
Ci sono musicisti che costruiscono il proprio percorso scegliendo un genere e altri che, nel tempo, trasformano incontri, luoghi ed esperienze in un linguaggio personale. Il percorso di Davide Ricci appartiene a questa seconda categoria.
Cantante e performer, Ricci arriva oggi a una nuova fase della propria carriera con Signature Vibes, un progetto che mette insieme lounge, chillout, jazz, bossa nova e soul e nasce da un’idea precisa: trasformare la musica in parte integrante dell’esperienza di un evento, costruendo ogni volta una colonna sonora in sintonia con il luogo, le persone e l’atmosfera.
«Il rock e il pop mi hanno aiutato a costruire le basi – racconta – mentre la lounge e la chillout music ne sono diventate l’anima e il cuore, il calore, le emozioni e la parte più intima».
Dalle prime esperienze rock alle atmosfere di Monte Carlo Nights
Il rapporto di Davide Ricci con la musica lounge nasce quando ha appena 19 anni, attraverso le sonorità di Radio Monte Carlo e le atmosfere di Monte Carlo Nights, associate alla figura di Nick The Nightfly.
A 24 anni comincia invece a cantare in diverse formazioni rock e pop, partecipando a eventi e festival nel Nord Italia. Due mondi apparentemente lontani che, negli anni, iniziano a contaminarsi fino a diventare parte di una stessa ricerca musicale. Una tappa significativa arriva con i Mood, formazione sperimentale nata insieme ad altri due musicisti della scena bolognese. Nel 2013 il gruppo realizza con RNC Music A Lounge Trip, album di cover, seguito nel 2015 da #HowLifeIs, progetto che alterna brani inediti e reinterpretazioni. Entrambi vengono distribuiti sulle principali piattaforme digitali.
A Lounge Trip viene inoltre presentato da RNC Music alla produzione artistica di Radio Monte Carlo e arriva vicino a una possibile collaborazione con Donato Papadia, Papa DJ, e a un eventuale ingresso nella programmazione serale di Monte Carlo Nights. L’opportunità non si concretizza, ma quelle sonorità diventano un riferimento destinato a rimanere centrale nel percorso artistico di Ricci.
«Quello che porto ancora oggi di quelle atmosfere è la voglia di sperimentare, la contaminazione dei generi, le idee e le vibrazioni che compongono il flow musicale. Un flow che cambia ogni volta che salgo sul palco».

Dall’Italia alle isole greche
Nel 2016 il percorso di Davide Ricci prende una direzione internazionale. Si trasferisce a Paros, dove avvia collaborazioni con promoter, wedding planner e locali, per poi portare la propria musica anche a Mykonos, Santorini e Atene. Fino al 2019 si esibisce in ricevimenti, party ed eventi privati, anche a bordo di yacht. Tra le esperienze che racconta ci sono inoltre due occasioni private presso la residenza di Tom Hanks ad Antiparos.
Sono anni che modificano anche il suo modo di intendere la performance. La musica, per Ricci, non deve semplicemente accompagnare un evento: deve sapersi inserire nel contesto, interpretarlo e dialogare con chi lo vive.
«Ho imparato ad ascoltare l’insieme delle cose: come mi ascolta il pubblico, come cambiano durante la serata le vibes della location e persino come la musica viene “vista” da chi si trova lì in quel momento». Da questa esperienza nasce un principio che ancora oggi guida il suo lavoro: chi, dove e come. Chi ascolterà quella musica? Dove verrà eseguita? E come dovrà entrare in relazione con l’evento e con le persone che lo vivranno?
La lounge e la chillout diventano così una sorta di comfort zone sonora: una presenza capace di costruire atmosfera senza imporsi, lasciando spazio alla conversazione, alla convivialità e all’esperienza del luogo.
La musica diventa “sartoriale”
È in questa concezione che prende forma Signature Vibes. Per Ricci, un corporate event non può avere necessariamente la stessa colonna sonora di un wedding, di un fashion show, di una degustazione o di un appuntamento privato. Ogni situazione richiede un ascolto diverso e un repertorio costruito in funzione delle esigenze dell’organizzazione.
