E’ IN SCENA A ROMA “BEIGE, L’IMPORTANZA DI ESSERE DIVERSO” NE PARLIAMO CON IL REGISTA ETTORE BASSI

Dal 13  al 23 Febbraio , è in scena all’Ambra Garbatella di Roma, “ BEIGE , l’importanza di essere diverso” di e con Jonis Bascir per la regia di Ettore Bassi.

E oggi, siamo in compagnia proprio del regista.

Ettore ciao e benvenuto . Allora, parlaci un po’ di questo spettacolo e di questa tappa romana .

Si, ora  siamo in scena a Roma , ma noi abbiamo iniziato l’anno scorso in Primavera ,facendo una prima uscita al Teatro Golden.Poi, questo è uno spettacolo che in realtà è un monologo di Jonis , che lui ama portare in giro e proporre il più possibile; perché partendo da uno spunto interessante, poi arriva a parlare di un argomento molto importante , che è quello dell’integrazione razziale. Del rapporto che ognuno di noi ha con l’altro, col diverso. Lui prende spunto dalla sua esperienza, e diventa anche un racconto molto spiritoso e divertente, che tra l’atro racconta di cose che sembrano assurde, finte, impossibili, e che  invece sono realmente accadute.

Si tratta di un one man show, da quanto ho letto . Lui canta, suona e recita. Quindi muove su più piani , non solo su quello della recitazione .

Si, infatti. E’ un racconto personale, che viene fatto con le corde personali,quelle con cui Jonis si sente istintivamente di voler comunicare col pubblico. Perciò, io ho solo dato una mano a lui per creargli la condizione ambientale più giusta , perché tutto potesse venir fuori in maniera fluida , comoda, ed efficace ,anche .   


Questa è la tua prima regia teatrale. Com’è nata l’idea di collaborare non come colleghi , ma tu come regista e lui come attore , guidato da te ?

E’ nata durante un allenamento di calcio che stavamo facendo insieme nella squadra degli attori, circa un paio di anni fa.

In totale goliardia, quindi?

Si , esatto. Lui parlava di questa sua cosa, per la quale aveva bisogno di una mano esterna, di un occhio di cui fidarsi;di  qualcuno che da fuori lo aiutasse a inquadrare un po’ la cosa. E io mi sono offerto. Ho detto . “ guarda che se vuoi, io lo faccio volentieri. Fammi leggere il tuo testo e vediamo se ci possiamo lavorare. Secondo me potrebbe essere una cosa divertente da fare insieme.”

Mi è scattata questa proposta ,così, automaticamente, e lui è stato felice.

Così, abbiamo cominciato a lavorarci insieme, e devo dire che è stato molto divertente e molto facile. Molto facile, nel senso di senza intoppi. E’ andato tutto molto liscio.

Ho trovato per altro la cosa anche molto interessante, visto che per me era un esperimento , per capire come potessi sentirmi in un’altra veste.

 

Già, perché stare dall’altra parte non è cosa facile. Facendo l’attrice, mentre tu parlavi, mi chiedevo come possa essere avere la gestione di un intero  spettacolo, esserne il regista . Cambia tutto.

E’ un’esperienza strana, diversa, anche perché io non nasco come regista e con quell’obiettivo. Direi che è stato qualcosa  che mi sono voluto regalare, approfittando del rapporto che ho con Jonis, per poter capire come mi sarebbe venuto…cosa sarei riuscito a fare. Dicevo, che si tratta di  un’esperienza diversa, perché devi avere un altro modo di guardare. Ad  esempio, una delle cose più difficili, se sei un attore, è che da regista devi essere crudele sui tagli. Devi saper sacrificare. Quella, è una cosa dolorosa da fare. Su questo , però, devo dire, che Jonis è stato molto accogliente e intelligente.

Questa cosa, è però a mio avviso ,una ricchezza di esperienza che poi ci si porta dietro. Spesso gli attori, quando si vedono cassare delle battute in corso d’opera, non ne comprendono le ragioni. La vivono come qualcosa legato al personale. Aver vissuto la messa in scena da regista, insegna a capire con altro punto di vista quale possa essere il bene di uno spettacolo. Bene, che a volte riguarda tagli di testo. Indipendentemente dalla bravura degli attori, a cui quelle battute appartengono.

