Nel sesto appuntamento della nostra serie di interviste, il cantautore e chitarrista irlandese Ronan Furlong si addentra nei suoni formativi e nei ricordi musicali che hanno plasmato la sua identità di artista. Dai primi incontri con le icone del rock celtico come gli Horslips e con leggendari interpreti folk come Luke Kelly, fino alla narrativa di Chris De Burgh, Ronan riflette sulle sue radici fondamentali. Esplora inoltre la sua ammirazione per i giganti dell’hard rock, gli innovatori del prog e i maestri della musica classica, concludendo con uno sguardo scherzoso sulla sua cena ideale insieme a Seneca, Freddie Mercury e Mozart.

Radici, influenze e memoria musicale

1. Guardando ai tuoi primi anni, qual è il tuo primissimo ricordo legato alla musica in Irlanda?

C’è un gruppo rock celtico irlandese chiamato The Horslips che era enormemente popolare in Irlanda negli anni Settanta e che rimane amatissimo ancora oggi. Una delle loro canzoni in particolare, “Dearg Doom”, era costruita su un geniale riff di chitarra celtica che è stato per me una grandissima fonte d’ispirazione.

Da ragazzo ero anche molto legato a due famosi cantanti irlandesi, Liam Clancy di Waterford e Luke Kelly di Dublino, entrambi interpreti ed esecutori leggendari della tradizione musicale irlandese. La loro passione e la capacità di fare propria qualsiasi canzone mi hanno sempre profondamente impressionato.

Più avanti negli anni, anche la collaborazione tra Andy Irvine e Paul Brady ha avuto un grande impatto su di me, e amo l’album che hanno registrato insieme, in particolare il brano “Bonnie Woodhall”. Adoro anche parte della musica dei Planxty (che vedeva la presenza del geniale Irvine, specialmente in una canzone come “The Blacksmith”).

2. Qual è stato il primo disco che hai acquistato con i tuoi soldi e quanto ha inciso sulla tua comprensione della struttura di un brano?

Spanish Train di Chris De Burgh — un album fondamentale che rimane un classico ancora oggi. In quel disco Chris ha esplorato moltissimi stili musicali differenti e diverse personalità interpretative, ed è qualcosa che cerco di emulare, nel mio piccolo. Chris è un grande narratore e le sue storie sono estremamente coinvolgenti (ad esempio, ammiro molto la sua immaginazione e le sue visioni nella title track “Spanish Train”). Inoltre è un uomo della contea di Wexford, il che è fantastico, ed si esibisce ancora oggi in tutto il mondo, quindi nutro un enorme rispetto per lui.

3. Il tuo stile fonde prog rock, folk, musica celtica e sfumature mediorientali. Quali sono stati i tuoi principali mentori o le tue influenze nel definire questo suono?

Sono stato enormemente influenzato da quei musicisti straordinari capaci di esplorare temi, stili e generi differenti. Band come Queen (in particolare i primi lavori, come Queen II), Yes e Beatles (nel loro periodo più maturo) hanno sempre spostato in avanti i confini della musica. La versatilità e l’ambizione musicale di questi gruppi, insieme ai diversi stili vocali sperimentati dai loro cantanti, rimangono per me una fonte inesauribile di ispirazione a cui torno continuamente.

Sono stato anche fortemente influenzato da band hard rock come Deep Purple, Rainbow (nell’era Dio), Black Sabbath e Led Zeppelin. In particolare, sono sempre rimasto colpito dalla perizia tecnica, dal virtuosismo e dalle influenze classiche evidenti nei primi lavori di Deep Purple e Rainbow, che continuano a ispirarmi tutt’oggi.

Anche gruppi più moderni come i Radiohead sono estremamente impressionanti, non solo per la qualità della loro musica, ma per la costante volontà di esplorare nuove frontiere sonore e per lo stile vocale di Thom Yorke, elegante e naturale.

4. Se potessi organizzare una cena con tre personaggi della storia o della storia della musica, chi inviteresti e di cosa parlereste?

Seneca, Freddie Mercury e Mozart (con Socrate e Napoleone ad attendere nella hall!), davanti a qualche pinta di Guinness! Ci sarebbe da divertirsi da matti! Io me ne starei zitto con le orecchie spalancate ad ascoltare i grandi maestri che si scambiano le loro opinioni. Con la speranza che ci sia un pianoforte a portata di mano così che i due ragazzi possano suonare e scambiarsi idee. Oh, cosa non darei per essere una mosca sul muro in quel momento!

5. C’è un genere musicale del tutto diverso dal tuo che ami ascoltare quando vuoi semplicemente rilassarti?

Ascolto molta musica classica, poiché è un toccasana per l’anima e una fonte costante di ispirazione musicale. Per un musicista è davvero rinvigorente trovarsi a contatto con i maestri del passato. I miei due preferiti sono Vivaldi (un italiano!) e Mozart — due geni incredibili che hanno arricchito il mondo con le loro melodie.

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