Duplice appuntamento in home video con la passione e l’erotismo grazie a CG Entertainment (www.cgtv.it) e Surf film, che dal periodo a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta riscoprono su supporto dvd un paio di titoli incentrati sull’attrazione fisica e su concezioni estreme dell’atto d’amore, affrontati, però, con fare piuttosto dark e toni da noir: Spogliando Valeria e La carne.

Il primo risalente al 1989 e diretto dall’esperto in materia erotica Bruno Gaburro, il secondo firmato due anni più tardi dal grande maestro del cinema assurdo e controcorrente Marco Ferreri, due lungometraggi che offrono due diversi punti di vista all’interno di due diverse vicende a base di incontri magnetici dagli esiti inaspettati e tragici, ricordandoci che amore e morte, a volte, vanno a braccetto.


Spogliando Valeria (1989)

Reduce dalla morte di un caro amico e collega e deciso a comporre un album in suo onore, sperando di trovare la giusta ispirazione il musicista jazz Chris (Gérard Manzetti) si trasferisce nella casa dell’uomo e scopre che, proprio di fronte alla finestra dell’abitazione, si trova un appartamento in cui vive l’affascinante Eva (Dalila Di Lazzaro): bella quanto desiderabile moglie del senatore Verani (Donald Burton) che finisce per fare breccia nel suo cuore, coinvolgendolo in una relazione extraconiugale tra incontri misteriosi e altrettanti segreti che vengono pan piano a galla, con tanto di verità alquanto scottante e a dir poco estrema.

Capace di passare da commedie pruriginose come Peccati in famiglia e Il letto in piazza ad altre un po’ più adatte a tutti come nel caso del dittico Abbronzatissimi, cavalcando l’onda del sesso su celluloide maggiormente cupo il buon mestierante Gaburro ci regala un noir erotico di ispirazione retrò, mirato a guardare a modelli intramontabili quali La fiamma del peccato di Billy Wilder e La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock, mentre emula, al contempo, modelli a stelle e strisce del decennio reaganiano come 9 settimane e mezzo e Attrazione fatale, entrambi con Adrian Lyne alla regia.

E, all’interno di un cast comprendente l’inglese Burton visto anche in Hudson Hawk – Il mago del furto con Bruce Willis, Sebastiano Lo Monaco nei panni di un commissario e Federica Farnese nelle denudate vesti di Marta, amica e amante del Chris di Manzetti, lo fa affidandosi in particolar modo ad una bellissima Di Lazzaro, femme fatale dalla focosa presenza man mano che lo spettatore viene accompagnato nel mezzo di intense sequenze d’amore.


La carne (1991)

Con alle spalle un matrimonio fallito e il ricordo di una vita che ormai non potrà più avere, avendo lasciato i suoi due figli alla ex moglie, grazie ad un amico il musicista da pianobar Paolo (Sergio Castellitto) una sera conosce la bella Francesca (Francesca Dellera), reduce da un’esperienza spirituale e da un recente aborto spontaneo appena effettuato, e, invaghitosi di lei, la porta nella sua casa al mare per trascorrere assieme momenti di grande passione e coinvolgimento sessuale; tra scambi di opinioni personali e anche esistenziali… con esiti inaspettati e alquanto allucinanti, fino a decisioni imprevedibili.

Maestro di un cinema dallo sguardo diretto e senza fronzoli volto a condurre lo spettatore in contesti mai appaganti ma comunque affascinanti, Marco Ferreri porta in scena attraverso La carne un racconto in fotogrammi di amore estremo e concezione della possessione, lasciando largo spazio ad un paio di protagonisti agli antipodi per concezione scenica nella recitazione: tanto sopra le righe e allucinato il Sergio Castellitto alle prime armi, quanto bella e conturbante appare la meteora di fine anni Ottanta e inizio anni Novanta Francesca Dellera, i quali si esibiscono insieme in alcuni numeri sessuali per il bene dell’economia erotica dell’opera in sé, accompagnandoci allo stesso tempo verso un esito atto ad uniformare degnamente un messaggio trasudante graffiante critica sociale, tipica dell’autore de La grande abbuffata e la donna scimmia.

Scritta dal regista stesso insieme alla fida Liliana Betti, Massimo Bucchi e Paolo Costella, la pellicola, presentata in concorso al Festival di Cannes 1991 e candidata a due Nastri d’Argento (miglior attore e miglior soggetto) include nel cast Petra Reinhardt, Philippe Lèotard, Farid Chopel e la brassiana Sonia Topazio.

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