Infatti toccare esperienze diverse ti aiuta poi a comprenderle, e a comprendere meglio chi le usa.

 

Pensi di poter ripetere questa esperienza? Ti andrebbe di provarci ancora?

Se qualcuno avesse voglia di propormelo, lo accetterei. Ovviamente ,sempre in base al tipo di progetto. Ci tengo a dire che non mi sento di punto in bianco Ronconi, ci mancherebbe! ( e qui scappa una risata ad entrambi)

Si tratterebbe perciò di valutare un po’, dovrebbe essere  una cosa che possa essere dimensionata alla mia sensibilità, esperienza e modo di vedere. Però, sì, potrebbe qualcosa da ripetere. Mi ha divertito l’idea. Mi rendo perfettamente conto che non sia  cosa facile , e per quanto noi lavorando continuamente con i registi , molte cose le vedi e le impari… poi, è diverso farle in prima persona.

Rispetto alla mia esperienza personale, i registi più bravi nel lavoro sull’attore, sono stati proprio quelli che hanno ritenuto opportuno fare loro, per primi, un passaggio attoriale. Come la vedi tu?

Indubbiamente, il fatto di conoscere i meccanismi della recitazione ti aiuta, perché ti mette in una condizione di una comunicazione più diretta e più facile con gli attori. Hai anche una comprensione maggiore di tutti i loro aspetti…da quelli positivi a quelli negativi .( sorride)

 

So che in questo momento tu sei fuori in tournèe. Quindi, c’è chi ti vive sia come regista , sia come interprete. Cosa stai portando in scena come attore?

Un bellissimo spettacolo che si intitola “ Trappola mortale” , che è quel testo americano degli anni 70, da cui fu tratto anche il film di Sidney Lumet.

Si tratta di un thriller , in commedia, molto ben scritto, divertente e anche di tensione. Talmente coinvolgente che il pubblico salta sulle sedie per metà dello spettacolo.

In scena siamo io, Corrado Tedeschi, e altri tre attori che sono Miriam Mesturino, Silvana De Santis e Giovanni Argante ( che sono vecchi teatranti d’esperienza ) per la regia di Ennio Coltorti.

In questo momento siamo a Torino all’Alfieri, e il pubblico ci sta dando davvero molta soddisfazione. Abbiamo iniziato da poco, solo venti giorni, e stiamo cominciando ad assaporare come ci vive il pubblico. Siamo davvero molto felici , perché lo spettacolo si sta rivelando una mossa vincente.

In realtà, non avevamo molti dubbi sulla sua riuscita. Trappola mortale, fu fatto già 25 anni fa da Paolo Ferrari, e vinse per due anni di seguito IL Biglietto D’oro. Insomma, il testo ci dava molte garanzie. Però, è chiaro che dopo tanti anni il pubblico cambia, cambia il Teatro…cambiano tante cose. Noi, però, abbiamo conservato il regista. Coltorti, infatti , fece la regia anche 25 anni fa, e anche questa, è stata per noi un’ulteriore garanzia.

E a Roma verrete?

Sì, verremo per la prossima stagione. Noi stiamo facendo un primo assaggio per l’Italia, per testare lo spettacolo e farlo maturare…in modo di arrivare a Roma belli pronti…per le fauci della critica romana ( qui ridiamo, anche se un po’ nervosamente)

E allora noi vi aspettiamo , e magari ci risentiremo per il lancio romano.

Certo, con piacere.

 

Bene, Ettore, grazie per essere stato con noi . Un grande in bocca al lupo ( anzi, Tanta Merda..come si dice tra noi in gergo) sia per la tua regia nello  spettacolo  Jonis Bascir , sia per Trappola mortale.

Invito così un doppio pubblico : quello romano , ad andare al Teatro Ambra Garbatella fino al 23 Febbraio a vedere “Beige ,l’importanza di essere diverso “,sia il pubblico di Torino,a vedere “Trappola mortale “.

Ciao e presto!

Grazie a voi e a prestissimo.

Federica Quaglieri