«Ogni evento è un mondo a sé. Il repertorio viene discusso e preparato sulla base delle esigenze dell’organizzazione, mantenendo una solida identità di partenza». La definizione che meglio descrive questo approccio è quindi quella di una sartorialità musicale.
Il punto di partenza resta un gusto rétro reinterpretato in chiave contemporanea. Nel repertorio possono convivere grandi successi italiani e internazionali degli ultimi sessant’anni, riletti attraverso sonorità che attraversano nu-jazz, bossa nova, swing e soul. Un brano nato nel mondo del grunge della Seattle degli anni Novanta può così assumere una veste jazz, mentre un classico della canzone d’autore italiana può essere trasformato in una reinterpretazione bossa nova.
«Il gusto rétro e l’innovazione rimangono sempre. Sono gli elementi che devono farti pensare: questo è Davide Ricci, questo è Signature Vibes».

La malattia e una nuova idea di performance
Nel percorso di Ricci c’è però una cesura netta, un prima e un dopo.
Nel dicembre 2023 viene colpito dalla sindrome di Guillain-Barré, una malattia che lo porta alla paralisi e a un ricovero durato cinque mesi.
È un’esperienza che cambia profondamente il suo rapporto con la vita e, inevitabilmente, anche con la musica.
«Mi ha cambiato totalmente. Oggi vivo la musica in maniera più intima, viscerale ed emotiva. Ho bisogno di far capire al pubblico che cosa provo mentre canto un brano e cerco di trasferire quelle emozioni a chi mi ascolta».
La tecnica passa così in secondo piano rispetto alla capacità di comunicare.
«Non voglio attirare l’attenzione attraverso la tecnica. Le mie performance sono fatte di ciò che provo mentre canto».
È anche da questa nuova consapevolezza che prende forma il progetto più recente.
Signature Vibes, un quintetto per tornare all’origine
Oggi Davide Ricci torna alle atmosfere che lo avevano affascinato da ragazzo con un nuovo progetto in quintetto, formato da professionisti e ispirato proprio all’eleganza e alla contaminazione musicale che hanno caratterizzato l’universo di Monte Carlo Nights.
L’obiettivo è portare negli eventi una formula che vada oltre il tradizionale intrattenimento musicale: musicisti capaci di dialogare sul palco, interpretazioni originali e una performance costruita per generare «emozione, luce e good vibes».
Il progetto nasce anche da una filosofia maturata nel tempo.
«È nato dal voler provare ciò che prima non avrei mai avuto il coraggio di provare. Anche se si è vintage non bisogna mai smettere di inseguire un sogno o un obiettivo. Si vive una volta sola».
Da Dominic Miller a Steve Norman, nuove collaborazioni
Negli ultimi anni non sono mancate esperienze accanto a musicisti internazionali. Ricci racconta di aver interpretato “Fragile” insieme a Dominic Miller, storico chitarrista di Sting, e di aver cantato “Gold” insieme a Steve Norman degli Spandau Ballet.
Esperienze che alimentano l’ambizione di portare Signature Vibes in nuovi contesti, tra Milano Fashion Week, Venezia, eventi esclusivi e nuove collaborazioni con protagonisti della scena musicale internazionale. Ma al centro del progetto rimane una concezione essenziale della musica: entrare attraverso l’ascolto e arrivare all’emozione.
Per Davide Ricci, il risultato più importante non è necessariamente ciò che accade durante una performance, ma ciò che rimane dopo. Quando una canzone finisce e l’emozione continua a vivere nella memoria di chi l’ha ascoltata, la musica ha compiuto il proprio percorso.
È questa la filosofia di Signature Vibes: non limitarsi a suonare durante un evento, ma contribuire a costruire un’esperienza destinata a lasciare una traccia.Dopo gli anni nei palchi italiani, le esperienze internazionali, le occasioni sfiorate, le collaborazioni con artisti di rilievo e una prova personale che ha cambiato il suo modo di guardare alla vita, Davide Ricci continua a progettare il futuro attraverso la musica.
«Magari un obiettivo che oggi è soltanto un sogno aspetta semplicemente che tu faccia ancora qualche passo e giri l’angolo per raggiungerlo.
Abbiamo una sola vita e non sappiamo quanto durerà: se si cade, ci si rialza e si prosegue».