Dillo al mare: Daniela Poggi pianista dal passato da scoprire

Disponibile su Prime Video, Dillo al mare segna il ritorno dietro la macchina da presa per Riccardo Sesani, autore, tra l’altro, di Buona come il pane con Carmen Russo e del giovanilistico anni Ottanta Jocks.

Basato su racconto di Margot Sesani, il film vede nel cast Gianluca Potenziani, Giulia Todaro, Daniela Poggi, Anna Ravazzoni, David Carifi, Melania Contaldi, Anne Garcia e Francesca Barletta e narra la vicenda di Salina e Delfo, giovane coppia che, dopo essere passata per un orfanotrofio, grazie all’aiuto di una suora dell’istituto trova un alloggio economico in una casa al mare. Casa dove è ospite di Emma (Daniela Poggi), matura signora affetta da alcuni disturbi della memoria e che vive nei ricordi della sua carriera da pianista.

La storia si concentra su una contrastata convivenza, con alcuni fatti strani che in breve portano la coppia a dividersi e la giovane Salina che si getta alla ricerca della sua madre naturale; fino al momento in cui scopriamo che suor Adriana non ha affatto indirizzato a caso la giovane coppia a casa di Emma.

Una storia che si lega molto ai ricordi del passato, anche perché apprendiamo che la brillante pianista ha fiancheggiato la lotta armata negli anni di piombo, rivelandosi lei stessa la vera protagonista di Dillo al mare. Del resto, è proprio Emma a muovere le fila fino alla rivelazione conclusiva, nel corso di un insieme che avanza lentamente attraverso le note della musica della donna; molte “trovate”, però, sviliscono a volte la narrazione di base, spingendo lo spettatore a desiderare arrivi al più presto l’epilogo.

Tuttavia Riccardo Sesani cerca in ogni caso di superare determinati passaggi che, sicuramente, non risultano adeguati alla poetica dell’operazione, aiutato dalla brava Poggi, che sembra spesso migliorare dialoghi non proprio azzeccati. E il colpo di scena finale rappresenta senza dubbio il maggiore pregio di un lungometraggio concepito con pochi mezzi.

Un lungometraggio che, con ogni probabilità, se distribuito normalmente avrebbe occupato pochissime sale cinematografiche sparse nella penisola e al quale, di conseguenza, giova non poco l’uscita su una piattaforma che conta un numero sbalorditivo di abbonati.

 

 

Roberto Leofrigio