David Brandon in tre ruoli storici

David Brandon è un volto noto dai fan dell’horror italiano, che ha lavorato principalmente nei bellissimi anni ’80. Ecco i suoi ruoli migliori.

Le foto di Gioia

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Ruolo minore rispetto a quelli avuti ne ”La casa 5” e ”Deliria”, va ricordato quello del piacevole Roberto ne ”Le foto di Gioia”, amico e fotografo della protagonista (Serena Grandi) e di suo fratello. Un personaggio che non va sottovalutato e che è, da subito, uno dei sospettati maggiori come assassino della vicenda.

 

 

 

Deliria

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Arriviamo forse alla figura più conosciuta dai cinefili, quella del regista di teatro Peter Collins nel grandissimo capolavoro, nonché prima opera, del regista nostrano Michele Soavi. Un arrogante, un tiranno, un egoista e un assettato di potere. Qui  David ricopre il ruolo maschile protagonista, la colonna portante del film insieme a Barbara Cupisti nel ruolo di Alice.  Peter è uno sbruffone che presto scopre cosa sia la vera paura e che diviene vittima implicita anch’egli del serial killer tanto temuto, Irving Wallace; un dittatore, un manipolatore che incommensurabilmente perde il controllo e si ritrova a dover gestire una situazione più grande di lui. Un volto che non si dimentica il suo, in un personaggio memorabile e ben strutturato.

La casa 5

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Il ruolo più importante avuto insieme a quello in ”Deliria”, rimane una delle interpretazioni più ricordate dai cultori dell’horror. Diretto dal regista Claudio Fragasso, ”La casa 5”  è il terzo seguito apocrifo italiano dei film cult di Sam Raimi.  Qui David Brandon interpreta il ruolo di Padre George, che è il protagonista assoluto della pellicola. Ritroviamo un interpretazione impeccabile che è caratterizzata dal male e dal bene. George, infatti, è una vittima candida delle streghe che, successivamente, diviene il male stesso. Doti davvero notevoli quelle di aver interpretato un personaggio così contorto, in tutti i suoi svariati aspetti. David qui riesce in modo egregio a dimostrare l’innocenza macchiata, l’anima pura e protetta dal Signore che diviene posseduta, trascinata via dalla più alta forma del male. In un misto di paura, follia e stregoneria, siamo forse alla sua interpretazione più intima e meglio figurata della sua carriera nel cinema horror.