Viviamo dentro un teatro saturo di rumore. Pantomime continue, emergenze seriali, guerre confezionate con la precisione di un algoritmo emotivo, scandali che affiorano e vengono subito inghiottiti dal ciclo successivo dell’indignazione. E allora i file di Epstein diventano folklore da salotto, i fantavirus si trasformano in liturgie mediatiche, l’esposizione costante sostituisce la comprensione.Tutto è visibile ma nulla è davvero visto. Ed è forse questa la constatazione che più sgomenta: l’ipnosi collettiva non solo resiste, ma straborda. Non ha più bisogno di censura brutale, perché oggi il sovraccarico basta da solo. Troppe informazioni, troppe versioni, troppi impulsi simultanei. La mente stanca non cerca la verità: cerca tregua. E la tregua, quasi sempre, coincide con la delega.Si assiste così a un paradosso magnificamente tragico. Mai come oggi gli esseri umani hanno avuto accesso ai meccanismi del potere, eppure mai come oggi sembrano incapaci di sostenere il peso della consapevolezza. La verità non viene nascosta…viene diluita, ridicolizzata, frammentata, gettata nel flusso continuo dell’intrattenimento, finché ogni cosa perde densità e tutto diventa equivalente: una guerra, un meme, uno scandalo, una pubblicità. Che resta da fare? Noi ci abbiamo provato. E continueremo a provarci. Non per sentirci migliori, né per coltivare l’illusione narcisistica di essere “i pochi che hanno capito”. Sarebbe solo un’altra forma di sonno… Ma perché esiste una responsabilità silenziosa in chi, almeno per un istante, ha intravisto il meccanismo dietro la scenografia. Allora si pianta il seme…Con pazienza, con lucidità, senza isteria e senza fanatismi. Si lascia lì, nella terra dura di questo tempo anestetizzato. E poi si aspetta…Forse verrà calpestato. Forse resterà dormiente per anni. Oppure, quando le condizioni saranno favorevoli, quando il rumore collasserà sotto il peso delle proprie contraddizioni, quel seme troverà finalmente il coraggio di germogliare. E a quel punto non servirà convincere nessuno. Perché chi si sveglia davvero, riconosce da sé la differenza tra la luce e il riflesso.
Carmen Cascone
Diritti d’autore (L.633/1941)
