“Dobermann”: L’Oscurità del Potere e il Graffio della Verità. Una Produzione d’Eccellenza firmata Circuito Totale

Il palcoscenico si fa tribunale dell’anima e specchio deformante di una realtà brutale. Dal 27 febbraio al 1° marzo, il Piccolo Teatro del Giullare di Salerno ospiterà il debutto di “Dobermann”, l’attesa nuova opera nata dal talento e dalla penna di Carmen Di Marzo. Un lavoro necessario che affonda le radici nella cronaca internazionale — il caso Weinstein e l’eco del movimento Me Too — per esplorare i labirinti più inaccessibili della psiche umana.

La Visione di Circuito Totale: Lorito e Valitutti

Dietro la potenza visiva e narrativa di questo spettacolo batte il cuore di Circuito Totale, la realtà di produzione fondata da Valerio Lorito e Antonella Valitutti. Grazie alla loro visione multidisciplinare e a una rete di collaboratori d’eccellenza, Circuito Totale si conferma un hub creativo capace di trasformare temi complessi in opere di forte impatto. La firma di Lorito e Valitutti garantisce un approccio rigoroso che segue il progetto dallo sviluppo alla messa in scena, confermando la missione del collettivo: valorizzare l’indipendenza intellettuale e la qualità artistica superiore.

Una Regia di Visione e Coraggio

Carmen Di Marzo, qui nella doppia veste di autrice e regista, conferma una rara capacità di analisi sociale. La sua visione non si accontenta della superficie, ma scava nel “distacco assoluto” di chi normalizza l’orrore. Con una messinscena essenziale prodotta con il supporto tecnico di Circuito Totale, la Di Marzo promette un “lavoro di parola” che non concede sconti: un viaggio che parte dalla testa per colpire dritto allo stomaco, orchestrato con una regia che trasforma il silenzio in tensione.

Antonella Valitutti: Un’Interpretazione Viscerale

A dare corpo e voce alla protagonista, Debora, è proprio la co-fondatrice della produzione, Antonella Valitutti. Chiamata a interpretare un avvocato penalista specializzato nella difesa di uomini accusati di violenza sessuale, la Valitutti si misura con un ruolo complesso e respingente. La sua performance si preannuncia come una prova di forza attoriale, capace di restituire la fame di potere, la solitudine feroce e il crollo verticale di una donna che ha scelto di stare dalla parte degli accusatori, ignorando il grido delle vittime.

Uno Staff di Eccellenza per un Teatro d’Impatto

Il successo di un’operazione così ambiziosa risiede nella perfetta armonia dello staff coordinato da Circuito Totale. Dalla cura del disegno luci, fondamentale per abbracciare l’isolamento della protagonista, alla scelta di elementi scenografici mirati, ogni dettaglio è stato pensato per amplificare il senso di alienazione e il “buio che inghiotte”. È un’opera dove la sinergia tra scrittura, regia, interpretazione e visione produttiva crea un corto circuito emotivo indimenticabile.

“Dobermann” non è solo uno spettacolo, ma una resa dei conti a cui lo spettatore non potrà sottrarsi. Un appuntamento imperdibile per chi crede in un teatro che sia, prima di tutto, strumento di riflessione e denuncia.

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