
Considerato il successo del dittico dedicato al Don Camillo di Giovannino Guareschi, nel 1955 spuntò un ulteriore capitolo cinematografico incentrato su questo singolare personaggio del Dopoguerra, alle prese come di consueto con Peppone, il sindaco comunista di Brescello, in Emilia Romagna: Don Camillo e l’onorevole Peppone.
Con Fernandel nuovamente nei panni del noto prete e Gino Cervi in quelli della sua citata controparte comunista, un capitolo che ci porta nel mezzo di un fervore politico presente a Brescello, dove il sindaco intende fare il grande passo e divenire deputato.
Preso dalle impegnative elezioni, Peppone intende impegnarsi per raggiungere il suo obiettivo, ma non ha calcolato l’invadenza di Don Camillo, il quale, vista la grande responsabilità del suo antagonista, intende inizialmente ostacolarlo. Nonostante ciò, il parroco di Brescello si rende utile anche nella corsa politica di Peppone, involontariamente complice di svariate situazioni, come l’occultazione di un carro armato tenuto in segreto dal sindaco stesso insieme ai suoi compagni. E, a corsa politica finita, Peppone deve infine scegliere se proseguire per una carriera da deputato da lui tanto agognata oppure risolvere i problemi della sua amata Brescello.
Con un cambio di regia che vede il francese Julien Duvivier – autore dei primi due lungometraggi – sostituito dall’italiano Carmine Gallone, Don Camillo e l’onorevole Peppone si concentra maggiormente sul lato politico di questa amatissima saga, portando i due protagonisti nel mezzo di una vera e propria guerra ideologica, tra scontri verbali e numerose parentesi esilaranti.

Il tutto a dimostrazione di quanto la materia d’origine guareschiana sia sempre attuale, anche oggi, ad oltre settant’anni dal suo concepimento.
Terzo capitolo fresco e divertente, non sfigura affatto neppure confrontato ai due indimenticati capitoli precedenti questo di Gallone, ma, anzi, espone un lato sempre più incisivo del rapporto tra religione e politica nell’Italia del Dopoguerra (il film è ambientato nel 1948), in mezzo a scontri elettorali, principi di vita e prime sommosse femministe, testimoniate qui dalla figura della combattiva Clotilde interpretata da Claude Sylvain.
Tutti aspetti che rendono l’operazione tuttora moderna e interessante; ovviamente con il fondamentale contributo di Fernandel e Cervi, due assi della recitazione che sanno ben spalleggiarsi, in questo caso accompagnati dall’immancabile presenza di Saro Urzì e Marco Tulli, ai quali si aggiunge la new entry Memmo Carotenuto.
Edito in blu-ray da Mustang Entertainment in versione restaurata per conto di Cinema Forever, Don Camillo e l’onorevole Peppone è accompagnato nella sezione extra dal trailer, sei minuti di presentazione di Maurizio Porro, dodici di incontro con Mons. Dario Edorado Viganò, tre di Cinegiornali e due di clip francese BW & color.

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