Disponibile su RaiPlay Elle di Paul Verhoeven, con Isabelle Huppert

Disponibile su RaiPlay Elle, un film del 2016 diretto da Paul Verhoeven, con protagonista Isabelle Huppert. Il film, che è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2016, è un adattamento cinematografico del romanzo del 2012 Oh… di Philippe Djian. La recitazione della Huppert è stata universalmente acclamata dalla critica: fra gli svariati riconoscimenti ottenuti, l’attrice ha vinto il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico ed il premio alla migliore attrice della National Society of Film Critics e si è aggiudicata (avvenimento raro per un attore non anglofono) una nomination all’Oscar alla miglior attrice. Con Isabelle Huppert, Anne Consigny, Virginie Efira, Laurent Lafitte, Charles Berling,

Trama
Michèle è una donna tutta d’un pezzo a capo di una compagnia di videogiochi, che ha sempre usato il pugno di ferro sia in ambito lavorativo che privato. La sua vita cambia inesorabilmente quando viene aggredita e violentata nella sua casa da uno sconosciuto con il passamontagna. Inizia così un’ossessiva indagine personale per scoprire l’identità del suo aggressore. Una ricerca che può degenerare da un momento all’altro.

Quasi venticinque anni dopo Basic Instinct Paul Verhoeven regala un’erede degna della gelida bionda che, con un lieve movimento delle ginocchia, sedusse per sempre Michael Douglas e il pubblico di tutto il mondo. Per il suo primo film francese il regista sceglie un temerario, originalissimo, registro che contamina la farsa, il thriller psicologico e l’exploitation. Straordinaria complice del settantasettenne autore olandese è una delle attrici predilette di Claude Chabrol, i cui densi interni borghesi sono evocati in questo film. Il primo di Verhoeven da dieci anni a questa parte, l’ultimo del concorso di Cannes 2016, e il più meravigliosamente diabolico. Isabelle Huppert è in sintonia totale con l’irriverenza del suo regista. Da tempo non la si vedeva divertirsi così. Al punto che, ogni tanto, Verhoeven lascia che la macchina indugi un attimo in più del necessario sul suo volto.

Toni da commedia feroce, dialoghi taglienti e scene memorabili. Huppert è straordinaria nella sua sferzante alterigia rotta da momenti d’ira o nevrosi. Sulla scorta del romanzo di Philippe Djian Oh…, l’esemplare sceneggiatura di David Birke mescola spunti iperbolici e osservazioni minute per raccontare le differenze di classe e quelle di genere. Alla fine i laici borghesi sono un po’ disumani e le ‘radici cristiane’ tragiche o ridicole: la cosa giusta è soprattutto ‘non mentire’ e recuperare una solidarietà, un’amicizia (tra donne, nello specifico). Verhoeven dirige in contro-tempo, smontando il cinema d’autore europeo come aveva fatto in passato con la fantascienza o il noir. Ma il suo gioco non aveva mai avuto questa profondità, né questa precisione.

Raramente il termine grottesco ha assunto il suo significato più compiuto come in questo film: lo straniamento provocato da Elle non è solo inquietudine, ma umano sadismo che non di rado sfocia in una sana risata. Verhoeven gioca nel volere spiazzare le reazioni dello spettatore (spesso banali perché imposte), rendendo impossibili da individuare i punti cardinali della nostra morale comune. Quella decostruzione violenta del cinema eroico che aveva compiuto negli anni ’90, ora Verhoeven la ripropone con eguale forza nel mondo del cinema d’autore. Una grande opera (necessaria, oggi) che con il suo cinismo esasperato e la sua ironia feroce è forse il più lucido e onesto quadro della nostra realtà effettuale: quella fatta di violenza, soprusi e prevaricazioni in ogni momento di vita quotidiana.

 

 

Luca Biscontini