele Scherillo

con Assunta D’Emilio | Ivan Luigi Antonio Scherillo | Marina Bellucci | Emanuele Di Simone | Emanuele Scherillo

In un non luogo troviamo tre ragazzi. Difficile trovare riferimenti utili a contestualizzare il luogo ed il tempo. L’unico suono, escluse le loro voci, è quello di una frusta, unito alle urla di dolore di un uomo che non viene mai visto per tutta la durata dello spettacolo. Questi tre ragazzi, intanto, vivono di stenti, tra un gioco e l’altro. Chi sono e dove sono? E chi è la persona che stanno evidentemente seviziando? Potrebbero essere angeli vendicatori, oppure delle giovani mente perdute rinchiuse in un manicomio. Saranno quello che ognuno sceglierà che essi siano. Innocenti o colpevoli? Vittime o aguzzini? Adulti o bambini? Ognuno di noi darà la propria sentenza. E attribuirà tempo e luogo a questa tragedia.