Dopo il grande successo, al Churchill Caffè Events,viene prorogata sino al 30 Giugno la mostra “Relitti – Ciò che resta degli dèi”

Un viaggio artistico tra mito classico, memoria e materiali restituiti dal mare

Si è svolta giovedì 14 maggio a Milano, presso il Churchill Caffè Events, l’inaugurazione di “Relitti – Ciò che resta degli dèi”, la prima mostra personale dello scrittore, giornalista ed editore Simone Di Matteo

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Ancora una volta Di Matteo sorprende il pubblico con un progetto artistico originale e fortemente evocativo. L’esposizione, inizialmente prevista fino al 21 maggio, ha riscosso un consenso così immediato da ottenere una proroga fino al prossimo 30 giugno.

Ho avuto l’onore e il piacere di presentare la serata dell’amico Simone Di Matteo, introducendo anche gli illustri ospiti presenti all’inaugurazione

Al centro ci sono “artesculture” create utilizzando materiali restituiti dal mare: frammenti, conchiglie, ciottoli, scarti e relitti che prendono nuova vita attraverso un processo creativo intenso e simbolico.

Lo stesso artista ha raccontato di aver accolto con sorpresa e profonda gratitudine l’affetto ricevuto dal pubblico, sottolineando quanto sia stato emozionante vedere tante persone soffermarsi davanti alle opere e lasciarsi coinvolgere dal loro significato più intimo.

Un riscontro che, per chi vive l’arte come continua ricerca di comprensione e dialogo, assume un valore particolarmente forte.

“Relitti” rappresenta il primo capitolo di un percorso artistico più ampio destinato a svilupparsi in future esposizioni. E questa raccolta inaugurale affonda le proprie radici nel mito greco e latino, reinterpretato in chiave contemporanea.

Dalle opere emergono volti e maschere di dèi e semidei dell’Olimpo, figure consumate dal tempo e dalla materia che sembrano riemergere dagli abissi per osservare il presente con sguardo critico e malinconico.

Lontano da ogni idealizzazione classica, Di Matteo restituisce al pubblico divinità ferite, imperfette, quasi smarrite, trasformando il mito in uno specchio della contemporaneità.

È proprio in questa tensione tra bellezza e rovina che si manifesta la forza del progetto: un linguaggio artistico personale, istintivo e necessario, capace di coniugare materia, memoria e suggestione.

La serata inaugurale ha registrato oltre cinquanta presenze tra artisti, giornalisti, personaggi dello spettacolo e professionisti del settore.

Tra gli ospiti intervenuti anche Luca Burini, l’artista Fabrizio Pella, che ha omaggiato Di Matteo con un’opera dedicata al suo ultimo libro Gli occhi e la rosa, Christian D’Antonio, il cantante DoDo Lauriola

la giornalista Ilaria Burzi, lo stilista Saro Taranto, il giornalista Fabrizio Barbuto e il calciatore dell’Inter Ange-Yoan Bonny.

Presenti inoltre il papirologo Aristide Malnati, che ha accostato le opere all’Art Brut degli anni Trenta, il fotografo Antonio Guccione, che ha definito le artesculture “veri e propri gioielli innovativi”, la conduttrice Rajae Bezzaz, la cantante Wanda Fisher, la cantautrice Laura Bono e molti altri volti noti del panorama culturale e dello spettacolo.

Con “Relitti”, dunque, Di Matteo apre una nuova fase del suo percorso creativo, dimostrando come anche ciò che viene abbandonato possa trasformarsi in arte, memoria e riflessione sul nostro tempo.

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