Dragon Ball Super: Super hero, quando Goku non è il protagonista

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Dragon Ball Super: Super hero è il nuovo film, il terzo, tratto dalla serie Dragon Ball Super, scritto da Akira Toriyama e diretto da Tetsuro Kodama, nonché il ventunesimo dell’intero franchise.

Che Super hero, prodotto da Toei Animation, fosse uno dei film più attesi lo dimostra il fatto che in tutto il mondo ha ottenuto nel solo primo giorno di proiezione incassi superiori ai precedenti, nonostante l’attacco hacker che ne ha ritardato la diffusione.

Il film si ricollega direttamente alle vicende della serie e narra una storia che, con grande stupore, non vede protagonisti né Goku né Vegeta, piuttosto Gohan e il suo storico mentore Junior (Piccolo). Un redivivo esercito del Fiocco Rosso, la misteriosa organizzazione precedentemente già sconfitta e distrutta proprio da un Goku agli esordi, viene riformata grazie al contributo del nipote del celebre scienziato Dr. Gelo, il quale, seguendo le orme di suo nonno, crea nuovi e più potenti Androidi: Gamma 1 e Gamma 2, che vengono aizzati contro Bulma e i propri amici. Sarà Junior, sfoderando nuovi poteri e aiutato da Gohan, anche lui potenziato, a respingere la “minaccia rossa”.

Rispetto al precedente, questo è un film certamente meno ambizioso, forse proprio per l’assenza dell’ormai inseparabile coppia Goku-Vegeta. Non vi è un avversario “eclatante” come lo è stato Broly, atteso soprattutto dai fan che da tempo lo desideravano nel canone, tuttavia Dragon Ball Super: Super hero  si difende bene e si rivela un prodotto veramente notevole. Una grafica certamente “contemporanea” che ci fa godere appieno i combattimenti, must di tutto l’universo Dragon Ball, ben si armonizza con una sceneggiatura dove la mano del “padre” Toriyama si nota in ogni passaggio, soprattutto grazie agli inserimenti citazionistici che i fan più longevi certamente avranno notato. Ma l’autore è avvertibile soprattutto grazie alla capacità di dare profondità caratteriale ai personaggi grazie ad un meraviglioso connubio tra maturità e immaturità, leggerezza e riflessione, sketch comici e discorsi introspettivi sapientemente alternati.

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Il focus dell’insieme non sono certamente gli scontri, Dragon Ball Super: Super hero vuole essere piuttosto un film “sulla crescita”, sia fisiologica, infatti finalmente vediamo cresciuti personaggi come Pan, Goten e Trunks, sia emotiva, attraverso la presa di coscienza di alcune figure, del proprio ruolo di difensori della Terra, in un presente dove i guerrieri più potenti tendono a guardare oltre. Oltre  la galassia. Persino oltre lo stesso universo. L’assenza di Goku ha pertanto anche un valore simbolico all’interno del lungometraggio .

Dragon Ball Super: Super hero è forse l’estratto meno mainstream e meno fanciullesco di tutto il franchise. Un film “d’autore”, per certi versi, che non risente comunque di quella tipica patina di pesantezza. Sempre di Dragon Ball si tratta, tuttavia è contraddistinto da un flebile velo di malinconia che lo rende certamente più adulto. Che Toriyama abbia voluto fare un gradito regalo anche ai suoi seguaci più cresciutelli? Sembra proprio di si. Paradossalmente eliminando il protagonista dall’equazione, lasciando spazio ad uno squisito connubio tra vecchia (Junior) e nuova (Gohan) generazione. Dragon Ball Super: Super hero è dunque un più che gradevole intermezzo in attesa delle prossime avventure dei nostri eroi.

 

 

Dario Bettati