
In un panorama politico spesso autoreferenziale, c’è chi ha deciso di tornare alla realtà, alle strade, ai volti, ai problemi concreti. Gabriel Corasaniti è tra questi. Giovane, diretto, impegnato. È uno dei riferimenti territoriali più attivi legati al pensiero e al messaggio del generale Roberto Vannacci. Con una base operativa salda in Lombardia, Corasaniti porta avanti un lavoro capillare, fatto di incontri, reti e azioni politiche tangibili.
“La gente non vuole slogan, ma coraggio e coerenza”
«Vannacci ha ridato voce a un’Italia che non si piega, che vuole parlare chiaro. Ma ora serve passare dalle parole ai fatti. Il mio compito è questo: stare tra la gente, ascoltare e costruire», ci racconta Corasaniti.
Lombardia: cuore operativo e laboratorio di proposte che si estende in tutta Italia
Tutto parte dalla Lombardia, dove Corasaniti sta costruendo una rete militante, dinamica e coerente. «In Lombardia abbiamo avviato un tavolo operativo che ha dato vita a una nuova e strategica collaborazione con l’associazione Il Nord X Vannacci. Non è solo un nome: è la volontà di tradurre idee forti in strutture territoriali solide.» Il suo progetto parte da Milano, ma si espande costantemente. «La nostra base operativa è Milano, ma ci spostiamo in tutta Italia, ad esempio a Prato in Toscana abbiamo incontrato Claudiu Stanasel, vicepresidente del consiglio comunale di Prato, per un confronto sui temi della sicurezza, dell’identità e dell’Europa reale, non quella tecnocratica. E siamo stati a Caraffa di Catanzaro in Calabria, comunità arbëreshe, dove ho conosciuto Serena Notaro, presidente del consiglio comunale, con cui abbiamo avviato un dialogo profondo sulla valorizzazione delle minoranze culturali italiane.»
“Anticomunista”: un manifesto valoriale
Corasaniti è anche autore di Anticomunista, libro manifesto della sua visione politica: diretta, identitaria, senza compromessi. «Non è un libro nostalgico o ideologico. È una presa di posizione netta contro chi, ancora oggi, cerca di imporre un pensiero unico. Difendere la libertà, la famiglia, la patria, la proprietà privata, il merito: questo è il nostro campo di battaglia.»
Il libro sta circolando attivamente tra i giovani e viene spesso presentato durante gli eventi sul territorio. «Ogni firma è una dichiarazione d’intenti. Chi prende in mano Anticomunista sceglie da che parte stare.»
“Il nostro modello è l’Italia vera, non quella patinata”
«Il nostro modello è l’Italia dei padri, delle madri, delle botteghe, delle periferie. È l’Italia che lavora, che crede nei confini, nella storia e nella responsabilità. Non l’Italia patinata dei salotti, dei moralismi a corrente alternata», continua Corasaniti, senza giri di parole.
Il suo linguaggio è netto, ma i suoi toni non cercano mai lo scontro fine a sé stesso. «La nostra è una rottura costruttiva. Non vogliamo distruggere, ma ricostruire. E per farlo ci serve una base: giovani motivati, amministratori presenti, cittadini attivi.»
Giovani, identità e futuro
Particolare attenzione è dedicata ai giovani, spesso esclusi dai processi decisionali: «Quando parlo di giovani non parlo solo di eventi o post sui social. Parlo di farli sedere ai tavoli dove si decidono le cose, coinvolgerli nella progettazione, formarli alla cittadinanza attiva. Abbiamo bisogno della loro energia, ma anche di dar loro fiducia e strumenti.»
E poi c’è il tema dell’identità: «Conoscere le proprie radici, valorizzare le tradizioni, riscoprire il senso di comunità: tutto questo non è nostalgia, è la base per costruire un futuro solido. La cultura, se la sai usare, è uno strumento di rinascita.»
Una rete che cresce
Corasaniti lavora anche per costruire un legame tra realtà territoriali e figure istituzionali più ampie: «Stiamo collaborando con amministratori locali in modo molto operativo. Non caliamo soluzioni dall’alto, ma mettiamo insieme risorse, idee e persone per trovare risposte condivise.»
Conclusione: una nuova classe dirigente
Gabriel Corasaniti rappresenta una nuova generazione che non ha paura di scegliere. La sua azione, ispirata al solco tracciato da Vannacci, è concreta, militante, costante. E soprattutto presente.
«Non ci interessa piacere a tutti. Ci interessa lavorare con chi ha il coraggio di cambiare le cose. Non per ambizione personale, ma per restituire dignità a una terra che ce lo sta chiedendo a gran voce.»
