Croce e delizia: una commedia per tutti i generi

Croce e delizia è una commedia che porta alla ribalta il classico scontro tra famiglie povere e ricche, un tema classico della Commedia all’italiana,.

Ma cosa succede se i due rispettivi capi famiglia , dopo essere stati sposati e ora con i figli adulti, si scoprono gay e si innamorano?

croce e delizia

Questo il trait d’union di una commedia che affronta il tema dell’omosessualità in modo divertente e garbato.

Secondo lungometraggio di Simone Godano, dopo il successo di Moglie e marito, continua ad affrontare una tematica a lui congeniale, ovvero quello dello scontro di generi.

Se era stato tra uomo e donna nel primo, qui si affronta lo scontro sociale e anche di status tra due famiglie causato dall’improvvisa scoperta dell’omosessualità dei due protagonisti.

Protagonisti che sono rispettivamente Carlo Petagna (Alessandro Gassman), pescivendolo verace ormai vedovo, e il sofisticato mercante d’arte Tony Castelvecchio (Fabrizio Bentivoglio), il quale, dopo tante donne nella sua vita, scopre il vero amore per Carlo. Lo scoccare della scintilla dell’amore omosessuale, accarezzando anche l’idea di un matrimonio, porta i due a scontrarsi con i rispettivi primogeniti Sandro Petagna (Filippo Scicchitano) e Penelope Castelvecchio (Jasmine Trinca).

Giocata molto sulle differenze sociali (e su una improbabile lazialità come tifo calcistico per Alessandro Gassman, che non ha negato in modo divertito la difficoltà per interpretare il ruolo), la commedia scorre sui classici binari dello scontro tra i familiari. Familiari contrari all’idea dell’amore tra i non più giovanissimi genitori e che si scoprono pieni di pregiudizi, che  non derivano solo dalle differenti classi sociali e dal tenore di vita.

Il risultato finale è una gradevole operazione, impreziosita da un Fabrizio Bentivoglio in gran spolvero e da una Jasmine Trinca che, una volta tanto, non deve affrontare personaggi tristi e pieni di problemi. Qui la troviamo in ruolo molto divertente, a riprova che la commedia non sminuisce affatto la bravura di consumati attori e attrici in parti drammatiche.

La croce e delizia del film la troviamo tutta nell’affrontare argomenti spigolosi e, a volte, pieni di contraddizioni. E, se molti potranno pensare che questa ondata gay che prosegue gioiosamente da oltreoceano abbia giustamente contagiato anche il nostro paese, in realtà essa ha contribuito a far avanzare politiche decisamente avverse. Forse creando ulteriore scontro sociale su un terreno davvero scivoloso come quello dell’amore, etero o gay che sia, che il lungometraggio mette in luce.

In definitiva, un giudizio più che valido per il regista e per il cast di prima scelta, nell’ambito di una commedia divertente che non alza i toni su un argomento ormai scontato. E, per parafrasare il titolo, la solita deliziosa commedia con la croce dell’omosessualità, che croce non è affatto, anche se alcuni la pensano diversamente.

 

 

Roberto Leofrigio