Hotel, ristoranti, bar, negozi, stabilimenti balneari e centri commerciali utilizzano ogni giorno musica. Una nuova piattaforma vuole rendere più semplice per queste attività individuare e gestire le autorizzazioni necessarie.

Quando si parla di diritti musicali, l’immaginario conduce immediatamente ai grandi concerti, ai festival o alle discoteche.

La realtà è molto più ampia.

La musica accompagna ogni giorno migliaia di attività economiche: è nella hall di un hotel, nella sala di un ristorante, all’interno di un centro commerciale, in uno stabilimento balneare, durante una convention aziendale o una festa di matrimonio.

Sono situazioni estremamente diverse, accomunate però dalla necessità di gestire correttamente l’utilizzo delle opere musicali.

Ed è proprio questa grande area di mercato a rappresentare uno dei terreni sui quali vuole intervenire SoundRights, piattaforma italiana dedicata all’automazione delle licenze musicali.

Il progetto si rivolge esplicitamente a organizzatori di eventi, venue, sale congressi, discoteche, DJ e wedding planner, ma anche a resort, hotel, ristoranti, bar, commercianti, centri commerciali, parchi tematici e stabilimenti balneari.

Una platea che inserisce SoundRights in un processo più ampio: la digitalizzazione delle PMI e del settore hospitality.

Negli ultimi vent’anni molte di queste imprese hanno adottato sistemi digitali per le prenotazioni, il pagamento, la gestione dei clienti o la vendita online. Secondo il comunicato della piattaforma, la gestione delle autorizzazioni musicali sarebbe invece rimasta caratterizzata da una maggiore frammentazione e complessità burocratica.

SoundRights prova a colmare questa distanza.

Il principio è quello di concentrare in un solo portale attività che oggi possono richiedere passaggi differenti: individuazione della licenza, confronto delle opzioni, preventivazione, acquisto e gestione documentale.

Per una piccola impresa il tema non è secondario.

Ogni ora dedicata all’interpretazione di normative o alla ricerca della procedura corretta è un’ora sottratta all’attività principale.

Da questo punto di vista, il valore dell’automazione non consiste soltanto nella velocità, ma nella possibilità di abbassare la barriera di competenze necessarie.

Un albergatore dovrebbe potersi occupare dell’esperienza dei propri ospiti. Un ristoratore del servizio e della cucina. Un wedding planner dell’organizzazione dell’evento.

La tecnologia può assumere il compito di tradurre una materia specialistica in un percorso guidato.

È su questa promessa che SoundRights costruisce uno dei propri pilastri: “meno burocrazia, più tempo”. Il progetto dichiara inoltre di puntare alla riduzione dei costi e alla prevenzione delle sanzioni derivanti da procedure non corrette.

Interessante anche il posizionamento nei confronti degli organismi che gestiscono i diritti.

SoundRights sottolinea infatti la propria indipendenza e precisa di non voler entrare in conflitto con le collecting society, ma di voler rendere le loro offerte maggiormente accessibili attraverso un’unica interfaccia.

È una logica tipica delle piattaforme digitali: non sostituire necessariamente gli attori esistenti, ma costruire un nuovo livello di relazione tra questi ultimi e l’utente finale.

Se il modello riuscirà a svilupparsi, il licensing potrebbe diventare per molte PMI un servizio digitale alla pari di prenotazioni, pagamenti o fatturazione.

Un cambiamento apparentemente tecnico, ma significativo.

Perché la vera digitalizzazione non consiste nell’aggiungere tecnologia a un processo complicato.

Consiste nel fare in modo che quella complessità non ricada più sull’utente.

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