
Proprio in questi giorni spopola al Cinema una nuova versione di “Dracula. L’amore perduto” firmata dal regista Luc Besson con protagonisti Caleb Landry Jones, nel ruolo del Conte Dracula/Vlad, Zoe Bleu nei panni di Elisabetta/Mina. La storia rientra, rispetto alla versione del capolavoro di Bram Stoker, nel genere del dark romance, con aspetti più romantici e sentimentali rispetto alle versioni note del film e dello stesso libro. Qui Dracula non è un mostro ma un vero e proprio gentiluomo e cavaliere, che soffre per la perdita della sua Elisabetta per secoli finché non la ritrova casualmente in Mina, la sua reincarnazione. Da qui tra salvezza e dannazione l’amore salva uno e condanna l’altra, come in tutti i giochi di ruoli. In questo caso Mina sarà la salvezza per Vlad che si ricongiunge alla sua “anima gemella” , ma non viceversa perché la ragazza è già promessa sposa del suo fidanzato. Sul web in questi giorni è tutta una critica su chi pensa che questa versione di Dracula sia più o meno troppo romantica rispetto alle precedenti o addirittura del tutto fuori genere se si prende in considerazione il testo ufficiale. Al di là delle varie opinioni (strettamente personali), nel senso che un film può piacere o non piacere, non si può mai paragonare un lungometraggio al testo a cui si è ispirato. Aggiungiamo anche, liberamente. La bravura di un regista consiste proprio in questo: non riprendere pedissequamente il libro ma trarre ispirazione da esso per una tematica. Nel caso di Luc Besson proprio quella delle anime gemelle. Spesso però si fa confusione tra fiamma gemella e anima gemella. Il termine “Anima Gemella” è più conosciuto ma si tratta di Anime affini a noi o con legami karmici a sé stanti, mentre la “Fiamma Gemella” è la metà della nostra anima con la quale non ci si divide mai. Spesso sono rapporti ostacolati perché la passione, l’amore e la luce sono potenti per essere vissute su un piano terreno. Infatti riconoscere la propria fiamma o anima non è facile e non tutti credono a queste vibrazioni, definendole sentimentalismi. Quando si incontra l’anima gemella non sempre è amore a lieto fine perché appunto si tratta solo di legame karmico. E allora come si fa a capire se si è incontrata o meno un’anima gemella? Quando si incontrata una persona, una delle tue anime gemelle (possono essere più di una e non necessariamente del sesso opposto, parliamo a volte di amicizia per la pelle) occorre lasciare che la connessione e la relazione siano ciò che sono. Potrebbe durare 4 minuti, 4 ore, 4 giorni, 4 mesi, 4 anni, 40 anni, 400 anni come nel caso di Vlad e Mina, una vita, 4 vite. Si lasci che si manifesti come è destinata a essere, ha un destino organico, in questo modo, che rimanga o se ne vada, ma sarà più dolce il ricordo per essere stato amato così autenticamente. Le anime entrano, ritornano, si aprono e attraversano la nostra vita per una miriade di ragioni. Lasciamo che siano chi e ciò per cui sono destinate. Da qualunque parte arrivi in questo Universo ciò che è destinato a noi prima o poi arriva, solo questione di tempo. Lo dimostra l’estratto del film sull’incontro Mina e Vlad. Chimicamente manderebbe in tilt qualsiasi cervello che lo veda, anche il più scettico e chiuso all’amore. Che sia un capolavoro quello di Luc Besson? Se avrà ricongiunto anche due sole anime gemelle la risposta è sì.

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