Daria: quanta semplice genuina identità

Parliamo di bellezza come sempre e lo facciamo con una nuova voce della scena nostrana, nuova perché tradisce quell’ingenuità che la rende bella proprio per tutte quelle soffici ridondanze di forma e di stile, di questi piccoli “errori” estetici che troviamo dentro le clip, per queste smagliature che non offendono ma, secondo noi, arricchiscono. Lei è Daria che oggi pubblica di nuovo un disco dal titolo “Combinazioni” e lo fa questa volta con la Interbeat di Roma arricchendo la tracklist di quella canzone dal titolo “Andrà tutto bene” ospitato anche in “Fatto in Quarantena”, compilation promossa e voluta dal Mei di Faenza. Dunque “Combinazioni” è un disco di semplice pop italiano in cui la timbrica e quel certo modo di cantare ricorda la bella tradizione in rosa, la Mannoia su tutte… ma di tutto questo ci piace ancora una volta sottolineare l’umanità che passa inevitabilmente per le pieghe non sempre perfette di un lavoro fatto a mano e non soltanto con i computer. Che sia questo un nuovo inizio per la canzone italiana troppo spesso fredda nelle sue perfezioni.

Noi iniziamo sempre parlando di bellezza. E in questo disco trovo che questa parola abbia radici assai classiche. Nello specifico per Daria cos’è la bellezza?
Credo che la bellezza si possa trovare in ogni cosa, anche la più piccola, può essere un gesto o qualcosa che vedi, ma dà sempre quella sensazione che illumina gli occhi e fa sorridere

Estetica cantautorale, un mood pop rock… quanto l’estetica influisce sul contenuto secondo te?
Molto poco, penso che l’estetica debba essere un contorno del contenuto, alla base ci deve essere la sostanza, l’estetica è solo qualcosa in più.

Parliamo di bella musica leggera italiana (anche se dalla tua ci sono molte sfumature rock): parlaci delle tue radici. Sbaglio o ce ne sono diverse che arrivano dall’America?
Principalmente tendo alla musica italiana ma ascolto tutto, quindi probabilmente si c’è anche qualche influenza di musica americana, ma per quanto riguarda le mie radici sono più che altro nella musica italiana, dei grandi autori del passato, e anche di autori più recenti, diciamo di un certo tipo di scrittura ecco.

“Combinazioni” è una parola importante, bella e impegnativa… per te cosa sono le combinazioni? Anch’esse fanno parte della bellezza?
Per certi versi si, possono esistere delle combinazioni che fanno parte della bellezza, in fondo le combinazioni sono quegli eventi che ti lasciano un pò stupito, non sai spiegare bene il perchè ma accadono, e possono portare qualcosa di buono.

Il viaggio dentro questi due video. Anche se precedenti a quel che stiamo vivendo sembrano aver dato un messaggio di evasione e di libertà… sembrano scritti per il tempo di oggi…
Probilmente entrambi i video si possono adattare ai tempi attuali, anche se in modi diversi e in temi diversi cercano di far trasparire la voglia di far andare bene le cose e avere serenità.

Nel tempo di oggi invece, hai rivisto e corretto il tuo modo di pensare alla musica, al tempo, alla bellezza?
Assolutamente no, credo che siano cose istintive, che vengono dal profondo, controllarle o cercare di renderle diverse da quello che si sente in realtà non credo abbia molto senso, e soprattutto si vivrebbero male, non come si vorrebbe.