Un solido background accademico al Saint Louis, cinque anni vissuti intensamente a Manchester per scolpire la propria identità artistica e sessioni di registrazione a Nashville: il percorso di Dario Distasi respira da sempre un’aria internazionale. Oggi, con oltre 100.000 ascolti sulle piattaforme digitali e un’evoluzione sonora sempre più vicina a un pop avvolgente e cinematografico, il cantautore si racconta in questa intervista esclusiva per Mondo Spettacolo. Dal lancio del suo nuovo, evocativo singolo “City girl” — in uscita il 19 giugno insieme al videoclip firmato da Diego Mercadante — fino al rapporto viscerale con il proprio pubblico e ai progetti di un 2026 che si preannuncia come il suo anno più prolifico, scopriamo da vicino la determinazione e i sogni di un artista indipendente in continua ed entusiasmante metamorfosi.
Cos’è per te la musica? Quanto conta la passione e lo studio per avviare una carriera musicale? Tu hai alle spalle una solida formazione accademica, dal diploma in chitarra al massimo dei voti fino agli studi al Saint Louis.
Ho una necessità costante di creare, comunicare attraverso la mia musica, quindi credo sia davvero l’aria che respiro.
Non credo ci sia nulla di più completo della musica che sia possibile studiare: è concreta e al tempo stesso sfuggente, fa parte del suo fascino. Essere un artista richiede moltissima motivazione: ci si investe tutti sé stessi e richiede molte rinunce.
Il 19 giugno esce il tuo nuovo singolo, “City girl”. Quali sono i temi trattati e cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo per raccontare questo incrocio di attrazioni, treni presi al volo e porte socchiuse?
Attraverso la storia di un incontro, parlo di ciò che la vita ci spinge a diventare fino alla ricerca di un modo di scappare; di mettere in pausa la nostra quotidianità per abbracciare almeno per un po’ i nostri sogni.
Nel testo scavi nei dubbi quotidiani con una scrittura essenziale ed evocativa, mentre nel videoclip diretto da Diego Mercadante si mette in scena la lotta interiore di una tentazione durante una festa. Quanto c’è di autobiografico nelle tue canzoni?
Molto. Penso che il video racconti bene la storia di qualcuno che deve rappresentare un figurante, ma che ha solo voglia di scoprire ciò che ha di fronte ma non riesce più a vedere.
Hai vissuto e operato per cinque anni a Manchester e hai registrato persino a Nashville, arrivando a unire il tuo cognome proprio per essere più memorizzabile all’estero. In che modo i social possono essere utili per l’attività di un artista indipendente e dal respiro internazionale come te?
A Manchester ho “tagliato” uno spazio dal mio nome artista anche per facilitarne la pronuncia, ma soprattutto ho costruito un’identità musicale. Sono stati anni essenziali. Tengo tantissimo ad interagire con i miei follower, mi danno la voglia di vederli ancora dopo un concerto o di leggere le loro impressioni dopo la pubblicazione di un singolo… Sono molto interattivo.
Con oltre 100.000 ascolti complessivi sulle piattaforme e un’evoluzione verso un pop più cinematografico, quali saranno i tuoi prossimi passi discografici dopo l’uscita di questo singolo?
Questo sarà il mio anno più prolifico. Sono già al terzo singolo in questo 2026 e non ho alcuna intenzione di fermarmi, anzi ho in serbo una sorpresa per il mio pubblico.
Ti va di ricordarci i tuoi contatti per trovarti in rete e seguire le novità della Dario Distasi Band?
https://www.instagram.com/dario_distasi
https://www.facebook.com/dariodistasi
https://www.facebook.com/dariodistasi

Interessante come l’esperienza a Manchester abbia influenzato il suo stile. Mi sembra un approccio davvero ben fondato.