Cristiana Verardo: le ricorsività della vita

Quali sono i “Maledetti ritornelli” che ti rincorrono sempre, ti trovano anche quando ti nascondi… quali sono e soprattutto perché ci sono? Sottili domande a cui forse non c’è una sola risposta… o è altrettanto vero che la risposta è figlia di ognuno di noi, della nostra vita, del nostro modo di stare al mondo. Ad ognuno i suoi maledetti ritornelli. Ed è questo il titolo scelto per il nuovo disco di Cristiana Verardo che vede anche la splendida partecipazione di Gnut proprio per la title track dell’album, protagonista anche del documentario “Maledetti ritornelli – behind the song” prodotto da Teresa Film con il sostegno di Puglia Sounds Producers 2020/2021 per la regia di Giuseppe Pezzulla. Un disco di tante voci, di tante collaborazioni ma soprattutto di un bellissimo modo di pensare al suono e alla sua eleganza, senza stravolgimenti e con intelligenti appigli ai grandi classici. Parliamo di bellezza che in un disco di vita come questo ce ne sta parecchia…

Noi partiamo sempre parlando di bellezza. E questo disco che dal bello superficiale cerca di evadere direi che è perfetto per indagare la vera bellezza. Per Cristiana Verardo cos’è?
Dove sposto lo sguardo e mi viene da sorridere.

E dove la ricerchi in genere?
Più che ricercare, cerco di riconoscerla e di vivermela, anche se la patina di stress e ansie che ci ritroviamo sopra molto spesso distoglie.

Un disco come questo pensi che l’abbia trovata la vera bellezza?
Non lo so.

Bellissimo questo brano con Gnut. Bellissimo questo sapore agrodolce di sud… mescolanza di terre di confine e di confini oltre la terra battuta. Cosa cercavi e cosa hai trovato?
Cercavo una canzone ispirata dalla mia terra, e l’ho trovata.

E poi il documentario. Ma la domanda è: una canzone nasce davvero in quel modo oppure è soltanto uno dei modi possibili?
Le canzoni possono nascere in mille modi. A volte si parte dal testo, a volte dalla musica, a volte da un titolo, da una suggestione etc… Anche il percorso che porta poi al compimento della canzone è sempre un percorso a se, personalmente ci sono state canzoni di quest’album che ho scritto in due ore e canzoni che ho scritto, rivisto, riscritto in due mesi. Lo senti poi il momento in cui la gestazione è finita ed è pronta per venire al mondo.